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venerdì 9 novembre 2012
Demetrio Battaglia in Libreria... 17/10/2012
Ringrazio ancora Demetrio per la - prima- presentazione fatta in Libreria, e con lui ringrazio Lorena, Simone, Sandra & Yvonne e tutti gli amici 'vecchi e nuovi' che hanno partecipato all'evento e che ci hanno raggiunti con grande entusiasmo...
... Grazie!
giovedì 8 novembre 2012
Confessioni di una libraia malandrina. Con la testa fra.. le nuvole e le pagine di un libro
Da bambina ero sempre distratta, e i grandi mi ripetevano in continuazione.. "Hai sempre la testa fra le nuvole!"
Allora
ancora non avevo imparato a guardare il cielo, ero così pigra.. anche perchè il cielo era già
disegnato nella mia mente; l'avevo trovato descritto in tanti libri: azzurro celeste sereno buio tempestoso minaccioso piovoso nuvoloso stellato.. eppure, mai nessuna frase è riuscita a
cogliermi più nel segno... Con un libro in mano, o messo sottobraccio, un album da disegno e qualche matita mi spostavo per casa, da un posto all'altro ( la comoda plotroncina in salotto, la panchina in giardino, il gradino caldo di sole nel cortile della casa dei nonni..)
Camminavo a due metri da terra
immersa nei miei sogni di principesse e di avventure.. dimenticavo tutto
dappertutto.. le croste secche sulle ginocchia, i lividi e le mani
sbucciate dimostravano che di solito mi ritrovavo più a terra che in
piedi (non a caso mia madre mi chiamava "piedi a dondolo").. a volte gli
adulti avevano bisogno di chiamarmi più volte per nome ed alzare anche
un pò la voce per farmi svegliare da quel magico mondo nel quale mi
trovavo completamente immersa... Era bello.
Beh, poi
naturalmente una svegliata nella vita me la sono comunque dovuta dare..
Perchè fin quando sono gli altri a dirti cosa fare, dove andare, fai
attenzione, ricorda di.. allora sognare è meraviglioso..
Nonostante questo le persone che mi conoscono sostengono ancora che io viva in un
mondo un pò tutto mio... Nonostante ciò continuo ancora ad avere "la
testa fra le nuvole".. quando sono all'aria aperta non riesco a tenere
gli occhi bassi.. il cielo, il sole, le nubi mi tattirano fortemente . Mi piace il cielo.. vederlo dal basso.. perchè di volare non
ho mai sognato.. troppa la paura di cadere! E forse non girerò più con un librino sottobraccio, ma state pur sicuri che ne ho sempre uno al calduccio in borsa..
Libri della Buonanotte**
Nella mia Piccola Libreria... ci sono due comode poltrone,tanti libri e
tanti colori.. ci sono dei cuscini, una moquette sbiadita.. e pareti colorate di giallo e arancione.. dei quadri dai colori caldi..una
candela per illuminare e un ombrello all'uscio per le piovose giornate
d'inverno... delle piccole ma tenaci piante rampicanti che mi ostino a voler far crescere e 'camminare' su di un filo steso (il mio giardino pensile di Babilonia).. Nella mia libreria c'è posto per le favole ma anche per i
progetti più ambiziosi... c'è il tempo delle letture, e l'ora della
musica... il momento di lavorare sodo e e quello di prenderla un pò come un gioco... c'è il telefono che squilla...c'è un sì ed
un no...un forse ed un perchè... c'è un: " E' proprio il libro che cercavo!" e anche un: " Questo, no, non mi piace proprio!" .. Ma la cosa imporatnte è che ..Nella mia libreria... mi sento a casa! :-)
..Amo i libri per bambini.. e tra questi ADORO i 'Libri della Buonanotte' ..
..Amo i libri per bambini.. e tra questi ADORO i 'Libri della Buonanotte' ..
Ed il libro che tante volte ho letto e riletto, sfogliato e risfogliato me lo ha dato in prestito, per la prima volta, un bambino.
'Il libro della buonanotte', si intitola. Tante dolci storie per accompagnare i bimbi nel sonno.... E questo libro è veramente bello!
