martedì 11 febbraio 2014

'Follow Me To' ... ♥


 .. Ci stiamo avvicinando a San Valentino e non potevo NON mettere questo bellissimo & romanticissimo post ...
Il fotografo Murad Ossman ha fatto il giro del mondo seguendo la fidanzata. L'album "
follow me to" su Istagram ha fatto il giro del web 






Murad Osmann è un fotografo russo che gira il mondo in compagnia della fidanzata Nataly Zakharova. Ad ogni tappa si ferma e scatta la stessa identica foto: la ragazza con la schiena rivolta all'obbiettivo tiene saldamente la mano del fidanzato-fotografo e lo guida alla scoperta dei più bei luoghi del mondo. La coppia riesce a visualizzare in modo creativo una varietà di paesaggi e architetture esotiche e culture.
Iniziato solo come una serie di ritratti postati sul profilo Instagram di Murad, è diventato un vero e proprio progetto. Follow me, si chiama. Copiatissimo da molti utenti in tutto il mondo, quest'amore itinerante insegna ad aprirsi al mondo. Rigorosamente in due.. 


Concorso di San Valentino... La Lettera D' Amore più Bella ♥



.. Numerosissime le vostre Lettere-Poesie- Pensieri d'Amore arrivate .. 
Vi ringrazio tantissimo perchè da quello che leggo ci avete messo l'Anima: 
GRAZIE! 
Il concorso avrà termine Venerdì, giorno di San Valentino .. L'elaborato del vincitore sarà pubblicato sulla Fan Page della Libreria su FB e su questo blog.. Vi aggiornerò quanto prima! 
A presto.. 
 


 

mercoledì 5 febbraio 2014

La Colpa. Recensioni di Febbraio..


Lei e lui, sposati.
 Lui di lei però ne ha un’altra, la prima lei lo sa benissimo. 
Non ne dà traccia, non ne fa segno. Per chi la conosce è la solita donna intelligente, col marito forma una coppia invidiabile. 
Lei sa, però, dicevo. Non fa nulla per un po’, sta zitta 
e non agisce.
Finché, un giorno, il cambiamento: si dà l’occasione di ricambiare un uomo che l’aggrada e che dimostra da tanto di gradire lei. Insomma succede: la tradita che era rimasta a guardare si ricorda che può smettere di guardare e basta. E non le dispiace affatto.
Il perché ce lo dice Fitzgerald, in
Tenera è la notte (* che non è semplicemente un libro sull’adulterio, ma sul progressivo disfacimento di un uomo magistralmente condotto dallo scrittore):
“Vagò per la casa abbastanza soddisfatta, contenta del risultato. Era colpevole, e questa era una soddisfazione; non era più a lato del gioco”.

Andiamo con cinque libri colpevoli.


Non è mia
Innanzitutto, m’adeguo e dico: è colpa tua. M’adeguo a che? Mattia Torre ha scritto In mezzo al mare, che è un libro particolare, fatto di 5 atti comici, ognuno su un vizio condiviso in Italia. C’è quello della Gola, e c’è appunto pure quello di dire che è Colpa di un altro. Poi c’è chi è colpevole ma viene assolto e ciò provoca conseguenze nefaste all’interno, ma di successo all’esterno.
In tema di colpe degli altri, le colpe dei padri. S’accasciano davvero sui figli, e davvero non ci si può liberare manco morti? Se l’è chiesto Edward St Aubyn, e ha risposto coi Melrose, che è una serie che segue Patrick Melrose, alterego dello scrittore per sua stessa ammissione, nella depravazione, nell’odio e nella cattiveria. Ma è cattivo davvero? E lo sono gli altri spietati da cui è circondato? Aubyn dice di no, che spesso non è cattiveria. È confusione.


Se ti chiedessi qual è per te la colpa più grave, che mi diresti? A me verrebbe in mente, tra tutte, toglier la vita a un altro. C’è chi se n’è macchiato, ha espiato in prigione, ne è uscito, ha tutti i buoni propositi di stare in pace quando incontra La vedova Couderc sulla corriera, ma no, Simenon gli dice che non può, che deve ricadere nella tentazione della colpa maggiore, e stramazzare quasi al suolo per la tensione che la tentazione gli crea.


***
Colpevoli innocenti
Vicky Rai è un colpevole giudicato innocente. Ma un altro tipo di giustizia dice la sua, quando un proiettile lo uccide. Ora chi è il colpevole? Di sospetti se ne avanzano sei. Swarup, autore delle Dodici domande, da cui The Millionaire, mette in scena un puzzle di corruzione che, ci tiene a dire, “non è un saggio sulla corruzione in India, è un romanzo”. La grettezza resa la troviamo ovunque.
Infine un innocente giudicato colpevole. Non in tribunale, ma dalla società. Se n’è occupato José Emilio Pacheco, a cui si riconosce d’esser stato uno dei più grandi poeti del secolo passato. Le battaglie nel deserto è un romanzo, su un giovane uomo che non resiste, e si lascia andare a ciò che per tutti gli altri è una colpa seria. Lui non se n’avvede però, con comici effetti, e interrogatori da confessori di fronte ai quali il povero giovane uomo rimane basito.

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martedì 4 febbraio 2014

REIKI. La Luce nel Cuore. Serata di presentazione in Libreria....


