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venerdì 6 settembre 2013
Bosoni, giochi e Storie credibili...
Higgs e il suo bosone, Ian Sample: prima domanda? Chi è questo Sample da poter parlare di un tema così? È un corrispondente del Guardian, nonché affermato scrittore specializzato in roba scientifica (notiamo il mio linguaggio tecnico). Qua spiega come affronta le responsabilità di trattare certi argomenti. Veniamo al libro. Il bosone di Higgs ce lo ricordiamo tutti, la cosiddetta “particella di Dio” di cui si sentì parlare l’anno scorso perché scoperta a Ginevra da un gruppo di scienziati. La missione che Sample s’è proposto quando ha messo mano a questo libro è stata quella di coinvolgere tutti, i non addetti ai lavori, quelli che la fisica la masticano poco o per niente, nell’avventura durata più di 10 anni di passioni, fallimenti, arrabbiature, successi di questi scienziati che hanno impresso un cambiamento fondamentale, 50 anni dopo che il signor Higgs aveva ipotizzato l’esistenza di quella che originariamente era chiamata “particella maledetta”.
Il gioco preferito, Leonard Cohen: Cohen debuttò nel 1967 come cantautore. Quattro anni prima lo fece come narratore. Questo è il suo romanzo d’esordio, un romanzo che vede muoversi a New York l’australiano Lawrence Breavman, che non può non far pensare al Cohen giovane. Che fa a New York questo Breavman? Scrive, ama le donne, ha esperienze importanti coi propri genitori, ha un amico imperdibile. E cresce. Va bene per chi Cohen lo ama sentirlo cantare, va benissimo anche per chi di Cohen non ha mai ascoltato nulla. Va bene per tutti gli esseri umani, perché è un ottimo libro.
Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili), Giulio Mozzi: la casa editrice Laurana ha messo su una collana che è un progetto: Reloaded, ovvero recuperare quelle opere buone che altrimenti vanno perdute. Questo libro è una di quelle. Avete presente la quotidianità, quella cosa che viviamo tutti e che nel bel mezzo della routine ci riserva momenti surreali, comici, indimenticabili e che varrà la pena raccontare a qualcuno? Ecco, Mozzi si occupa di questo, e ha dalla sua il fatto di saper raccontare benissimo.
'DA CHE LUNA VIENI?' : Seminario di Astrologia Psicologica
Piccola Libreria Andersen è lieta di ospitare un seminario di Astrologia Psicologica condotto da Clara Tozzi ,
* Evento organizzato dall' Associazione Culturale ESPERYA *
http://www.esperya.org/
'DA CHE LUNA VIENI?
La Luna ci 'parla' del legame con la madre, dell'attaccamento, delle emozioni che hanno caratterizzato la nostra infanzia e di come ci siamo sentiti protetti, dell'eredità familliare, dei nostri bisogni più intimi e profondi. Descrive la nostra relazione fondamentale e quali imprinting ci ha dato, per diventare poi la base emotiva che ci sostiene nella vita.
Verrà esplorato il significato di ogni segno della Luna, collegandolo ai miti femminili che sono presenti nella nostra psiche, alla ricerca di una comprensione della capacità di autonutrimento che possiamo attivare quando diventiamo coscienti dei nostri bisogni emotivi.
Si lavorerà anche, in un lavoro di gruppo, sulla Luna personale delle persone che parteciperanno.
Il seminario si terrà DOMENICA 6 OTTOBRE 2013, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (*con una pausa per il pranzo) presso Piccola Libreria Andersen
L'incontro è organizzato dall' Associazione ESPERYA, il costo è di € 70 + € 10 tessera associativa. Per informazioni e prenotazioni si prega di contattare:
e-mail: esperya@esperya.org
cell. 338/5327277- 329/8049961
E' gradita prenotazione entro il 25 settembre p.v.