I
racconti sono dolci e delicati. Quello che mi piace di più è il fatto
che ogni piccola storia coinvolge principalmente due soggetti: un
genitore ed il suo cucciolo. Ma il genitore non è sempre la mamma.
-Eccheppizza ste mamme omnipresenti!- Le storie infatti coinvolgono
equamente oltre alla figura della mamma anche quella del papà.
E
poi le illustrazioni di Francesca di Chiara sono dolcissime. Io le
ammiro in continuazione senza stancarmene mai. Non ricordo di aver mai
avuto durante la mia infanzia un libro con delle illustrazioni così
belle..
...Non serve tornare bambini per apprezzare questi libri! Fermatevi e sfogliatene qualcuno...
Buona Lettura!
mercoledì 7 novembre 2012
Libri &.. cortometraggi
'The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore '
.. è un cortometraggio premiato quest'anno con il prestigoiso Oscar ed è l’opera di due registi di animazione statunitensi. Parla del
potere terapeutico delle storie..
si
svolge nella città di New Orleans e ha come protagonista il signor
Morris Lessmore, uno scrittore che sul terrazzo di un hotel sta
lavorando al suo libro. Mentre sta tracciando i segni sulla pagina Mr.
Lessmore viene sorpreso da un'improvvisa tempesta che presto si
trasformerà in un uragano e che trascinerà via con sé ogni cosa,
compreso lo scrittore che verrà condotto in un mondo magico dove i libri
prendono vita e dove le storie e le parole si liberano nell’aria. Sarà
in questo luogo sospeso, di eterea bellezza, che Mr. Morris troverà
quella pace racchiusa nell'essenza dei piccoli gesti di cura che la
convivenza intima con i libri, fedeli compagni di una vita, concede e
favorisce per sé e per gli altri.
I due autori, William Joyce e Brandon Oldenburg, hanno scelto di
combinare una serie di tecniche di animazione tridimensionale e
bidimensionale, digitali e non, per realizzare il corto: scelta che si è
rivelata ottima visto che l’opera, che dura 15 minuti, negli ultimi
mesi ha vinto molti premi.
Libri da.. Fine del Mondo!
.. Cosa accadrà tra il 21 e il 22 dicembre 2012 e come si può spiegare l’improvvisa sparizione della civiltà Maya? Le risposte in libreria: tre libri da non perdere sulla “fine del mondo”.
La civiltà Maya ha da sempre
ispirato libri affascinanti scritti da viaggiatori, antropologi e scienziati,
ma mai come in questi ultimi anni l'editoria si sta sbizzarrendo su una
tematica bene precisa: la (presunta) Fine del Mondo 2012 secondo le profezie
del complesso calendario Maya. Se siete appassionati del tema, non avrete che
l'imbarazzo della scelta, spaziando da teorie più scientifiche a quelle che
chiamano in causa il "risveglio" a una Nuova Era.
"I Maya e il 2012",
Sabrina Mugnos, Macro Edizioni: in questo libro viene sviscerato cosa può
accomunare un popolo così ricco di fascino a una data molto vicina ai giorni
nostri partendo da presupposto che attorno alla temibile profezia si sia
scatenato un vero e proprio caso mediatico. Sabrina Mugnos, geochimica,
astrobiologa e studiosa di civiltà antiche ci offre tutti gli strumenti per
capire cosa ci sia di vero in tutto questo con rigore scientifico e stile
divulgativo. L'interrogativo di partenza è: cosa c’è di vero dietro tutto
questo? Quali sono i fatti concreti intorno ai quali è stata costruita la
scadenza del 2012? L’umanità e il nostro pianeta sono realmente esposti a
cataclismi? Se sì, quali? E questi drammatici eventi possono davvero essere
stati predetti dai Maya o da altre popolazioni antiche? L'autrice ha passato 7
anni dedicandosi all'esplorazione della terra dei Maya avvalendosi anche del
contributo di celebri studiosi. La nuova edizione del libro (già edito nel
2009) contiene importanti integrazioni e aggiornamenti, in particolare sul rapporto
tra il calendario maya e quello gregoriano e sul campo magnetico solare.