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Venerdì 7 Marzo 
ore 20,30
 REIKI. La Luce nel Cuore
Serata di presentazione.
*entrata libera*
Era un uomo d’Affari, lo scopritore del metodo di Guarigione Naturale oggi più conosciuto al Mondo, lavorava come segretario di un noto Politico Giapponese, e si chiamava Mikao Usui  era nato il 15 Agosto 1865 a Taniani, un piccolo villaggio situato nel comprensorio distrettuale di Yamagata nella Prefettura di Gifu, fece molta esperienza durante i lunghi viaggi di lavoro, visitò l’Occidente, la Cina, l’India, il Tibet e il Nepal, lesse moltissimo espandendo di molto la sua già ampia cultura, era uomo Sagace, ma allo stesso tempo anche gioioso, generoso e comunicativo, imparò le Arti Marziali e conobbe Personaggi di spicco delle varie discipline, quali il Karate, l’Aikido, il judo.
I suoi studi lo avevano portato in giovane età a frequentare un Monastero Buddhista dell’ordine Tendai, diventando un Monaco laico, poté così in quel luogo, studiare il Sancrito, il Tibetano e il Cinese, restando inoltre a contatto con un Lama Tibetano per circa sette anni.
   Mentre poi più tardi ritirandosi in un Monastero Tibetano, scoprì da alcuni rotoli in pergamena riportanti alcune scritture in Sancrito, antiche e segrete metodologie di guarigione, che si diceva fossero state usate dal Buddha, che comportavano l’uso di simbologie allora sconosciute, e queste parlavano di un’Energia chiamata Universale, seguitò nei suoi studi unendo al suo già ricco bagaglio la Psicologia, la Filosofia e infine la Teologia, ma non avendo compreso l’uso proprio delle simbologie di guarigione, perché non comunicato in quei rotoli, e quindi mortificato ed incapace di rendere utilizzabili queste metodologie di guarigione, egli si ritirò in Meditazione e digiuno nel profondo silenzio del monte Kurama, vicino a Kyoto in Giappone, portò con sé solo 21 sassolini, e ne tolse uno al termine di ogni giorno, nell’ultimo giorno oramai provato dal digiuno, egli ebbe l’illuminazione, e gli fu dato modo di comprendere l’uso delle simbologie di guarigione scoperte in Tibet, scese allora dal monte Kurama e sperimentò prima su di sé poi su i suoi famigliari gli effetti di questa Energia Cosmica che lui chiamò Reiki.
Da quel momento egli si adoperò soltanto per aiutare il prossimo e per Iniziare al Reiki più persone possibili, anche perché la sua oramai evoluta Consapevolezza gli aveva fatto comprendere che con Reiki le persone ed il mondo sarebbero sicuramente migliorati, perché Reiki è l’energia del cuore, ed è più ancora la forza dell’Amore, quello che doveva e deve sprigionarsi per ogni cosa intorno a noi, esso sia una Persona, un Animale, oppure semplicemente una Pianta.


Nel 1922 nel mese di Aprile si trasferì a Tokyo e lì Fondò un’Associazione volta a lenire i dolori  della Mente dello Spirito e del Corpo, dandogli il nome di “Usui Reiki Ryoho Gakkai”e ne fu il primo Presidente, quindi iniziò ad Insegnare organizzando Seminari Reiki, nello stesso anno aprì una Clinica sempre a Tokyo per aiutare i bisognosi di cure, la stessa ebbe un’affluenza tale che Usui dovette nel 1925 aprirne una più grande a Nakano, questo per potere contenere la sempre crescente richiesta di trattamenti, gli fu conferito per questo un premio il “Kun San To per la sua dedizione e l’altruismo verso il suo prossimo, egli si prodigò senza sosta in occasione del terribile Terremoto di Kanto (1923) (Tokyo), elargendo con Amore l’Energia Cosmica che a lui stesso era stata donata sul monte Kurama, egli aveva preparato oltre duemila allievi ed insieme aiutarono più che poterono la popolazione bisognosa, che nella cattiva sorte avevano perso proprio tutto.
Mikao Usui preparò nella sua vita sedici insegnanti Reiki, il primo ad essere da lui preparato è stato il Dott.Chujiro Hayashi, Ex Ufficiale di Marina in pensione, Hayashi seguì costantemente il suo Maestro e alla sua morte, aprì lui stesso una propria Clinica a Tokyo dove esercitò sino al 1940, sviluppando alcune sue Tecniche, queste provenienti dall’esperienza acquisita nella pratica quotidiana del Reiki, e all’assiduo contatto avuto con il suo maestro.
   Usui Sensei morì il 9 Marzo 1926 inaspettatamente durante un Seminario di Reiki a Fukuyama, le sue spoglie mortali vennero tumulate nel cimitero di Saihoji di Suginami-Ku (Tokyo), dal suo successore nella Usui Reiki Ryoho Gakkai il Presidente Ushida e dai suoi allievi fu posta accanto alla Tomba una grande Lapide Commemorativa che raccontava la vita del Maestro.
Il suo cammino con Reiki in questa Terra è stato breve, ma so che lui è sempre vicino ai reikisti puri di cuore, egli vigilerà perché Reiki sia usato per il bene, con l’arma più forte in nostro possesso, e questa si chiama” Amore”.

I Principi del Reiki
Mikao Usui trasse da alcune Poesie dell’Imperatore Meiji i suoi famosi Cinque principi del Reiki

Solo per oggi non arrabbiarti
Solo per oggi non preoccuparti
Solo per oggi sii grato
Solo per oggi lavora sodo ……..
Solo per oggi sii gentile con gli altri


I Principi del Reiki di Mikao Usui sono stati concepiti per raggiungere nel Reiki e nella vita un’armonia perfetta di Mente e di Spirito, ed entrambi aiuteranno infine il Corpo, che dovrà trasmettere l’infinito Amore che si raggiunge abbracciando questi alti Principi, anche se essi sembrano semplici e di facile comprensione oppure di semplicissima attuazione, in realtà non è così facile come potrebbe sembrare, comprendere nel profondo ciò che i cinque Principi rappresentano come messaggio, il loro vero e Nobile Intento è di destarci dal lungo sonno del vivere oggi, e di renderci invece Presenti a ciò che non vediamo perché assopiti, distanti dal Qui ed Ora e poco partecipi al vero scopo della nostra vita qui sulla Terra, questi Principi non si devono prendere come ferree Regole di cui mai ci si deve discostare, essi possono invece essere seguiti con assoluta e consapevole libertà, potremmo in tal modo così lasciarci guidare dal nostro Sentire, usufruendo dell’aiuto del nostro Sé superiore.