Clara Tozzi è una studiosa di astrologia umanistica ed evolutiva. Tiene conferenze, seminari, corsi e svolge attività di consulenza. Fa parte del gruppo docenti di Eridanoschool, Scuola Italiana di Astrologia Psicologicaed Umanistica, per cui scrive articoli sul sito e sulla rivista Albatros. Collabora con le attività del Centro Astrologico di Bologna.
'DA CHE LUNA VIENI?
La Luna ci 'parla' del legame con la madre, dell'attaccamento, delle emozioni che hanno caratterizzato la nostra infanzia e di come ci siamo sentiti protetti, dell'eredità familliare, dei nostri bisogni più intimi e profondi. Descrive la nostra relazione fondamentale e quali imprinting ci ha dato, per diventare poi la base emotiva che ci sostiene nella vita.
Verrà esplorato il significato di ogni segno della Luna, collegandolo ai miti femminili che sono presenti nella nostra psiche, alla ricerca di una comprensione della capacità di autonutrimento che possiamo attivare quando diventiamo coscienti dei nostri bisogni emotivi.
Si lavorerà anche, in un lavoro di gruppo, sulla Luna personale delle persone che parteciperanno.
Il seminario si terrà DOMENICA 6 OTTOBRE 2013, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (*con una pausa per il pranzo) presso Piccola Libreria Andersen
L'incontro è organizzato dall' Associazione ESPERYA, il costo è di € 70 + € 10 tessera associativa. Per informazioni e prenotazioni si prega di contattare:
e-mail: esperya@esperya.org
cell. 338/5327277- 329/8049961
E' gradita prenotazione entro il 25 settembre p.v.
Clara Tozzi è una studiosa di astrologia umanistica ed evolutiva. Tiene conferenze, seminari, corsi e svolge attività di consulenza. Fa parte del gruppo docenti di Eridanoschool, Scuola Italiana di Astrologia Psicologicaed Umanistica, per cui scrive articoli sul sito e sulla rivista Albatros. Collabora con le attività del Centro Astrologico di Bologna.
martedì 3 settembre 2013
'PICCOLA MOSTRA DI PITTURA' : Personale di Ivana Loviselli @ Piccola Libreria Andersen
Si ricomincia con gli eventi in Libreria...
** PICCOLA MOSTRA DI PITTURA**
di Ivana Loviselli
INAUGURAZIONE SABATO 8 SETTEMBRE
ORE 11.00
*Mostra attiva fino a Sabato 21 Settembre 2013
***
"Scelgo i colori , lascio andare la mano...
Mi libero da regole e vincoli , mi ascolto , sento ,
i colori mi attraggono ,
seguo l'imput e vado ..."
Mi libero da regole e vincoli , mi ascolto , sento ,
i colori mi attraggono ,
seguo l'imput e vado ..."
Ivana Loviselli si presenta:
"Dipingere...
Mi è sempre piaciuto disegnare e dipingere sin da bambina, i miei quaderni erano sempre ravvivati da disegni, soprattutto quelle dei temi,ma ciò che preferivo era sbizzarrirmi su fogli bianchi da disegno con le cerette a olio o i colori a tempera. Alle scuole medie ebbi un insegnante di Ed. artistica che lasciava molto libera la nostra creatività, pur istruendoci sulle varie tecniche e i vari tipi di colori. Mi appassionai sempre di più, non era soltanto un passatempo ma qualcosa che andava oltre, era un desiderio forte che partiva da dentro, forse allora non me ne rendevo conto, di sicuro non avevo idea di quanto fosse importante ascoltare e non respingere quella" vocina silenziosa" che mi spingeva a prendere i colori e riportare su di un foglio bianco immagini che fermavo e custodivo dentro di me (mare,montagne,prati fioriti e tutto ciò che incantasse la mia vista).
Presa la maturità artistica(1982), non ho proseguito per l'Accademia delle Belle Arti , di questo oggi un po' me ne rammarico .
Dopo il 2000 ho cominciato a rendermi conto che dovevo cominciare ad ascoltarmi e ricavarmi del tempo e dello spazio e ri-tornare alle mie passioni : il disegno e la pittura .