"2012 L'originale Messaggio
Maya", Nah Kin, Macro E-book: questo e-book contiene le rivelazioni di Nah
Kin, maestra spirituale, sacerdotessa Maya e portavoce del messaggio che questo
antico popolo ha inviato attraverso i secoli. La "fine del mondo"
viene qui intesa come fine di un ciclo, rivoluzione che darà inizio a una Nuova
Era che si prospetta come un'opportunità unica nella storia dell'uomo. Per
coglierne pienamente i frutti, la nostra coscienza dovrà evolvere ed essere
pronta al cambiamento. Alla base di questa evoluzione c'è il riconoscimento
della divinità del Sole, intelligenza suprema che si manifesta attraverso le
macchie solari, i campi magnetici, le eruzioni e una serie di altre attività
che culmineranno proprio nel 2012.
"I Maya, Nostradamus e il
2012", Spencer Carter, Armenia: cosa accadrà tra il 21 e il 22 dicembre
2012? Secondo l'autore i Maya, "padroni del tempo magico"non
intendevano preannunciare una catastrofe distruttiva del genere umano. Non la
fine del mondo tout court ma di questo mondo. Un evento unico dal momento che
si verifica solo ogni 26.000 anni. Nel fare luce sugli enigmi del passato e
aiutarci a comprendere il futuro, Carter indaga anche sui misteri della civiltà
maya: quali sono le sue origini e come si può spiegare la sua improvvisa
sparizione? Qual è il senso delle profezie di Pakal il Grande? I sacerdoti
astronomi maya predissero che questo mondo, così come lo conosciamo, giungerà
al termine al solstizio d'inverno del 2012. I maya elaborarono il calendario
che annuncia la profezia attorno all'inizio della nostra era, per cui nello
stabilire tale data avevano davanti a sé ancora circa duemila anni. Forse
dovremmo cercare di capire il vero significato della profezia e decifrare il
messaggio cosmico e filosofico che ci lasciarono i maya oltre due millenni fa.
Nonsololibri...
"Il volto dell'Occidente.
I venti capolavori che hanno fatto l'immagine della nostra civiltà"
Flavio Cairoli
***
È possibile descrivere lo spirito della
civiltà occidentale, così come si è evoluto con mutamenti vertiginosi
nel corso del XX secolo, attraverso venti capolavori dell'arte?
L'impresa è senza dubbio temeraria, e non priva di insidie che
potrebbero indurre a forzature o interpretazioni arbitrarie. Ma Flavio
Caroli, da sempre interessato a indagare i fondamenti primari del
"pensiero in figura", accetta la sfida. Ed ecco allora che, dopo aver
tratteggiato i volti dell'uomo e della natura nelle sue molteplici
manifestazioni artistiche, delinea un nuovo volto che in qualche modo li
racchiude. Un'immagine essenziale e al tempo stesso complessa, un
poliedro a venti facce: venti opere da Van Gogh a Warhol. Tra fine
Ottocento e fine Novecento l'impulso innovativo dell'arte ha subito
accelerazioni inaudite, dissacrando, rinnegando, stravolgendo il punto
di vista sulla realtà e tuttavia, una volta esauritasi la violenza di
tale eruzione, ha riscoperto, in una visione rinnovata, le radici di
quella tradizione che intendeva estirpare. Non a caso i venti capolavori
prescelti, celeberrimi e di valore universale, sono da considerare
archetipi, motori originari di "tutto ciò che si è mosso
nell'immaginario occidentale": fra questi, "La notte stellata" di Van
Gogh, "La Dame" di Matisse, "Primo acquerello astratto" di Kandinskij,
"Guernica" di Picasso, "La città che sale" di Boccioni, "Le Muse
inquietanti" di de Chirico, "Murale" di Pollock, "Trenta è meglio di
una" di Warhol.
martedì 6 novembre 2012
Costruire un Libro per imparare ad amarlo..
Un’attività molto bella da fare con i bambini è quella di costruire libri-gioco. Si tratta di mettere insieme dei materiali e dei contenuti a vostra scelta per poi creare insieme ai bambini un gioco davvero personalizzato, che resterà nel tempo.
Ci sono tanti semplicissimi modi per fare un libro gioco.. con un semplice foglio colorato e un pennarello si possono ottenere ottimi risultati.. Basta avere un pò di fantasia e creatività!