Cos’è L’Energia Reiki

L’Ideogramma o Kanji Reiki  mostra nella sua composizione il simbolo superiore che rappresenta il “Rei” l’Energia dell’Universo e Energia della Creazione, presente intorno a noi in quantità illimitata, nella sua vicinanza però è pure in unione con il simbolo del “Ki”o Energia personale, che ha sede a sua volta due dita sotto l’ombellico, essa è meritoria di rispetto per il compito attribuitole, che è quello di mantenerci in vita, distribuendo il suo fluido vitale attraverso i  Meridiani ed il sistema Nervoso al nostro corpo, insieme le due Energie generano la forza che il Reiki rappresenta, e che viene Emanata per mezzo delle mani degli Operatori Reiki, questa Energia che ci attraversa e ci rende Canali attivi, strumenti di guarigione, con il solo e vero merito di metterci a disposizione, facendole da ponte tra l’Universo e chi bisognoso la riceve.
   Diviene un luminoso percorso di crescita ed evoluzione camminare con Reiki, riscoprire l’Energia Cosmica e riunirsi a lei in una unica e inscindibile unione, atta a promuovere una continua ma chiara progressione, nel volere tornare liberi dai troppi condizionamenti sociali, abitudini, cultura, che da troppo tempo ci confonde tanto da farci smarrire non solo la strada, ma facendoci addirittura scordare della sua reale Esistenza.  
Reiki non è una Religione e non ne predilige una in particolare, anzi non facendo parte di nessuna vocazione Religiosa, accetta totalmente i devoti di qualsivoglia Fede Religiosa, proveniente da ogni parte del Mondo, e non guarda neppure al ceto sociale, razza o cultura.

Come diventare canale Reiki
Chiunque può diventare Canale Reiki, basta partecipare ad un Seminario che ha la  durata di un giorno, normalmente proposto nel fine settimana un Sabato o una  Domenica.
Dopo avere partecipato ad un Seminario ed avere ricevuto l’Iniziazione dal  Reiki Master e ristabilita quindi la connessione con l’Energia Cosmica, la stessa Energia che ha dato origine al mondo, è possibile adoperarla su noi stessi o su altre persone o su ogni cosa esistente su questa Terra.
E anche chiamata “Energia Universale”ed in ogni cosa porta beneficio e riordino, però per comprendere appieno ciò che con l’Iniziazione abbiamo ricevuto, dovremmo essere molto aperti di Animo e di Cuore, e credere in ciò che stiamo facendo, ascoltiamo perciò la voce del cuore ella ci guiderà nel viaggio se è venuta l’ora di partire per la nuova via, preparati spiritualmente ad intraprendere la Via della Luce.     
    Allora iniziamo accogliendo la metamorfosi che avverrà in noi, già dopo il Seminario di primo livello, ci accorgeremmo ben presto che abbiamo vissuto sino ad ora in superficie, senza mai preoccuparci di ciò che vi sta sotto.
Finalmente il nostro Sé superiore ci condurrà al cospetto della nostra parte divina, quella che da sempre alberga dentro ognuno di noi, ma che da sempre ne abbiamo ignorato l’esistenza, oppure se ci fosse successo di percepirla, certamente non l’abbiamo ascoltata. Mai abbiamo dato retta ai suoi accorati appelli, che ci avvisavano del reale pericolo che giorno dopo giorno la nostra superficialità e il nostro poco Amore ci consumavano sino a bruciarci in un vivere arido e inconcludente, mentre ai fini di una nostra reale evoluzione, quella cioè che ci serve veramente, per arrivare un giorno alla sommità della Via, dopo sarà solo un’intensa Luce ad avvolgerci, che contornerà il nostro Spirito di un’ immensa e totale Consapevolezza.
  Ora siamo noi che dobbiamo rimboccarci le maniche, in questo caso ci viene dato il mezzo per eseguire il lavoro e dobbiamo ora cercare di adoperarlo bene, perché il raccolto sia abbondante e di buona qualità.                                 
    Svolto il Seminario di 1° Livello è possibile avvertire l’aumento Energetico nel nostro Corpo, sentiamo l’Energia vibrare dentro di noi, percepiamo che qualcosa in noi è veramente cambiato.
    Una volta preparati al Reiki e aperti i Canali Energetici dal Reiki Master essi rimarranno sempre aperti, qualsiasi cosa succeda l’Energia del Reiki al nostro richiamo fluirà copiosa verso chi noi volessimo usarla, rimarrà per sempre pronta in attesa, ancora una volta di essere adoperata, per il suo più nobile fine, quello di portare Armonia, Amore, Equilibrio, Salute, Gioia. Quindi per tutta la nostra vita rimarremo dei paladini di una metodologia Naturale che esiste da ben 2500 anni, ma che ad un certo punto venne dimenticata dall’Umanità, intenta in quel momento in modo spasmodico e irrazionale a progredire.
   Ponendo le mani su una persona sofferente e chiedendo all’Energia Cosmica di fluire prima dalle nostre mani, poi di infondersi in quel corpo tanto provato nelle sue intense sofferenze qualsiasi esse siano, pervaderà immediatamente le membra e lo spirito, calmando da prima la mente, causa primaria di blocchi Energetici e creatrice spesso delle nostre più frequenti sofferenze, e gravi o meno gravi Malattie..
   In seguito la persona sottoposta al trattamento Energetico ne potrà trarre immediato e sicuro beneficio, sentendosi rinvigorita, leggera, serena, e spesso può avvertire alcuni suoi dolori scomparsi. Alcune volte può essere che in alcuni una immediata corresponsione non vi sia, e questo non vuol dire che Reiki non ha sortito alcun effetto in quella persona, ma soltanto che magari ella in quel momento non avverta ancora il mutamento che si è instaurato dall’inizio del trattamento di Reiki. A volte inconsciamente poniamo degli scudi davanti a noi per difenderci da attacchi esterni, per difenderci dalle nostre paure, dai nostri credo, o da ciò che la società ci dice di non fare mai, quindi abbassate le difese l’Energia irromperà benevolmente nell’essere dando inizio al riequilibrio, che in precedenza era ostacolato.