" Tutto è straordinariamente bello e vorrei dipingere tutto " ...
E. Monet
Capita spesso anche a me, da una vita.
Di fronte a certi spettacoli che offre la natura poi è inevitabile , è un canto, una voce, un suono impercettibile agli orecchi ma che ti invade e a poco a poco e diviene assordante. "
"Dipingere...
Mi è sempre piaciuto disegnare e dipingere sin da bambina, i miei quaderni erano sempre ravvivati da disegni, soprattutto quelle dei temi,ma ciò che preferivo era sbizzarrirmi su fogli bianchi da disegno con le cerette a olio o i colori a tempera. Alle scuole medie ebbi un insegnante di Ed. artistica che lasciava molto libera la nostra creatività, pur istruendoci sulle varie tecniche e i vari tipi di colori. Mi appassionai sempre di più, non era soltanto un passatempo ma qualcosa che andava oltre, era un desiderio forte che partiva da dentro, forse allora non me ne rendevo conto, di sicuro non avevo idea di quanto fosse importante ascoltare e non respingere quella" vocina silenziosa" che mi spingeva a prendere i colori e riportare su di un foglio bianco immagini che fermavo e custodivo dentro di me (mare,montagne,prati fioriti e tutto ciò che incantasse la mia vista).
Presa la maturità artistica(1982), non ho proseguito per l'Accademia delle Belle Arti , di questo oggi un po' me ne rammarico .
Dopo il 2000 ho cominciato a rendermi conto che dovevo cominciare ad ascoltarmi e ricavarmi del tempo e dello spazio e ri-tornare alle mie passioni : il disegno e la pittura .
" Tutto è straordinariamente bello e vorrei dipingere tutto " ...
E. Monet
Capita spesso anche a me, da una vita.
Di fronte a certi spettacoli che offre la natura poi è inevitabile , è un canto, una voce, un suono impercettibile agli orecchi ma che ti invade e a poco a poco e diviene assordante. "
venerdì 30 agosto 2013
Domenica 1 Settembre ... ❤ Primo Compleanno PICCOLA LIBRERIA ANDERSEN ❤
.. E' passato un anno dall'apertura di questo vivace e piccolissimo negozio di libri, un anno velocissimo, e ci si ritrova a pensare a tutto quello che ho visto accadere qui dentro.
I giorni in Libreria sono trascorsi veloci ma lenti, ricchi ma leggeri, sempre presa da mille e più impegni: incontri con gli auori, serate di presentazione, concerti, letture creative, seminari, mostre...
E' passato un anno eppure nonostante io abbia vissuto momenti così pieni e preziosi, ricchi di emozioni ed anche di qualche grande novità, io per la prima volta- strano!- qui non so di cosa parlare..
Ed allora provo a rileggere le 'antiche' pagine del mio blog, con i primissimi post pieni di speranza e sogni futuri per questo Piccolo negozio di Libri..
***
Da un anno su queste pagine ho digitato lettere-post- impressioni e recensioni con il cuore leggero e le
dita veloci. E mi rendo conto che amo tanto questo lavoro, amo Piccola Libreria Andersen- è la mia piccola 'creatura'- .. E che i sogni e le belle speranze di un anno fa sono ancora ben presenti..Tanti sogni sono stati realizzati e l'impegno è costante e vivo per realizzarne di altri..!!
E anche dal Blog voglio augurare un
Buon Compleanno, Libreria
E invitare tutti Voi Domenica 1 Settembre , a festeggiare insieme il Primo Anno, con un piccolo regalino e omaggi per Voi, che avete fatto GRANDE la mia Piccola Libreria Andersen.
Grazie.
martedì 27 agosto 2013
Ti prego.. Non dirmelo.
Non è un prologo-scherzo, quello che vedete sopra è il tema delle recensioni -POST FERIE-di oggi. Saranno stati certi pomeriggi d’agosto fuori città, il fatto che non ci siamo sentiti venerdì scorso, sarà stata la casa vuota (la mia) nei giorni appena passati. Parliamo di silenzio .