Ho provato a farne uno - ( e se ci sono riuscita io, che ho la manualità di un ornitorinco...) - dunque, dicevo, ho ripiegato in tre un foglietto colorato e nella faccia centrale ho disegnato
un musino sorridente, che con due piccole antenne e qualche pois nero può sembrare la faccetta di una
coccinella.... Potete aggiungerci dei nastri e del lacci colorati, arricchirlo con figure più complesse...
Oltre alla novità e ai colori, il librino richiede di essere aperto, e poi richiuso, per scoprire chi si nasconde tra le pagine: un’attività che può impegnare i piccoli lettori, fin dai primi mesi
Nelle librerie, si trovano indicazioni molto belle, a volte molto semplici a volte ricercate, per fare libri-gioco con i bambini. Possono diventare anche delle belle idee regalo per i grandi.
Riguardo ai contenuti, si possono inventare storie, scrivere ricette, descrivere le proprie avventure, oppure ricreare storie che abbiamo come protagonista il linguaggio e i suoi usi nella vita quotidiana, utili per potenziare lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione.. E perchè no, rappresentare anche noi stessi come i protagonisti di un piccolo libro .. Pensate di regalarlo a chi amate: un piccolo libro d'amore che lo raffigura come protagonista.
Evento Musicale in Libreria ♪ ♫ ♪ ♫
Vi aspetto tutti in Libreria SABATO 10 NOVEMBRE alle ore 17,00..
gli Scaligeri Sax Quartet
intratterranno Grandi & Piccini con le meravigliose note di
♪ ♫ 'PIERINO & IL LUPO' ♪ ♫
la meravigliosa favola musicale si S. Prokof'ev
letta e interpretata dalla simpatica Alessandra
La Storia:
Pierino è un bambino coraggioso e molto vivace che incontra degli amici
animali: un uccellino, un'anatra ed un gatto. Un giorno decide di
cacciare un lupo malvagio e affamato che si aggira nei boschi, ma il suo
severo nonno gli impedisce di svolgere quella tale impresa perché è
pericolosa. Pierino dapprima non gli dà ascolto, poi il nonno lo
trascina nel giardino e chiude il cancello per impedire a Pierino di
uscire. Da lì vede il gatto che cerca di cacciare il povero, vivace
uccellino che si rifugia sui rami di un grande albero mentre l'anatra si
fa una nuotatina. In quel momento arriva il lupo, ed il gatto raggiunge
l'uccellino sull'albero. L'anatra, presa dal panico va sulla riva del
lago, viene mangiata dal lupo. Pierino assiste alla scena e mentre
l'uccellino svolazza davanti al muso del lupo per distrarlo.
Successivamente l'uccellino va ad avvertire dei cacciatori, dicendo loro
che Pierino sta per essere mangiato dal lupo. Pierino nel frattempo
prende una robusta corda che lega alla coda del lupo, mentre l'altro
pezzo di corda lo annoda ad un ramo dell'albero. In quel momento
arrivano i cacciatori a suon di spari. Pierino però fa notare a loro che
il lupo ormai è sconfitto e tutti insieme fanno un corteo trionfale.
Anche l'anatra c'è, era ancora viva nella pancia del lupo, perché
quest'ultimo, senza saperlo, si era dimenticato di masticarla.
domenica 4 novembre 2012
Focus On..Stefano Unterthiner
Stefano Unterthiner
Poesia Pura & Fotografia
38 anni, fotografo del National Geographic, laurea in Scienze Naturali e Dottorato in Zoologia, Stefano Unterthiner ha un aspetto deciso ma molto semplice. E una sua etica dello "scatto"...
" Mi piace definirmi un artigiano, l'idea di usare degli strumenti per creare qualcosa, in questo caso sono delle immagini che una volta venivano stampate, adesso sono su supporto digitale. Ma hai sempre la possibilità di manipolare una visione creativa e attraverso uno strumento arrivare a qualcosa di concreto e accessibile a tutti. La fotografia è l'espressione dell'artigiano, come il legno per lo scultore.