Reiki e Medicina Ufficiale
Reiki non si sostituisce però alla Medicina Ufficiale, ma coopera insieme, per ovviare con le proprie metodologie di trattamento, in ambiti curativi non contemplati da essa, Reiki promuove il benessere Olistico del paziente, che nulla và a contrastare all’importante lavoro di Diagnosi e Terapia caratteristico della Medicina Ufficiale.
  Comprendere la Malattia come già detto poco innanzi, che spesso viene creata da noi, dalle nostre Paure dai nostri Pensieri Negativi, ricercare dietro alla sventurata manifestazione, il vero motivo della sua lenta o repentina comparsa, e cercarne di sbrogliare la non certamente facile matassa, che è intrisa di omertà, e che il paziente stesso si crea spesso, non per sua scelta, esso risponde ad un impulso inviatogli dal Subconscio che sofferente ed incapace di reagire allo stato di oblio creato dalla malattia, non aiuta il Conscio a comunicare le giuste coordinate, per una comprensione delle motivazioni reali dello scatenarsi della Malattia stessa, che così inspiegabilmente prosegue nella sua rovinosa evoluzione.
   La Metodologia Reiki aiuta significativamente il riordino della parte Energetica e Fisica, cercando di ristabilire eventuali interruzioni nel percorso di transito dell’Energia da parte delle preposte vie di trasporto, alcune per esempio sono, i Meridiani e il sistema Nervoso, soggetti spesso a blocchi determinati dallo stress della vita, da fobie di vario genere, altre responsabilità li possono avere i traumi  fisici, per es. lesioni da incidenti di varia natura.  
  
REIKI IN OSPEDALE

Reiki da qualche anno lo si può trovare in alcuni Ospedali Italiani, dal 2002 per esempio, presso il Centro di Medicina Psicosomatica all’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, è sorta una iniziativa finanziata dalla Regione Lombardia, nell’ambito del Progetto “Osservazioni e valutazioni di procedure terapeutiche di Medicina Complementare”
Sono ammessi pazienti di entrambi i sessi, di età tra i 18 ed i 60 anni, e sofferenti da almeno un anno di Emicrania diagnosticata come tale, con almeno la frequenza di tre attacchi al mese.
I pazienti muniti di impegnativa accedono alla visita presso l’Ambulatorio Medicina Psicosomatica, pagando le prestazioni secondo le tariffe del S.S.N. effettuata la prima visita, segue una richiesta interna di un ciclo di otto visite durante le quali vengono praticate le sedute di Reiki a cadenza settimanale.
All’ inizio ed al termine di queste sedute vengono praticati test diagnostici e somministrati dei questionari per valutare l’andamento dei sintomi.
I pazienti inoltre vengono ricontrollati dopo 6 mesi ed un anno.
I risultati definitivi saranno forniti alla Regione Lombardia secondo i criteri della privacy.
Il trattamento di Reiki praticato ai pazienti, ha indotto gli stessi nella quasi totalità delle sedute, ad uno stato di rilassamento medio/profondo, e questo è un dato interessante, in quanto il paziente cefalalgico, incontra più di altri difficoltà nell’abbandonare il controllo e lasciarsi andare.
L’equipe è formata da cinque medici ed una psicologa.
Informazioni tratte da articolo di www.lifegate.it  13/05/2002
Altra realtà Ospedaliera dove Reiki dà il suo supporto è presso il Centro di Oncologia delle Molinette di Torino, afferente al polo Oncologico della Cittadella Ospedaliera, è stato avviato a partire dal 2003, in collaborazione con l’Associazione Cerchiodiluce, il progetto Reiki in Ospedale.
Inoltre in molti Ospedali Americani da diversi anni vengono somministrati regolarmente trattamenti di Reiki.
Nella stessa Germania l’Operatore di Reiki affianca la medicina ufficiale, condividendone il percorso ed i nobili fini.
Stiamo quindi finalmente notando un piccolo interessamento delle istituzioni nel riguardo della metodologia di Reiki, certi che in un futuro non lontano, ne vedremo un’aperta accettazione e condivisione.

Il Mondo ha bisogno di Noi diamogli il nostro Sostegno!     

