giovedì 2 gennaio 2014

Ben arrivato in Libreria *2014* !!



.. Piccola Libreria Andersen 
ha sempre qualche sorpresa in serbo per Voi .. Vi anticipo che sarà -presto presto- ampliato l'angolino dei libri dedicati agli illustratori contemporanei, all'arte e alla grafica..Vi aspetto! ;-))

STORIA GENERALE DEL NUDO
di Gualdoni Flaminio
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Qual è l'itinerario che conduce dalla Venere paleolitica di Willendorf alle algide modelle di Vanessa Beecroft? Cosa accomuna la nuda veritas e le lascive odalische care all'Ottocento? Non la nudità fisica, con tutto quanto ciò comporta sul piano del pudore e dello sguardo, ma la concezione del nudo come fondamento stesso della raffigurazione artistica, come immagine per antonomasia in cui confluiscono umori metafisici - la raffigurazione del divino concepito a immagine d'uomo - pensieri intorno alla perfezione della forma e più prosaiche considerazioni carnali. Un fatto è certo. Una storia dell'arte non può essere, di necessità, che una storia del nudo, delle concezioni che l'hanno determinata e delle forme in cui si è incarnata, dei gusti che l'hanno orientata e delle istanze che l'hanno resa ogni volta cultura viva. Misurare quale distanza separi la nudità degli eroi greci dalle patinate immagini digitali di oggi vuol dire comprendere molte cose, non solo a proposito delle figurazioni artistiche, ma in generale dell'idea stessa di umanità
 

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100 BACI. DITELO CON L'ARTE
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I cento baci più celebri della storia dell'arte, ma anche quelli più teneri e appassionati, raccontati dai grandi maestri della pittura e della fotografia e accompagnati da brani d'autore sul tema del bacio e dell'amore. Una collezione di baci d'artista, da Raffaello a Klimt, a Munch e ad altri maestri del novecento per esprimere con l'arte la dolcezza dell'amore.

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JAPAN UNDERGROUND
di Gabriele Rossetti 

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Partendo da una base storico-culturale, con riferimenti all'arte, al cinema e alla letteratura, il libro è una panoramica a 360 gradi dell'erotismo giapponese di oggi, della vita privata e del mondo underground, nel tentativo di comprendere realtà apparentemente inconciliabili. Il volume affronta anche la questione su quale sia, e se vi sia, la differenza in Giappone tra erotismo e pornografia.

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ROCKWELL
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Marling Karal A.; Rockwell Thomas
'Splendiderrima' raccolta dell'illustratore americano Norman Percevel Rockwell (New York, 1894 )
Il peculiare stile delle sue opere, definito "realismo romantico", ha riscosso, soprattutto negli Stati Uniti, un largo apprezzamento popolare ed ha influenzato generazioni successive di illustratori. La sua fama è legata soprattutto alle oltre 300 copertine da lui create tra il 1916 e il 1963 per il magazine "The Saturday Evening Post", che costituiscono, nel loro insieme, un'importante fetta della cultura popolare americana del secolo scorso.

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Piccolo Concorso per la Lettera d' Amore più Bella ♥ ♥ ♥





.. Come l' anno scorso, torna il nostro
Piccolo concorso per la Lettera d' Amore più bella 
 
Questo concorso non ha la pretesa di essere un "concorso letterario" vero e proprio, ma solo una prova tra chi ha voglia di confrontarsi con simpatia e affetto sulla scrittura di una lettera d'amore
Il concorso termina a San Valentino, e il vincitore riceverà in premio una favolosa shopper  e una piccola agenda PAPERBLANKS  

la Shopper DANTE ALIGHIERI, che riporta il verso 103 del canto V nell'Inferno:
" Am♥ r, ch'a nullo amato amar perdona"


                                                          ♥
Tutti gli elaborati possono essere inviati come messaggio di posta privata alla FAN PAGE della Libreria
https://www.facebook.com/PiccolaLibreriaAndersen?ref=hl
 oppure all'indirizzo mail:
 piccolalibreriaandersen@yahoo.it

.. Per tutti i partecipanti ci sarà la soddisfazione di essere visti e letti sulla nostra fan Page e Blog ( e di aver scritto una bella lettera con amore e intelligenza) ...
A maggior ragione ringrazio ancora tutti voi della partecipazione e non è detto che in futuro da una piccola cosa non nasca qualcosa di più.. anche per merito vostro! ... Il Concorso è aperto fino al 14 Febbraio 2014!! Grazie a Tutti :-) Buon concorso .... 
 