La natura è il mio unico soggetto, nella quale includo anche l'uomo. La natura è un po' tutto, no? Ma quello che preferisco raccontare è il mondo animale, l'uomo perchè mi affascina tantissimo la sua interazione con la natura: i rapporti delicati, complessi dell'uomo in quanto specie, con le altre specie. E' un tema difficile, ricco di discussioni sia scientifiche che di conservazione."
Stefano Unterthiner è un sognatore, una persona alla costante ricerca di qualcosa, e da ogni sua foto traspare la grande passione che coltiva per la Fotografia...
Pubblicazioni di S. Underthiner:
'Gli angeli dell'inverno' edt. Ylaios
'Le notti dell'orso' edt. Ylaios
'L'odissea del re. L'avventuroso viaggio del pinguino reale' edt. Contrasto due
' Fred. Storia di una volpe di montagna' edt. Musumeci
'Camosci' edt. Musumeci
'Boschi, camosci, fiori rossi e ghiacciai' edt. Musumeci
sabato 3 novembre 2012
Pennac- Il Ritorno!
DIARIO DI UN CORPO
- Daniel Pennac -
3 Agosto 2010. Di ritorno dal funerale del padre, Lison riceve un regalo inaspettato e piuttosto bizzarro che le provoca scompiglio, la imbarazza e le fa arrossire gli occhi. Si tratta dell’ultimo regalo di suo padre, un diario sensoriale che racconta in modo preciso e puntuale la storia fisica del suo corpo, dall’età di dodici anni fino agli ultimi suoi giorni di vita.
Ecco pronta nelle mani di Lison la storia fisica di suo padre, il racconto di una vita, lunga e turbolenta, dove a dettar regole è il corpo in tutte le sue manifestazioni.
Non una cronistoria intima che registri i mutevoli stati d’animo di suo padre, ma un vero e proprio “diario del corpo” dove vengono espresse le sensazioni e le trasformazioni provate in vita, il racconto di un’intera esistenza attraverso la materialità e la fisicità. Ciò che ne scaturisce è un romanzo fluido e puntuale, in cui la narrazione è data dalle innumerevoli sensazioni che il protagonista, nonché narratore, incontra.
Suo padre inizia a redigerlo quando conosce per la prima volta la sensazione di paura: scout e non ancora tredicenne venne legato ad un albero e per la prima volta provò il terrore di essere mangiato dalle formiche che risalivano l’albero. Quello fu il momento in cui cercò di proteggere «il corpo dagli assalti dell'immaginazione, e l'immaginazione dalle manifestazioni intempestive del corpo».
Da quell’istante ha sempre sentito il bisogno di annotare le percezioni sensoriali del suo corpo e registrare la storia dei suoi cinque sensi, consapevole che il corpo «più lo si analizza, più lo si esibisce, meno esso esiste» e per questo resta ancora uno degli «ultimi tabù» dei nostri tempi.
Questa è l’eredità che il narratore lascia a sua figlia, questo l’unico testamento spirituale: un memoir intimo e personale fatto di gioie e dolori, umori e reazioni fisiche, cadute, vomito e trasfusioni di sangue. Nel diario si legge del difficile rapporto con una madre dura e del rumore della sua voce stridula, dei profumi dolci e invitanti della sua tata e del suono delle parole dolci di suo padre, morto molto presto.
Un romanzo strutturato in paragrafi brevi che descrivono un viaggio sbalorditivo dei sensi, le insicurezze, i timori, ma anche le gioie e gli orgasmi di un uomo che vive la vita.
In esso Lison potrà trovarci le espressioni della pubertà e dell’invecchiamento, i piaceri e le malattie, insomma tutta la grandezza e la vulnerabilità di un corpo messo a nudo nella sua unicità.
Un lavoro coraggioso quello di Pennac che riesce a non annoiare mai e a rendere interessante anche una descrizione sulle escoriazioni. Uno stile asciutto e lineare che mette in campo olfatto, udito, vista, tatto e gusto, tutte le nostre emozioni corporali divise tra glorificazione e debolezza. Una scrittura fluida e leggera che mostra pienamente le capacità narrative di uno dei più noti e amati scrittori francesi contemporanei.