Ma chiediamoci infine ancora una volta chi potrebbe averne tanto bisogno, se non il Mondo quello in cui viviamo ogni giorno, il Mondo con le oramai quotidiane Tragedie, le tante ed infinite Guerre che insanguinano con totale superficialità la Terra che amorevolmente ci ospita. A capo di tutti questi accadimenti c’è l’Uomo con il suo Odio Razziale e Religioso, o per gli infiniti altri motivi che esso si inventa per sfogare la irreprensibile rabbia che cova dentro di lui da millenni.
Aiutiamolo quindi questo Mondo di Uomini rissosi, aiutiamolo magari riunendoci in gruppi di Reikisti, per mandare una potente sferzata di Energia Universale. Che questa possa in qualche modo acquietare gli animi e faccia loro comprendere che la Vita è un dono di Dio e non la si può assolutamente gettare, meno ancora quella degli altri. Finiamola di distruggere la Natura, anche questo è segno di disprezzo per ciò che è stato lentamente e faticosamente creato, e che ci dà modo di vivere in quella che sarebbe se vi fosse Pace, una Meravigliosa Vita. Stiamo notando l’irrequietezza della Natura, anche lei fa come i bambini o gli animali, che se una cosa gli da fastidio si dimena si irrita e poi magari per ripicca combinano qualche piccola o grossa marachella, noi con il Mondo cosa stiamo aspettando? Quelle che possiamo chiamare piccole marachelle le ha gia fatte e ne continua a fare, cosa attendiamo prima di cambiare? la grossa marachella? ma certamente allora sarebbe troppo tardi!   
In America già da anni le Associazioni Reiki si riuniscono, e nello stesso orario insieme mandano il loro Intento d’Amore affinché non sia smarrita per sempre la Via. Quella che un giorno ci porterà alla sola, vera e duratura gioia, ma per ora attendendo quel meraviglioso momento, ci viene richiesto un piccolo sforzo che altro non è, che donare un sorriso al prossimo ed amarlo così com’è, e chiunque esso sia, ricordiamoci che quel prossimo siamo anche noi per gli altri!






 

giovedì 30 gennaio 2014

Recensioni iper-tricotiche ;-) ..

Christoph Rehage, di Monaco, a 26 anni esatti, cioè il 9 novembre 2007, ha cominciato a camminare. In Cina, da Pechino. È arrivato a Ürümqi. Quanto ci ha messo? Quasi 1 anno (s’è fermato il 25 ottobre 2008). Quanta strada ha fatto? 4646 km. Particolarità: per tutta la durata del viaggio non si è tagliato né barba né capelli.
Il viaggio ha avuto un significato spirituale? No. Si chiedeva: “Dove dormirò? Dove mangerò? Non c’erano domande metafisiche, nessuna profonda preoccupazione, solo problemi pragmatici”.
Gli ha fatto assaporare un senso infinito di libertà? No.
La barba aveva un valore simbolico? No.
Io oggi ti parlo del viaggio, del camminare, del cambiamento interiore? No.
Ti parlo di peli.



Umani e animali
Di camminate lunghe e peli cresciuti parla anche Ultimo parallelo . La camminata con cui 5 uomini vollero toccare, primi al mondo, il Polo Sud, per scoprire un attimo dopo avercela fatta che c’era arrivato poco prima qualcun altro. Tuena s’è documentato bene prima di metter mano al romanzo, ed è questo che fa sì che veniamo a conoscenza di inimmaginabili aspetti tecnici e pratici di spedizioni come quella. Oltre a ficcarci nella testa e nel corpo dei 5 sfortunati.

Il corvo ha peli o meglio penne nere. Hai mai visto un corvo di altro colore tu? Un corvo bianco ad esempio? No? Io neanche. Però il corvo bianco è quello con cui un certo filosofo volle chiarire una sua idea. Il mondo di Sofia  di Gaarder ha l’ambizione forte di renderci partecipi, narrando, di cos’ha detto nel tempo certa filosofia. Ci riesce? Sì. E sappiamo così cos’è il corvo bianco.

A sopracciglia come siamo messi? Nel senso: come le muovi? Joe Navarro, che s’è fatto 25 anni nell’FBI come professionista del linguaggio del corpo, saprebbe dirti il significato di ogni loro movimento. Oppure, cambiamo zona: i piedi. Sapevi che i piedi sono la parte più sincera che abbiamo? In Non mi freghi!  mette al servizio nostro i 25 anni di servizio suo, raccontando aneddoti e spiegando pratiche.

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Da umano a animale
 (e viceversa)
Due cose piacciono a Marie Darrieussecq quando scrive libri: personaggi donne; far due ragionamenti sull’identità. In Troismi , lodato in lungo e in largo, segue la linea con una giovane donna che vede comparire qualche pelo di troppo sulla sua pelle. Sta diventando scrofa. E, paradossalmente, sarà proprio la mutazione animale a farla diventare più persona umana. Internamente, s’intende.

Infine il percorso inverso: da animale a uomo, da peloso a non peloso. Desmond Morris è zoologo celebre, e più celebre ancora è La scimmia nuda , un best seller nel tempo e nello spazio che racconta perché abbiamo certi comportamenti considerandoci non come esseri umani ma in quanto scimmie. L’unica specie di scimmia a esser priva di peli. Come ci siamo arrivati a parlare? A ridere? E alla fedeltà, all’aggressività, alla religione?


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mercoledì 22 gennaio 2014

Letteratura e Animali: connubio perfetto!


Gli animali, reali o fantastici, sono sempre stati presenti nelle letterature di tutto il mondo, dall’antichità ai giorni nostri. Se in passato erano per lo più presentati come allegorie di virtù e vizi degli uomini, oggi, grazie anche alla mutata sensibilità socio-culturale, gli animali non umani vengono visti come amici, pari con cui percorrere un cammino. E questo non è tanto – o non è solo – un discorso filosofico, ma è anche una questione letteraria.

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Come la letteratura affronta il mondo degli animali? Come l’affrontava ieri? Come li guarda oggi? È innegabile vengono pubblicati sempre più libri: basti pensare, per esempio, a Luis Sepúlveda che ultimamente si concentra molto su gatti, topi e lumache o, per guardare in Italia, a Melania Mazzucco che pubblica la bella fiaba Il bassotto e la Regina.