 
 

sabato 7 dicembre 2013

E se fossi... ?!


Kurt Vonnegut  fu un grande scrittore americano che mescolò vari generi e toni ma io oggi non voglio scrivere di questo. Parto da un pezzo da lui scritto che mi ha fatto fermare e dire tra me: “Ehi, aspetta un attimo!”. Nell’introduzione al suo 'Madre Notte', Vonnegut esordisce con: 

“Questo è l’unico dei miei racconti di cui conosca la morale (…): noi siamo quel che facciamo finta di essere, sicché dobbiamo stare molto attenti a quel che facciamo finta di essere”.

...E già qui c’è un po’ ciò di cui voglio scrivere. Ma il pezzo in questione non è questo, il pezzo in questione sta verso la fine, è breve.

 
“Suppongo che se fossi nato in Germania, sarei stato nazista”.

  ..Ed è qui che ho detto tra me: “Ehi, aspetta un attimo”. E non solamente per dire: “Vonnegut, che caspita dici?!!”, ma perché per me è una riga che ha un potenziale distruttivo enorme. Vonnegut si sta mettendo in discussione del tutto, non ritiene di essere salvo a priori da una deriva folle come quella nazista, ritiene che non lo sia nessuno. Non rinuncia a nessun possibile sviluppo che avrebbe potuto verificarsi della propria personalità. Nemmeno al più ripugnante.

La recensione di oggi parle di queste illimitate possibilità.



Personalità multipla
“Fossi nata in un’altra epoca, ecco come sarei stata” è ciò che Greta Wells non tanto immagina bensì subisce. Una cura psichiatrica a base di elettroshock che dovrebbe guarirla da un doppio dolore ha invece l’effetto di farle prendere vie alternative non previste, facendole vivere fisicamente vite altre tra un decennio e l’altro. Il libro nasce da una domanda che Andrew Sean Greer s’è fatto: “C’è un momento, un luogo perfetto per tutti, per tutto?”.

Alberto Manguel, in Tutti gli uomini sono bugiardi, ha considerato il discorso dei possibili sé, che riguarda anche me e te, da un altro punto di vista. Cioè non in quanto in epoche diverse, ma nello stesso tempo. Mi spiego: Alejandro Bevilacqua è morto. Chi era? Ebbene, la risposta pare dipenda da colui a cui la poni. Tra le personalità proposte ne aveva solo una, o tutte, o di più? Perché, pensiamoci su: pure noi, non abbiamo forse alcune possibili identità? E altre ancora, che sono quelle che appaiono agli occhi di chi ci guarda?

Ancora identità multiple. Doppie, precisamente, perché ogni uomo di Vite segrete di Jeff VanDerMeer è sì un comune mortale come lo siamo noi (do per scontato non stia scrivendo a una sorta di essere soprannaturale), ma non solo. Pensa se oltre al mestiere riconosciuto che uno fa ne facesse un altro sconosciuto da non poter far conoscere, perché ha a che fare con posti inesistenti o uomini dalle capacità non credute comunemente.


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Diverse condizioni
Paolo Zanotti ci ha lasciato troppo presto 1 anno e 1 giorno fa. Uomo di sana e robusta cultura, ottimo scrittore, aveva creato Il testamento Disney ma non l’aveva pubblicato. Ora si è rimediato, con la cura del suo editor di sempre. Sono in quattro a muoversi sotto i riflettori di Zanotti, chiamandosi e comportandosi come fossero personaggi disneyani, e come il mondo fosse adeguato a ciò, e cercando il gangarone, facendo come se esistesse veramente.