"La verità non è qualcosa di dovuto. La verità è una conquista, sempre!!! "
(da Signori bambini)
Daniel Pennac
nasce il giorno 1 dicembre 1944 a Casablanca, in Marocco. Proviene da
una famiglia di militari e nel corso della sua infanzia insieme ai suoi
genitori viaggia in giro per mondo, avendo modo quindi di soggiornare in
Africa, nel Sud-est asiatico, in Europa e nel sud della Francia.
In giovinezza frequenta il liceo, ma i risultati ottenuti non sono buoni; soltanto durante gli ultimi anni di scuola ottiene buoni risultati grazie a un suo docente che, rendendosi conto della passione di Daniel per la scrittura, gli propone di scrivere un romanzo diviso in puntate anziché i classici temi che si svolgono durante gli anni del liceo.
Dopo gli studi liceali intraprende gli studi accademici frequentando la facoltà di Lettere a Nizza. Finiti gli studi ottiene il diploma di laurea in Lettere. Nel 1970 decide di intraprendere la carriera di docente. Il suo obiettivo è sia quello di insegnare sia quello di dedicarsi alla sua passione, la scrittura di testi.
Tre anni più tardi realizza un pamphlet, "Le service militaire au service de qui?", dove fa la descrizione della caserma, considerata come un luogo tribale fondato su tre principi cardine: la maturità, la virilità e l'uguaglianza. L'obiettivo di questo lavoro quindi è quello di criticare il mondo militare. Per non infangare però la memoria della sua famiglia che proviene dall'ambiente militare si firma, nel pamphlet, con lo pseudonimo di Pennacchioni.
L'insegnamento diventa per lui una professione che gli dà tante soddisfazioni. Dopo aver ottenuto la laurea, infatti, insegna lettere prima a Nizza e poi in un liceo parigino. In questi anni scrive numerosi libri per bambini e vari romanzi burleschi.
Sul finire degli anni Ottanta riceve un importante premio: il Premio Polar di Le Mans e agli inizi degli anni Novanta termina la stesura del romanzo "Au bonheur des ogres", in cui racconta la storia di Benjamin Malaussène, un uomo che lavora nei Grandi Magazzini, luogo dove vengono commessi numerosi omicidi. Il protagonista viene richiamato spesso presso l'Ufficio Reclami dei Grandi Magazzini per assumersi la responsabilità del guasto degli oggetti che acquistano i clienti. Benjamin deve in tutti i modi cercare di impietosire il cliente con l'obiettivo di convincerlo a ritirare il reclamo fatto. Nei locali dove lui lavora scoppia una bomba e a causa dell'esplosione muore un uomo. Iniziano le indagini e Benjamin viene interrogato come tutte le altre persone. Dopo tempo decide di lasciare i Grandi Magazzini per ritornare dalla sua famiglia. In seguito conosce, sempre nei Grandi Magazzini, la bella taccheggiatrice Julie, per cui ha una grande passione. Mentre cerca di proteggere la donna dall'addetto alla sorveglianza dei locali, scoppia una seconda bomba. Gli interrogatori della polizia continuano e il protagonista svela all'ispettore Rabdomant la sua reale professione nei Grandi Magazzini. Presto Benjamin torna alla sua vita, riprendendo il suo lavoro.
Fino al 1995 Pennac insegna sempre nel liceo di Parigi, continuando a dedicarsi alla stesura di testi. Nei romanzi scritti in questi anni ambienta molti dei suoi episodi nel quartiere Belleville, in cui vive. Tra i testi che scrive in questi anni si ricordano: "La fée Carabine", "La petite marchande de prose", "Monsieur Malausséne", "La passione secondo Thérèse", "Ultime notizie dalla famiglia".
La sua produzione letteraria è molto ricca e numerosi sono i libri che scrive per i bambini; tra questi si ricordano: "Cabot-Caboche", "L'oeil de loup", "La vie à l'envers", "Qu'est ce-que tu attends, Marie?", "Sahara", "Le tour du ciel".
Nel corso degli anni Novanta vince anche il Premio Cento e nel 2002 riceve il Premio Grinzane Cavour. Nel 2003 scrive il libro "Ecco la storia", che riscuote un grande successo. Due anni dopo viene insignito della Legion d'Onore per le arti e la letteratura e negli anni seguenti riceve il Premio Renaudot. In questi anni Daniel Pennac continua la sua attività letteraria, riscuotendo sempre grandi successi.