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Per fare un punto della situazione ho trovato molto utile il saggio
 Animali della letteratura italiana (Carocci, 2010)
a cura di Gian Mario Anselmi e Gino Ruozzi 
che raccoglie una serie di interventi di vari studiosi sulle principali figure di animali nella letteratura italiana. Il libro, infatti, è organizzato per animali: si va dalla A di api alla T di topi, passando per gli ovvi cani e gatti, ma anche mosce, draghi, grifoni, ragni e pennuti da cortile. Un utilissimo Indice dei nomi chiude questo agile saggio che, a mio parere, dovrebbe essere in tutte le librerie di coloro che si occupano di letteratura ma anche di quanti guardano il rapporto animali umani e non umani in maniera sempre nuova. 



LOVE, LOVE, LOVE. Consigli di libri 'amorosi' per la Festa degli Innamorati.





San Valentino, ditelo con un fiore. Ma perché no, anche con un libro. 
La letteratura contemporanea italiana - e internazionale- ci ha regalato una serie infinita di classici della narrativa sentimentale, dove il cuore ♥  è il protagonista indiscusso di ogni vicenda. Ecco allora una serie di consigli di lettura da leggere sempre, ma da regalare anche in occasione della festa degli innamorati. Un regalo che dura molto più di un fascio di rose. Una serie di titoli, alcuni conosciuti, altri insoliti,  nei quali immedesimarci o semplicemente apppassionarci, alla scoperta di uno dei sentimenti più semplici e complessi al mondo. Eccoli.
 
Tra i classici, non mancano mai “Romeo e Giulietta”, di William Shakespeare, la storia tragica e travagliata dei giovani amanti nella Verona del Cinquecento, o “L’amore ai tempi del colera”, Gabriel García Márquez, dove il protagonista, Florentino Ariza, aspetterà la sua innamorata, Fermina Daza, per “cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese”.
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Da molti considerato un capolavoro, “Jane Eyre”, romanzo autobiografico di Charlotte Bronte, è una storia d’amore che va oltre ogni convenzione dell’epoca e fornisce un assaggio alle prime lotte di emancipazione femminile. Restando in famiglia, tra i grandi classici rientra anche “Cime tempestose”, della sorella Emily.

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Conosciuto più per il film, “Colazione da Tiffany”, di Truman Capote, è un altro dei romanzi d’amore da aggiungere alla lista: la storia sentimentale tra l’irraggiungibile Holly Golightly e il giovane scrittore-narratore sfugge ad ogni definizione dell’amore in sè. Stessa cosa vale per “Alta fedeltà”, di Nick Hornby: la vita, le frustrazioni sentimentali e l’amore, soprattutto per la musica, del trentacinquenne Rob Fleming nella Londra degli anni Novanta.
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La giovinezza, l’amore, la perdita e la solitudine nella Tokyo degli anni Sessanta sono gli ingredienti di “Norvegian Wood”, romanzo cult per molti giovani scritto da Haruki Murakami, così come sono giovani Assaf e Tamar, protagonisti di “Qualcuno con cui correre”, romanzo dell’israeliano David Grossman.
Ancora ambientato in Giappone troviamo “Neve”, di Maxence Fermine: la storia del giovane Yuko, della sua passione per la poesia e degli insegnamenti del vecchio poeta Saseki, che lo porteranno a diventare un grande poeta e un uomo capace di amare.

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L’amore che vince su tutto, persino sulle distanze geografiche e sulle differenze è il protagonista de “L’amante palestinese”, del libanese Sélim Nassib: la difficile storia d’amore tra la popolana ebrea Golda e l’aristocratico palestinese Albert nella Palestina degli inizi del Novecento con tutte le tensioni e gli scontri del periodo storico.
Nel panorama italiano, invece, tra i romanzi consigliati compare “Gli amori difficili” di Italo Calvino, una raccolta di venti racconti, ognuno che descrive una storia diversa, in cui l’unico fine è descrivere l’amore nel modo più semplice possibile, senza alcun ricamo, ma come frutto della combinazione di sentimenti, di emozioni e di ricordi tra due persone.
E poi ancora: “Jules e Jim”, l’amore di due uomini per una donna dello scrittore francese Henry-Pierre Rochè, “Addio alle armi”, romanzo parzialmente autobiografico di Hernest Hemingway, “Porci con le ali”, romanzo scandalo di Marco Radice Lombardo e Lidia Radice, alias Rocco e Antonia; “Il maestro e Margherita”, di Michail Bulgakov, che narra l’amore del Maestro, drammaturgo, per Margherita Nikolaevna nell’Unione Sovietica degli anni Trenta.
***
L’amore si può esprimere in tanti modi, anche con le figure, perciò, per sfatare il mito che un fumetto debba essere necessariamente per bambini, concludiamo con una graphic novel amata e consigliata da molti: “Blankets”, di Craig Thompson, in cui l’autore disegna, china su foglio bianco, il suo primo amore e descrive “come ci si sente nel dormire vicino a qualcuno per la prima volta“.


martedì 21 gennaio 2014

La battaglia ha inizio..


.. Mi è capitato di leggere un articolo di Valerio Magrelli, l'altro giorno: si intitolava
LA SOLITUDINE DEL LETTORE. Scomparsi i librai, estinti i critici, siamo ormai circondati da blogger e consigli “orizzontali”. Come è possibile orientarsi davanti a un’offerta di libri sempre più caotica e pervasiva?