Infine, assumi d’essere immobile, di non poter parlare, di poter solo, lucidamente, osservare. Prendi una delle persone che conosci meglio, immagina che ti venga a trovare, chiediti come si comporterebbe di fronte a te credendo, a torto, che tu non possa né vederla né sentirla. Sarebbe diversa? Cambieresti tu nel considerarla? Col nuovo punto d’osservazione, diventeresti qualcuno che non avresti potuto essere prima? Tutto questo sta in Romanticidio, di Carolina Cutolo.


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venerdì 6 dicembre 2013

Recensioni su: Uomini che si pongono domande, si danno risposte.O se ne vanno in Canada.

 

Felicità perduta, Anne Percin... Il titolo del libro in questione dovrebbe farci capire in che categoria si ponga Anne Percin, che è una scrittrice francese. Il protagonista del suo Felicità perduta è un bel ragazzotto di 28 anni, di nome Pierre, che ha da fare i conti con un uomo che si è lasciato alle spalle e con una pittrice del XIX secolo che conoscono in pochi, cioè Rosa Bonheur.

Altro libro altra corsa:  Campionario per una vita migliore, di Thomas Gunzig, una “raccolta di racconti da rabbrividire per cinismo noir e contenuti di attualità sconcertante”, come lo presenta lo stesso editore Hop! .

 Dio odia il Giappone, Douglas Coupland.. Siamo a Tokyo, diciamolo subito, e diciamo pure che non se la passano troppo bene da quelle parti, da ciò che Coupland racconta. Tanto che Hiro, il protagonista, che è giovane e non ha molti pensieri o responsabilità, se ne va in Canada per un po’, fino a quando le autorità non lo costringono a tornare in patria, perché è successo qualcosa di grosso e lui deve risponderne. Intreccio a tratti surreale, cultura che si perde, gioventù che non sa bene come rispondere, gente che scompare: Dio odia il Giappone è questo e altro. È, come recita il sottotitolo, un “Romanzo d’amore e fine del mondo”.

 Notizie dall’interno, Paul Auster: da poco pubblicato negli Stati Uniti e appena uscito anche in Italia con l’editore Einaudi, con questo nuovo lavoro Auster continua a riflettere su se stesso, seguendo al linea di Diario d’inverno, dell’anno scorso.
È la “memoria di come sono diventato una persona pensante”, afferma. Si divide in quattro parti, Notizie dal’interno, partendo dall’infanzia negli anni 50, e proseguendo nel corso degli anni.
Nella formazione da “persona pensante” che Auster vuole ricostruire rientrano grandi temi che ha incontrato per caso o per volontà nel corso della sua esistenza, come Dio, l’ebraismo, l’America, con la cui faccia attuale cerca di fare i conti, ma anche eventi minimi della quotidianità, che hanno avuto un’importanza e un’influenza enormi per lui, l’hanno cambiato davvero, segnando svolte decisive.


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Buon viaggio MADIBA..



« Non c'è nessuna strada facile per la libertà. »

Nelson Mandela
1918 - 2013

domenica 1 dicembre 2013

Recensioni in Tribunale..


..Nel 1871 in Ohio un uomo chiamato Thomas McGehan fu accusato di averne ucciso un altro sparandogli. Per Clement Laird Vallandigham, avvocato difensore di McGehan, però, alla giuria si poteva dimostrare che le cose erano andate diversamente: la vittima si era sparata da sola estraendo la pistola da una tasca.
Era deciso a mostrare come fosse stato possibile, e lo mostrò. Lo mostrò, prima che alla giuria, ai suoi colleghi difensori in hotel. Peccato che lo mostrò loro così bene da spararsi davvero all’addome.
Due furono le conseguenze di una dimostrazione tanto convincente:
Thomas McGehan fu dichiarato non colpevole; Clement Laird Vallandigham morì poco dopo di peritonite. Non si riuscì a estrarre la pallottola dal suo corpo.
  Le recensioni di oggi vi portano

 di fronte alla legge.