In giovinezza frequenta il liceo, ma i risultati ottenuti non sono buoni; soltanto durante gli ultimi anni di scuola ottiene buoni risultati grazie a un suo docente che, rendendosi conto della passione di Daniel per la scrittura, gli propone di scrivere un romanzo diviso in puntate anziché i classici temi che si svolgono durante gli anni del liceo.
Dopo gli studi liceali intraprende gli studi accademici frequentando la facoltà di Lettere a Nizza. Finiti gli studi ottiene il diploma di laurea in Lettere. Nel 1970 decide di intraprendere la carriera di docente. Il suo obiettivo è sia quello di insegnare sia quello di dedicarsi alla sua passione, la scrittura di testi.
Tre anni più tardi realizza un pamphlet, "Le service militaire au service de qui?", dove fa la descrizione della caserma, considerata come un luogo tribale fondato su tre principi cardine: la maturità, la virilità e l'uguaglianza. L'obiettivo di questo lavoro quindi è quello di criticare il mondo militare. Per non infangare però la memoria della sua famiglia che proviene dall'ambiente militare si firma, nel pamphlet, con lo pseudonimo di Pennacchioni.
L'insegnamento diventa per lui una professione che gli dà tante soddisfazioni. Dopo aver ottenuto la laurea, infatti, insegna lettere prima a Nizza e poi in un liceo parigino. In questi anni scrive numerosi libri per bambini e vari romanzi burleschi.
Sul finire degli anni Ottanta riceve un importante premio: il Premio Polar di Le Mans e agli inizi degli anni Novanta termina la stesura del romanzo "Au bonheur des ogres", in cui racconta la storia di Benjamin Malaussène, un uomo che lavora nei Grandi Magazzini, luogo dove vengono commessi numerosi omicidi. Il protagonista viene richiamato spesso presso l'Ufficio Reclami dei Grandi Magazzini per assumersi la responsabilità del guasto degli oggetti che acquistano i clienti. Benjamin deve in tutti i modi cercare di impietosire il cliente con l'obiettivo di convincerlo a ritirare il reclamo fatto. Nei locali dove lui lavora scoppia una bomba e a causa dell'esplosione muore un uomo. Iniziano le indagini e Benjamin viene interrogato come tutte le altre persone. Dopo tempo decide di lasciare i Grandi Magazzini per ritornare dalla sua famiglia. In seguito conosce, sempre nei Grandi Magazzini, la bella taccheggiatrice Julie, per cui ha una grande passione. Mentre cerca di proteggere la donna dall'addetto alla sorveglianza dei locali, scoppia una seconda bomba. Gli interrogatori della polizia continuano e il protagonista svela all'ispettore Rabdomant la sua reale professione nei Grandi Magazzini. Presto Benjamin torna alla sua vita, riprendendo il suo lavoro.
Fino al 1995 Pennac insegna sempre nel liceo di Parigi, continuando a dedicarsi alla stesura di testi. Nei romanzi scritti in questi anni ambienta molti dei suoi episodi nel quartiere Belleville, in cui vive. Tra i testi che scrive in questi anni si ricordano: "La fée Carabine", "La petite marchande de prose", "Monsieur Malausséne", "La passione secondo Thérèse", "Ultime notizie dalla famiglia".
La sua produzione letteraria è molto ricca e numerosi sono i libri che scrive per i bambini; tra questi si ricordano: "Cabot-Caboche", "L'oeil de loup", "La vie à l'envers", "Qu'est ce-que tu attends, Marie?", "Sahara", "Le tour du ciel".
Nel corso degli anni Novanta vince anche il Premio Cento e nel 2002 riceve il Premio Grinzane Cavour. Nel 2003 scrive il libro "Ecco la storia", che riscuote un grande successo. Due anni dopo viene insignito della Legion d'Onore per le arti e la letteratura e negli anni seguenti riceve il Premio Renaudot. In questi anni Daniel Pennac continua la sua attività letteraria, riscuotendo sempre grandi successi.
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