..Prendendo ad esempio questo articolo, nel mio piccolo inizierò la mia personale battaglia anche contro le- spesso- ignobili fascette pubblicitarie! ;-)
(*di seguito, riporto l'articolo)


 ***
LA SOLITUDINE DEL LETTORE 
di VALERIO MAGRELLI

Una ventina d’anni fa il mercato librario fu investito da una serie di eventi minacciosi. Il primo accadde a Parigi, dove l’editore Marabout pubblicò grandi classici “riassunti”, ossia dotati di segni e freccette per spiegare al lettore quali passi saltare. Il secondo, sempre in Francia, riguardava l’apertura di supermercati del libro diretti a ridurre i prezzi fino al 60 per cento. Il terzo, di portata europea, coincideva con la crisi delle piccole librerie. Il quarto, di origine italiana, vedeva infine la crescita dei bootlegs, edizioni pirata di bestsellers. Libri zapping allaReader’s Digest,libri scontati come detersivi, libri smerciati negli ipermarket, libri imitati nelle bancarelle: su questo fosco quadro si chiudeva il millennio, mentre già all’orizzonte si annunciava l’ebook. E adesso? Parafrasando un titolo di Fruttero e Lucentini, verrebbe da chiedersi: a che punto è la notte?
Proprio per valutare l’attuale situazione, il New York Times ha dedicato un articolo al tema del lettore non più solitario, ma solo. L’indagine muove da Virginia Woolf, che nel 1925 notava quanto fosse difficile leggere un romanzo. Ebbene, se ciò era vero circa un secolo fa, ora l’impresa risulta ben più ardua. Infatti, da un lato la capacità di concentrazione risulta atrofizzata dal multi-tasking (il piacere- dovere di svolgere più occupazioni insieme), dall’altro appare spesso disturbata dalle attrattive di iPad, iPhone o computer. Ecco allora la principale forma di smarrimento che ha colpito il lettore: la perdita di quella dimensione spirituale che Simone Weil chiamava “attenzione”, e un filosofo quale Malebranche definiva “preghiera naturale dell’anima”.
Subito dopo una simile menomazione, chiunque voglia oggi affrontare un libro degno di questo nome (e non i prodotti di consumo battezzati daAndrea Cortellessa “monnezzoni scala-classifica”), si imbatterà in un’altra difficoltà, dovuta alla scomparsa della critica letteraria giornalistica. In tutto l’Occidente, da metà Ottocento, la stampa contemplava la presenza di una figura semi-sacrale, un professionista delle lettere chiamato a orientare il pubblico in base alle proprie riconosciute competenze. Inutile ricostruirne l’estinzione (basti dire che sin dal 1839 Sainte-Beuve vedeva i rischi di una “letteratura industriale”). Certo è che ormai la sua funzione è stata sostituita da quella di testimonial, tifosi, acquirenti.
E qui va riportata una definizione di Tiziano Scarpa: così come al musicologo è subentrato il dj (ossiadisc-jockey, dal termine inglese “fantino”, per indicare colui che “monta” un disco, spingendolo sulle vette della top ten), ora è la volta del bj, obook-jockey, che sprona i libri verso l’empireo dei bestseller. Ecco quindi cantanti, attori, comici o semplici lettori pubblicizzare libri. Il risultato è ovvio; la verticalità gerarchica della rubrica letteraria si è trasformata nell’orizzontalità rizomatica del blog, oppure si leggono semplicemente le recensioni dei lettori su Amazon o, addirittura, i passaggi dell’opera che gli stessi hanno sottolineato di più sui loro Kindle. Invece del consulto professionale di uno specialista (fiscalista, idraulico, ortopedico), ci si scambia pareri fra clienti, utenti, malati. Altrimenti detto, sarebbe come salire il Cervino affidandosi a un collega d’ufficio o a un chitarrista, piuttosto che a una guida alpina. In tal modo, alla fisiologica solitudine del lettore, se ne è aggiunta un’altra, patologica e deontologica: non aver più nessuno a cui chiedere consiglio.
IlNew York Timeselenca anche concause marginali, ma non prive d’ironia involontaria. È il caso degli scrittori pagati sempre meno, ai quali non rimarrebbe che mangiare lametà o scrivere il doppio… Il rischio, insomma, è che, con la scomparsa di librai e critici (quali figure di intermediazione tra autore e lettore), abbiano la meglio i fast-book, ossia quei testi che richiedono solo un contatto rapido e sbrigativo. Se ciò si avverasse, il nostro paesaggio intellettuale risulterebbe impoverito come dopo un bombardamento di defolianti. Ma il libro è un virus difficile da debellare, un organismo mutante, e c’è da sperare che ancora una volta trionfi su ogniforma di disinfestazione. Non per niente, Borges cantava: «Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto; / io sono orgoglioso di quelle che ho letto ».
Frasi del genere andrebbero stampate su ogni copia, come si fa con le avvertenze sulla nocività del tabacco. Ogni volume dovrebbe recare impresso l’avviso: “Giova alla salute. Non provoca il cancro”, ma soprattutto: “Favorisce la conoscenza e la passione”. Infatti, nel legame che si stabilisce traocchio e libro, mente e riga, cuore e testo, non importa l’oggetto, ma il processo, l’arco voltaico, la scintilla che scocca come tra i poli di un fenomeno elettrico.
Certo, si può ironizzare su tutto questo, e nessuno lo fece tanto bene come Walter Benjamin, che nell’articolo Libri e prostitute spiegò come sia gli uni sia le altre si possano portare a letto (ma a pagamento), abbiano persone che vivono alle loro spalle (protettori e critici), ricevano clienti in case pubbliche (bordelli o biblioteche). Tutto sommato, però, al nostro lettore futuro sarebbe meglio ricordare Rilke, che proprio in una biblioteca scrisse: «Sono qui e leggo. Nella sala ci sono molte persone, ma non si fanno sentire. Sono dentro i libri. Qualche volta si muovono fra un foglio e l’altro, come uomini che si rivoltano nel sonno, fra un sogno e l’altro. Come si sta bene in mezzo agli uomini quando leggono. Perché non sono sempre così?».