Silenzio rotto e subito
La donna che sbatteva nelle porte lo metto non perché parli di una donna che poi riesce a soffrire in silenzio l’urto senza imprecare. Sempre di sofferenza sopportata silenziosamente si tratta,
però. Quella inflitta da un marito e di fronte a cui uno si chiede
perché tacere: “Non mi viene una risposta vera (…). Mi amava e mi
picchiava. Io lo amavo e mi facevo picchiare. È una cosa tanto semplice, tanto stupida e tanto complicata. È una cosa terribile.” Ma qualcosa a un certo punto la fa cambiare.In Trastulli di animali di Mishima è invece il marito a esser muto, dopo esser stato aggredito dall’amante della moglie. Amante e moglie che ora, reso innocuo l’altro, vivono beatamente in casa sua. Beatitudine che s’incrina mano a mano, sotto lo sguardo per loro inquietante di quel marito silente. Sarà una discesa graduale nell’ossessione per entrambi.
C’è chi il silenzio lo squarcia, quello dei potenti in primis. Gli Hacker ad esempio. Ziccardi ne ha ricostruito la storia negli anni, ci racconta come sono cambiati, come operavano e operano, contro chi, perché, cosa rischiano. Intervista i diretti interessati, guarda anche a film e musica che di hacker si sono occupati, e fornisce qualche dritta pratica per “capire come navigare anonimi, come non lasciare tracce. Vuol dire comprendere come usare la tecnologia senza essere sempre sotto controllo.”
Titoli silenziosi
Ora due libri che il silenzio ce l’hanno nel titolo. Ingrid Betancourt ha preso in prestito Neruda: Non c’è silenzio che non abbia fine.
Catturata nel 2002 dai guerriglieri delle Farc durante la sua corsa
presidenziale colombiana, uscita dalla prigionia 6 anni dopo, ha scritto
questo libro per ricordare ciò che ha passato, “sottoposta a tutte le umiliazioni, legata a un cappio come un animale“,
costretta a fare tutto, tutto, davanti a tutti, testimone di scelte
inaspettate da parte dei suoi compagni: “le Farc ci hanno fatto tirare
fuori il peggio di noi stessi”.Infine, Roberto Denti. Storico libraio che da poco ci ha lasciati, maestro nella letteratura per ragazzi, scrisse un romanzo che ha il pregio raro di essere adatto ad adulti e bambini. Fra noi due il silenzio è la storia di una passione tra ragazzini diversi scoppiata e portata avanti testardamente, fino a scelte drastiche ed epiloghi estremi.
martedì 6 agosto 2013
Lo faceva anche Topolino....
Negli anni 50 capitava che un bambino andasse in edicola, comprasse Topolino e ci trovasse dentro il suddetto e Pippo che.. spacciavano anfetamine. Era perfettamente normale, perché perfettamente normale era che certe sostanze si trovassero facilmente commercializzate, senza bisogno di prescrizioni mediche o alcunché, e anche che le case farmaceutiche che le producevano le pubblicizzassero abbondantemente tramite i principali media del tempo.
Non racconto questo perché mi sia capitato d’imbattermi in simili spot, negli anni 50 non c’ero nemmeno. Ho saputo tutto ieri, grazie a quest’articolo, http://www.erowid.org/library/books_online/mickey_mouse_medicine_man/mickey_mouse_medicine_man.shtml dove, tra l’altro, si trova l’intera storia di Mickey Mouse and the Medicine Man, che fa finire Pippo e Topolino in Africa a vendere agli indigeni Peppo, una sostanza che regala una certa iperattività (e alla fine fa anche parlare un elefante… o quasi).
Oggi ci droghiamo insieme. Anche pesantemente, devo dire.