Avvocati
Avvocati che si sono impegnati fino in fondo (ma non fino a quel fondo) per far punire delitti altrimenti impuniti stanno in Toghe verdi. In Italia si commettono reati che devastano il paesaggio e uccidono la gente continuamente, ma, aggiustando una legge qui e facendo gli interessi di aziende private di là, i responsabili se ne stanno impuniti. Acque contaminate bevute, tunnel che rendono pericolosi territori, discariche ammorbanti, e così via.
Il libro Processo al buio parla per affrontare certi temi fondamentali che l’avvocato ispira. La verità, ad esempio: in che rapporti sta con la giustizia? E i processi possono essere del tutto giusti, o conflitti d’interessi, inevitabili imparzialità e umori dei giurati li compromettono spesso? E poi quante volte ignora la deontologia della sua professione un avvocato che è avvocato solo a Hollywood? La presunzione d’innocenza, per dirne un’altra, è davvero tanto rispettata?


In Vicolo cieco ci si ritrova a non fidarsi troppo della giustizia. Poi si avrà la tentazione di appoggiare l’intenzione dell’avvocato protagonista: uccidere la moglie. Perché Clara è una di quelle donne che rompe, diciamo, l’entusiasmo. E Walter non ne potrà più, s’appassionerà alla storia di un omicidio di donna, arriverà al suo piano di uxoricidio, per un evento inaspettato non l’attuerà, però si sentirà colpevole come se l’avesse fatto. Ma un uomo non può essere colpevole per le sue intenzioni. O no?


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A giudizio
Troisi fece il giudice per tanto, vide colleghi sentirsi crociati, fare gli interessi sbagliati, alcuni puntare più alla quantità che alla qualità dei processi condotti, molti non accorgersi d’esser loro in primis “zeppi di difetti, di dolori, di noia, di ambizioni, di desideri meschini”. Raccontò tutto in Diario di un giudice e fu richiamato per aver infangato l’ordine giudiziario. Ciò che gli premeva era solo ricordare cosa richiedeva umanamente la responsabilità di giudicare gli altri e il potere di eventualmente condannarli.
Infine, sistemi giudiziari “alternativi”. Zarmandili, nato in Iran ed esule qua, decise di scrivere un romanzo quando venne a sapere che il regista suo connazionale Panahi era stato condannato a 6 anni di reclusione per aver attentato alla sicurezza del Paese. Non basta: per vent’anni non avrebbe dovuto scrivere, dirigere né produrre film. La causa scatenante della rabbia del regime era stata un suo soggetto di film, non ancora girato. Ed è proprio un regista in prigione il protagonista di Viene a trovarmi Simone Signoret.


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giovedì 28 novembre 2013

365 Pensieri.... Saggezze dall' Umanità. Consigli di Natale e... per tutto l'Anno.



Saggezze. 365 pensieri di maestri dell'India
di Föllmi Olivier; Föllmi Danielle

***Per il secondo volume di "Offerte dell'Umanità", Olivier Föllmi ha percorso l'intera India, di villaggio in villaggio. Le sue immagini illustrano tutta la profondità e la ricchezza di una cultura vivente, affiancate da altrettante citazioni che spaziano dai Veda alle poesie di Tagore, da Vivekananda al Mahatma Gandhi




Origini. 365 pensieri dei saggi dell'Africa
di Föllmi Olivier; Föllmi Danielle

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"Origini" propone un viaggio spirituale nel cuore del continente nero, attraverso la sua tradizione orale e alcune grandi figure morali e letterarie, come Léopold Sédar Senghor, Amadou Hampaté Bâ e Nelson Mandela.






 Risvegli. 365 pensieri di maestri dell'Asia

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La collana "Saggezze dell'Umanità" arriva al suo quinto titolo e ci porta in Asia per questo nuovo viaggio spirituale con Danielle e Olivier Föllmi. Templi incantevoli della Thailandia, paesaggi brumosi del Myanmar, foreste di bambù del Vietnam, risaie della Cina, giardini zen del Giappone, ogni immagine è l'occasione per abbordare gli insegnamenti dei grandi maestri del pensiero orientale, da Confucio a Laozi.