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Ricordando Anne...



Io Voglio Vivere. La vera storia di Anne Frank
 
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Le edizioni Sonda hanno da poco pubblicato una bella biografia di Anne Franke, sotto forma di romanzo, destinata a ragazze e ragazzi dai 13 anni in poi.
All’avvicinarsi del Giorno della Memoria (27 gennaio) in ricordo delle vittime del nazismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, il pensiero va subito ad Anne Frank che, con il suo diario, è divenuta simbolo della Shoah scritto mentre lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti e per la sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. Nel suo diario, tra l’altro, leggiamo:
"... Viviamo tutti, ma non sappiamo perché e a che scopo; viviamo tutti coll’intento di diventare felici, viviamo tutti in modo diverso eppure uguale."

Questa spinta a vivere è da perno nel libro Io voglio vivere. La vera storia di Anne Frank (Sonda, 2013), scritta da Mirjam Pressler.. L’autrice – che ha vinto diversi premi per via dei suoi testi indirizzati soprattutto ai ragazzi – racconta la vita di Anne Frank e lo fa pensando soprattutto agli adolescenti di oggi: il libro, infatti, è consigliato per lettrici e lettori dai tredici anni in su. Si ricostruisce la vita di Anne Frank e si è scelta la forma del romanzo, per evitare di appesantirne troppo la descrizione. In maniera molto intelligente lungo le pagine sono inseriti dei riquadri per approfondire alcuni aspetti che forse potrebbero essere meno noti, soprattutto legati alla storia e alla cultura ebraica. Ne viene fuori così, un ritratto a tutto tondo di questa ragazza poco più che quindicenne che è diventata un simbolo.

Alla fine del testo troviamo un’utile cronologia della vita di Anne Frank e, soprattutto, un bellissimo commento di Marco Corradini che ci racconta la protagonista del libro attraverso le varie case in cui è vissuta. Il titolo del commento di Corradini mi è parso molto azzeccato: Dove abita Anne? Al presente, non al passato.



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lunedì 13 gennaio 2014

..Cosa mai succederà?!..


..Metti che sei di fronte a un bivio, e c’è troppa indecisione per fare il passo. O che stai per andare incontro a un evento decisivo, e vorresti capire come andrà a finire. Che fai?
Te lo dico io: prendi l’I Ching.
Detto pure 'Libro dei Mutamenti'
l’I Ching, aperto a caso, ti darà il responso, prevederà cosa accadrà.
Ma, attenzione! Non te lo dirà in un modo semplice, non userà immagini univoche, tirerà fuori invece una supercazzola prematurata che ti farà spalancare gli occhi e dire: “E quindi?!”.
Ma il futuro è lì, sappilo.


 
Questo libro poderoso prende vita e azione anche nella Svastica sul sole, un romanzo di Philip Dick che, se non hai già letto, ti consiglio di leggere. Così come ti consiglio i seguenti 5 libri, su forze irrazionali e previsioni (più o meno irrazionali). 



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Ma come fai?
A forze irrazionali è legata, per dire, la figura dello stregone, che mi dà l’occasione d’infilare in questa recensione -febbricitante- un nuovo arrivo da salutare con gioia: L’amore stregone di Roberto Arlt, che fu un grande scrittore argentino, e ricordarlo è sempre un bene. Un uomo impazzisce per una ragazzina, sullo sfondo una Buenos Aires caleidoscopica e accanto una varietà deliziosa d’esseri umani che si rispecchiano e rifrangono tra loro neanche fossimo nella casa degli specchi al luna park.
Una sorta di aura magica la si è sempre attribuita alla cosiddetta successione di Fibonacci, che fu un italiano del ‘200, che Keith Devlin, un matematico dalle grandi capacità narrative, ricorda per ricordare a noi perché bisogna ricordarselo ancora. E parla pure dei presunti poteri di certi numeri, e di come Fibonacci fu d’aiuto per una previsione, o meglio progettazione, molto pratica: quella dei propri affari.
Altra figura che si fa bella di previsione irrazionale è quella del veggente. E per gli indiani furono proprio antichi veggenti la fonte di uno dei loro testi sacri più importanti. Antichi veggenti tanto forti da aver potere pure sugli dei. Roberto Calasso di queste cose s’è reso esperto, ci ha scritto su un romanzo, l’ha chiamato Ka, l’ha fatto iniziare e finire con un’aquila particolare, e ha voluto che dalla lettura ne restassimo sgomenti.


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Ma quali forze strane
Per chiudere, allontanamento dalla previsione magica. Da una parte ritraendo come lo scemo del villaggio, come un pazzo visionario, chi pretende di avere poteri divinatori. Lo fa Bauerdick per bocca di Pavel, che è il testimone di una comica e intelligente epopea in un villaggio tra i Carpazi. Sono il nonno e lo zingaro Dimitru a proporsi profeti, incaricarsi da sé di grandi compiti e sostenere, irremovibili, di poter spiegare Come la Madonna arrivò sulla Luna.
Ora dalla previsione magica c’allontaniamo con Michio Kaku, che per ardire previsioni di avvenimenti e tecnologie per le quali, ora come ora, ci potrebbe sembrare un folle, si serve della sua scandalosa conoscenza e consapevolezza della fisica. In Fisica dell’impossibile, ad esempio, parla proprio anche della precognizione. Siamo certi di non esserne capaci?


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