Chi c’è andato pesante
In Italia c’è un grosso deposito di cocaina. Si chiama Po. Tanto che pochi anni fa l’hanno usato come mezzo per stimare in modo migliore certo consumo. Paolo Roversi ciha costruito un giallo con un morto, su quelle acque drogate, ma anche inquinate e deturpate e irreversibilmente modificate. Ce lo dice il titolo stesso: Pescemangiacane, dal pesce siluro introdotto da qualche delinquente che ha distrutto le forme di vita del nostro lungo fiume.In Alta definizione Eli Schwartz è generoso, non fa discriminazioni, le droghe le prova un po’ tutte. Anche perché di tempo ne ha, stando solo a casa ad abusare d’internet e d’altro. È anche un po’ ripugnante, Eli Schwartz. E forse Adam Wilson ha voluto che lo fosse, essendo contrario, lui che di droghe ne ha fatto abbondantemente uso in passato, a dipingerle come una fonte d’illuminazione. Però a schiodare Eli dal limbo d’ozio sarà proprio un uomo dipendente, da sostanze e da Viagra.
Un altro che d’esperienza in materia ne vantava era Huxley. E oggi lo metto in recensione non solo perché nel suo Mondo nuovo gli uomini vivono in un unico grande Stato, ignari del passato, e sedotti e sedati con il soma, antidepressivo che li rende felici e per niente desiderosi d’altro. Huxley l’ho messo in recensione anche per la lettera in cui la moglie racconta la sua ultima richiesta prima di morire per morire meglio: farsi di LSD.
***
Due must
Chiudiamo con due pietre miliari del binomio letteratura-droga. Il primo è Trainspotting , romanzo d’esordio di Irvine Welsh, prende spazio a Edimburgo, ha 6 voci diverse, tutte con la propria forte dipendenza distruttiva,
che sia o no eroina. Dall’uomo cinico al quasi amorale all’aggressivo
al bravo ragazzo che si becca l’HIV, Welsh ha creato un gruppo umano di
persi, che arriva a orchestrare un colpo dal peso di 2 chilogrammi.Altro must librario della droga è Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Come per il precedente, saranno più coloro che hanno visto il film di quelli che hanno letto il libro. Ebbene, si perdono qualcosa. Si perdono ad esempio gli inizi della discesa franosa a cui andò incontro Christiane F., a 12 anni appena, in un centro luterano. E si perdono la sua voce diretta su cos’abbia significato doversi vendere del tutto per un po’ d’eroina.
***
sabato 3 agosto 2013
Vecchi & Nuovi: Muse inquietanti, passione, mafia e Oriente..
India e Cina, AA. VV.
L’editore ISBN s’è concentrato in Oriente.
Entrambi raccolgono contributi di
scrittori, giornalisti, artisti nati negli anni 70 in quei Paesi.
Lo scopo? Rendere un quadro variegato, ritmato, polifonico di quello che sono quei Paesi oggi,
di cosa sono diventati nel tempo, di quanto abbiano di occidentale, di
quanto sia rimasto delle vecchie tradizioni orientali, di come vivono
realmente le persone ogni giorno, di quale sia la società che si è
formata e si sta formando. In India ci sono la donna di pulizia, il
guidatore di risciò, il regista porno, la comunità trans di Mumbai,
studi fotografici particolari. In Cina ci si muove frenetici tra
tecnologia, televisione, denaro e una cultura con cui non possiamo pensare assolutamente di non dover fare i conti.
Se muoio, sopravvivimi,di Alessio Cordaro e Salvo Palazzolo
Palazzolo è un giornalista, Cordaro è il figlio della donna di cui il
giornalista ha voluto si conoscesse per bene la storia. Il primo scava
tra i documenti processuali, i verbali, gli articoli di giornale, il
secondo racconta chi è stata Rosalia Pipitone, figlia di un boss
mafioso, desiderosa di una vita da persona onesta e libera di far di sé
ciò che volesse. Purtroppo il 23 dicembre del 1983, a Palermo, entrò in
una sanitaria, fece una telefonata e quando si volse dal telefono a
gettoni si ritrovò con una pistola puntata contro da un bandito andato
là a rapinare. Si scoprì solo tanti anni dopo che quella rapina era
stata una messa in scena, voluta dal padre, per farle capire chi comandasse.