 Rivelazioni. 365 pensieri d'America latina

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Quarta chiave di conoscenza del progetto "Saggezze dell'Umanità", "Rivelazioni" immerge il lettore nelle vivificanti fonti spirituali dell'America latina, dalle tradizioni precolombiane, oggi risorgenti, ai pensieri dei suoi grandi poeti e letterati (Pablo Neruda, Octavio Paz, Luis Sepulveda, Paolo Coelho). Dal Messico alla Patagonia, Olivier Föllmi ha trascorso sette mesi in mezzo alle genti del continente per realizzare una visione umana di questa poliedrica civiltà.
 


 
Offerte. 365 pensieri di maestri buddhisti
di Föllmi Danielle; Föllmi Olivier

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Con "Offerte", Danielle e Olivier Fölmi invitano a un viaggio iniziatico nel cuore del pensiero tibetano. I grandi maestri del buddhismo trasmettono la loro visione dell'esistenza, una visione che incita a superare se stessi con costanza, per permettere all'umanità di crescere. Cinquantadue temi punteggiano l'anno, seguendo il ritmo delle settimane, e offrono consigli destinati ad accompagnare ciascuno nella vita quotidiana, a prescindere dalle credenze e dalla tradizione religiosa. Un libro di saggezza, da meditare e contemplare. Giorno dopo giorno, ogni riflessione si rispecchia in una fotografia inedita del mondo himalayano. Olivier Fölmi svela in queste immagini una particella del suo giardino segreto.



Speranze. 365 pensieri d'Occidente

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Speranze raccoglie i pensieri essenziali di grandi autori - santi, poeti, filosofi - scelti per farci riscoprire i valori che ancora oggi ci guidano nel nostro modo di vivere, di sognare e di pensare. Dall'Islanda alle crete senesi, le immagini di Olivier Föllmi testimoniano l'incantamento del fotografo, tornato alle fonti della propria cultura dopo trent'anni passati a percorrere il mondo.
 


domenica 24 novembre 2013

Immagination.


Una mia amica ha un bambino, questo bambino va all’asilo. Fin qui tutto bene.
È andata meno bene qualche giorno fa quando il bambino della mia amica si è avvicinato a un altro bambino. Un attimo prima se ne stavano tutti e due per i fatti loro a disegnare, un attimo dopo uno dei due, era in piedi e si incamminava verso l’altro. Con un paio di pennarelli ancora in mano. S’è accostato al piccolo corpo seduto del compagno, ha allungato un braccio, ha cominciato a pitturare il suo grembiule. Poi è salito fino al viso, l’ha colorato tutto. Tutto. Nel frattempo l’altro non s’è scomposto, è rimasto immobile. Questo momento di body art è stato interrotto dalla maestra sopraggiunta, che ha visto, s’è adirata, ha chiamato la mia amica, che ha ascoltato la storia, è andata all’asilo, ha preso in disparte il figlio, e gli ha chiesto perché avesse pitturato in quel modo il suo compagno.
La risposta è stata:
“Mi sembrava un foglio!”.
                                Oggi ci diamo a 
                                                immagini falsate e allucinazioni.


 Bambini..

 i dice abbiano l’amico immaginario, a volte, i bambini. Mai conosciuto un bambino che l’avesse. In 'Bassotuba non c’è' di Paolo Nori'', Learco, che bambinesco un po’ lo è, con quel modo d’esprimersi e quell’ingenuità con le donne e non solo, ha un angelo immaginario, con cui parla. Ma parla pure a se stesso e a noi tutti, e ce lo dice da subito:                               “Io sono quello che non ce la faccio”.
Pure in 'Intanto anche dicembre è passato' c’è l’occhio bambinesco. E alla fantasia del Fulvio infante, che sta a Palermo ma sogna Parigi, s’aggiungono altre fonti di immagini fasulle: le menzogne della madre Gemma, “nelle bugie gigantesca”; la demenza della zia, che, se le chiedi di che colore sia il gatto, risponde certa: “Azzurro”; la presenza di due figure storiche che a Palermo con Fulvio proprio non avrebbero potuto starci: Majorana, che dà ripetizioni di aritmetica, e Hitler, che ritinteggia casa.
Ci sono poi bambini che non si limitano a vedere cose inesistenti con l’immaginazione. Ci sono bambini che si procurano allucinazioni. Come Adamo in 'L’albero e la vacca', dove l’albero è il tasso su cui sale, la vacca, bianca, è quella che vede dopo aver mangiato certe bacche. E ride, e si diverte, e gli pare che non sia poi così male la sua famiglia che si sta sfasciando. Adrian N. Bravi ci fa leggere il romanzo come fosse veramente un bambino a parlare.



A una certa età...

Ora adulti e vaccinati. Ma con allucinazioni pure loro. Oliver Sacks è il neurologo che ha la capacità di trasformare casi medici in poderosi romanzi. Lo fa anche quando narra di persone assolutamente sane di mente colte da 'Allucinazioni' improvvisamente. Chi vede la rana di un cartone animato, chi uomini orientali, chi sente suoni o odori irreali. E Sacks ti spiega perché succede, cosa accade nel cervello per far sì che qualcuno per niente pazzo veda cose che non esistono.
Nella 'Conservazione metodica del dolore' riproduciamo invece immagini reali. O meglio lo fa Benito, che ha anni di ricordi da recuperare con due aiuti: 12 foto, e con le foto si sa, non si sbaglia: catturano quello che è stato oggettivamente; e poi la memoria. E ho pensato che la memoria ha due filtri che falsificano ciò che è stato veramente: quello dell’“io-passato”, ovvero com’è stato vissuto l’evento ricordato, e il filtro dell’“io-presente”, che sul passato del suo ce lo mette sempre.


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sabato 23 novembre 2013

' Il ragazzo morto e le comete' , di Goffredo Parise.


Morire sarà una grande meravigliosa avventura, scriveva Barrie in 'Peter Pan' Questo romanzo di Parise si prende gioco della morte, e della nostra scarsa sensibilità.. Se soltanto ci guardassimo bene intorno, ci potremmo accorgere che chi se n'è andato per un bel po' rimane, o per un bel po' è rimasto, in questo mondo. Standosene per bene sulle sue, preferendo ritirarsi nei posti preferiti, evitando – per quanto possibile – la nostra compagnia. È una gran bell'idea. È un sogno. Tutto letterario, e scritto con l' animo di poeta ragazzino e sfrontato.
.. Ed è un libro che amo molto
 
 

IL RAGAZZO MORTO E LE COMETE
di Goffredo Parise

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Nel 1950 Goffredo Parise, allora ventenne e del tutto sconosciuto, propone all’editore Neri Pozza un temerario romanzo «lirico e cubista (cioè romantico)», irto di «fratture narrative, di tempo e luogo», sull’amicizia tra due ragazzi. Come se non bastasse, rifiuta qualsiasi intervento: «solo così come è attualmente mi pare e lo sento quale parte di me stesso» proclama sfrontato. L’editore capitola. 'Il ragazzo morto e le comete' esce nel 1951 in una tiratura di mille copie. L’insuccesso è totale. Le cose, del resto, non potevano andare diversamente. Scritto da un diciottenne «con il sentimento con cui, a quell’età, si scrivono poesie», e con l’esplosiva urgenza di chi «vede la vita a batticuore», 'Il ragazzo morto e le comete' nulla ha da spartire con la letteratura allora dominante. «Siamo di fronte» ha detto anni dopo Montale «a una sostanza poetica che ribolle e rifiuta di assestarsi entro schemi definibili». E anche oggi, rileggendolo, è difficile sottrarsi all’impressione di aprire una scatola a sorpresa da cui prorompono figure sbalorditive, incantevoli e dolenti: Antoine, che con una parrucca bianca e una redingote di raso azzurro vola in pallone; Squerloz, il costruttore di barche che vive in cantina con un barbagianni, una civetta e un topo bianco; Edera, che tutti credono una ragazza bionda qualsiasi mentre in lei «c’è molto di più e che non si può dire perché è mistero»; Leopolda e Massimino, coi loro occhi di vetro, la pelle di stracci e un corteo di infinite, orribili malattie. Sono gli esseri che popolano il mondo del ragazzo di quindici anni e dell’inseparabile amico Fiore, che non si rassegna alla sua morte e continua a cercarlo. Un mondo inconcepibile e necessario, «al tempo dimenticato del tramonto e della fine dell’Occidente». O anche, per usare le parole di Parise, «una cineteca personale di volti, immagini e sensazioni» – che si installa nella nostra mente per non uscirne più.. 