Non dire notte,di Amos Oz
Theo non è un uomo giovane, incontra Noa. La porta a vivere con sé, e vivono bene insieme, fino a che non arriva un nome a cambiare tutto:
Immanuel Orvieto. Che non è l’amante di Noa, ma un ragazzino per cui
lei è chiamata a una sfida dura. Sfida che fa venire a galla differenze
profonde di approccio alla vita. Da una parte c’è Noa col suo entusiasmo
di cominciare sempre qualcosa, convinta che mai sia inutile e mai sia
tardi, dall’altra Theo, che si pone sul versante opposto. Si raccontano
entrambi, le due voci s’alternano nella narrazione, in questo libro che,
come ha detto lo stesso Oz, “parla d’amore, gelosia, passione, morte.
Di gente che vuole fare qualcosa di buono, fare del bene – tema molto
raro in letteratura – e poco importa se lo fa in piccolo”.
Salambò, di Gustave Flaubert
Dopo aver scritto e pubblicato Madame Bovary, Flaubert dichiarò a un’amica che aveva intenzione, da scrittore, di allontanarsi dalla contemporaneità. Lo fece effettivamente, tanto che in Salambò
arrivò al terzo secolo avanti Cristo, a Cartagine, in mezzo al sangue
degli scontri provocati dai mercenari insorti, stanchi di non esser
pagati. Su tutto ciò si staglia Salambò, e la passione contraddittoria
che la prende per Matho.Flaubert, che per scrivere questo romanzo studiò e si trasferì a Tunisi per un po’, non si risparmiò niente nel dare dettagli crudi e spietati, dei fatti e dei sentimenti e dei gesti umani, e mise in campo il suo tono più viscerale.
Memorie della mia vita, di Giorgio De Chirico
Autobiografia del notissimo pittore (fratello del notissimo scrittore Alberto Savinio). Il nome vi avrà già detto tutto, ma se non l’avesse fatto ecco qua uno dei suoi quadri più celebri: Le muse inquietanti.E se non aveste in mente la sua faccia, questo è uno dei suoi autoritratti..
***
martedì 30 luglio 2013
Allora non ci capiamo proprio...
Qualche volta, a pranzo, vado in un ristorante qui vicino:
L’ho fatto anche giovedì scorso. E si è riproposto un episodio già sperimentato: sono stata servita dal cameriere più incomprensibile del triveneto. Una volta gli ho domandato delucidazioni su un antipasto, e in pratica le sto ancora aspettando. L'ultima volta, a fine pranzo, si è avvicinato e ha detto: “‘O surdato ‘nnammurato”.
O meglio questo è quello che ho capito. Lui non è napoletano (dovrebbe essere straniero, ma non ne sono ancora sicura) e io non ho compreso. Dovrebbe avermi chiesto se volessi il caffè in realtà, perché dopo il mio annuire sorridente è arrivato con una tazzina in mano. Oggi parliamo di incomprensioni.
L’ho fatto anche giovedì scorso. E si è riproposto un episodio già sperimentato: sono stata servita dal cameriere più incomprensibile del triveneto. Una volta gli ho domandato delucidazioni su un antipasto, e in pratica le sto ancora aspettando. L'ultima volta, a fine pranzo, si è avvicinato e ha detto: “‘O surdato ‘nnammurato”.
O meglio questo è quello che ho capito. Lui non è napoletano (dovrebbe essere straniero, ma non ne sono ancora sicura) e io non ho compreso. Dovrebbe avermi chiesto se volessi il caffè in realtà, perché dopo il mio annuire sorridente è arrivato con una tazzina in mano. Oggi parliamo di incomprensioni.
***
Si tace o si mente
Richard Ford la pensa come me sulla presunta incomunicabilità tra Donne e uomini:
“credo che a livello emotivo ciò che vale per l’uomo valga anche per la
donna”. Questo significa che se d’incomprensione si deve parlare, se ne
deve parlare per certe nostre caratteristiche umane più che di genere. E
da dove vengono? Da un vizietto che c’accomuna, quello di metterci al centro e non fare il semplice salto per finire nella testa dell’altro. Tre belle storie per dirlo.Una delle questioni che gli scrittori si pongono dall’alba dei tempi: la distanza inevitabile tra realtà e parole. In Un pezzo di uomo è su più piani: un’anziana è chiamata da uno scrittore a registrare il racconto della propria vita. Poi lui lo scriverà. Però a sentire lei “tutto ciò che ho detto è stato distorto”. Ma la vecchia Salme, che ha un marito muto che riacquista la parola per un attimo solo per pronunciare una frase che contiene il titolo del libro, qualcosa tace.
Dall’omissione alla menzogna. Un semplice interludio gioca con quella di una donna, che sposa un uomo, poi ne sposa un altro, mente, si ficca in una tragicommedia degli equivoci niente male, decide di confessare al secondo sposo il tutto, e qui Thomas Hardy, che ci sa fare, dà la stoccata da maestro nello stravolgere le convenzioni e far entrare a gamba tesa il destino beffardo nella vita di questa persa signora incastrata.
***
Ci fregano le parole
Massimo Maugeri ha notato un paradosso:
viviamo in un’epoca in cui i mezzi per esprimersi sono intensificati al
massimo, ma riusciamo nel comunicare noi stessi alla fine di tutto? O
si tende a creare una specie di sé sdoppiato? Viaggio all’alba del millennio parte
anche da questa domanda, e si dà risposte diverse, con racconti
diversi, che hanno toni diversi e diversi metodi di comunicazione: dal
telefono alla chat erotica, dal dialogo alla lettera scritta a mano.Infine, un genio che lasciava impronta di sé ovunque si applicasse, e che conosceva la lingua italiana meglio di se stesso: Achille Campanile. Manuale di conversazione, che è una raccolta di racconti, lo dimostra, costruendo storie intere d’incomprensione su singole parole pronunciate in malo modo o usate in contesti errati. E ti sorprenderai accorgendoti di aver assistito non poche volte a storie così.
***
mercoledì 24 luglio 2013
Classici dimenticati: Alexandre Dumas " L' AVVELENATRICE "
La Marchesa di Brinvilliers, protagonista di una delle storie meno note del famoso Alexandre Dumas, aveva tutte le qualità che una donna del suo secolo potesse desiderare. Di fattezze minute e di bellezza reale ma non criarda, era animata da un carattere fermo, tendente a sprazzi di ilare giovialità, in un insieme di luci e di ombre che poteva gioire di leggeri elementi di charme che uniti alle possibilità offerte dalla sua condizione nobile, facevano di lei una potenziale maliarda. E senza tradire tale aspettativa, la penna di Dumas le tesse intorno un destino da Conte di Montecristo in versione abbozzata, rendendole l’onore di possedere molteplici cavalier serventi come il misterioso Sainte-Croix, probabile figlio illegittimo di un grande signore, e di affascinare molti anche all’estremo limitare della sua infausta esistenza, che ha ispirato una serie intitolata “Crimes célèbres”, formata da romanzi consacrati proprio agli efferati assassini passati agli onori della cronaca e del quale il più noto racconto narra le vicende di una certa “Maschera di ferro”.
A ventott’anni, la marchesa di Brinvilliers era nel pieno della sua bellezza: di piccola statura, ma di forme perfette; col viso tondo incantevolmente leggiadro; dai tratti tanto più armoniosi in quanto mai alterati da alcuna sofferenza interiore, come quelli di una statua che per una qualche magia abbia momentaneamente preso vita, e ciascuno poteva prendere per il riflesso della serenità di un’anima pura quella fredda e crudele impassibilità, che non era altro che una maschera per coprire il rimorso.Tra veleni e intrighi, prigioni e amori, confessori e confessioni, incontri e catture nelle strade parigine dai nomi incantati come il Quai de l’Horloge, va in scena un classico, ma di quelli generalmente dimenticati dalla “retta via” della storia della letteratura…
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