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giovedì 21 novembre 2013

(S) consigli di Natale... 2 Letture non convenzionali



'Lo zio Oswald'
di Roald Dahl

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Se avete letto 'La fabbrica di cioccolato' saprete che lì ci sono carte da parati dal sapore particolare ma non ben identificabile. Ecco, in questo libro, scritto circa 15 anni dopo, Dahl decide di dargli un’identificazione precisa. E non credo sia la prima cosa a cui avete pensato leggendo 'La fabbrica di cioccolato'.
Perché 'Lo zio Oswald' non è il Dahl “scrittore per bambini”, è un Dahl... emh..." osceno". Qui abbiamo il Dahl scrittore che vuole sulla scena “il più grande fornicatore di tutti i tempi”: Oswald Hendryks Cornelius.
Il signor Cornelius fa una scoperta che gli cambia le sorti: il più potente afrodisiaco che l’uomo possa immaginare. Cosa farci? Soldi. Coinvolge un chimico, che sta tra l’altro studiando un modo per la conservazione del seme umano, e Yasmin, dai costumi per niente dubbi, perché è totalmente e chiaramente invischiata nella pratica amorosa. La donna ricoprirà nel piano un ruolo, diciamo, singolare, e in questo ruolo avrà a che fare con uomini di alto livello politico, con pittori, scrittori e reali, trasformati in bestie allupate dall’afrodisiaco scoperto.
Sarà quando Yasmin avrà di fronte George Bernard Shaw che sapremo quale identità decise di dare Roald Dahl al sapore della carta da parati di Willy Wonka..
 
 
 
 
 
'La scuola della carne'
di Yukio Mishima 
 
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Di Mishima in Italia è stato tradotto tanto, ma questo mancava. Per fortuna s’è rimediato. Abbiamo una donna divorziata che non se la passa per niente male e non sente il bisogno di legarsi a qualcuno. Fino a quando non incontra il giovane Senkichi. Da quel momento è una caduta nell’abisso dell’ossessione. Senkichi la rende dipendente e una fucina di paranoie. Lei non si tiene più, non ha un controllo sui propri sensi, non sa che fare per amarlo senza più soffrire, e allora fa sua una bella illusione: lasciargli la libertà che si prende già da solo e prendersela anche per sé. Una sorta di coppia aperta, potremmo dire. 
*(E al proposito mi viene sempre in mente Lenny Bruce: 
 
“Quando Honey e io c’eravamo appena messi insieme, lei mi aveva detto: ‘Lo so, come siete fatti voi uomini (…) Mi rendo conto che tu, ogni tanto, bacerai un’altra ragazza. E non m’importa, purché solo me lo dica’.
E io le credetti.
E glielo dissi.
Una volta sola”. )
È chiaro che non funziona, che le angosce non finiscono. Mishima ci pone qualche domanda con questa storia tormentata: quando c’innamoriamo, che diavolo amiamo? Quanta parte ha l’illusione e l’immaginazione in quello in cui buttiamo l’amore? E poi, possiamo in qualche modo dare un’educazione ai nostri sensi, metter su, cioè, nella nostra interiorità, una specie di Scuola della carne?
 
 
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