martedì 27 gennaio 2015

* Giornata della Memoria *


Durante l'adolescenza, tutte le ragazze hanno un diario segreto. Un amico fidato al quale confidare il proprio mondo. Il mondo di una ragazzina, fatto di piccoli problemi, dei primi batticuori, di amicizie e dei cambiamenti che si stanno attraversando e di cui si ha paura.

Anche Anna Frank aveva un diario, un quadernino dove appuntò gli anni della sua vita in clandestinità perchè ebrea. Un resoconto toccante e drammatico, che rivive gli orrori della guerra con gli occhi di una tredicenne. Questo è Il Diario di Anna Frank.

Anna è una ragazza ebrea che vive ad Amsterdam e che nel 1942 è costretta a nascondersi con la sua famiglia per sfuggire alle persecuzioni e al rastrellamento dei tedeschi. In questo diario, che poi è diventato un libro tradotto in tutto il mondo, la ragazza racconta le vicende di tutti i giorni e le sue condizioni di vita, ma anche le sue impressioni su quanto sta succedendo nel mondo.
Una raccolta di pensieri e parole di due anni di vita: nel 1944, infatti, la famiglia Frank e gli altri clandestini vengono scoperti, arrestati e portati nel campo di concentramento di Westerbork. Da quel campo di concentramento Anna non ne uscirà viva: morirà di tifo a Bergen-Belsen, nel marzo del 1945.

Il diario venne recuperato dopo la guerra dal padre di Anna, Otto Frank, unico superstite della famiglia, che decise di pubblicarlo nel 1947, col titolo originale Het Achterhuis (Il retrocasa). L'edizione a stampa tenne conto sia degli scritti originali, sia di successive rielaborazioni che Anna stessa stava facendo, auspicando una futura pubblicazione del suo diario. Oggi è uno dei libri più letti e fatti leggere, soprattutto nelle scuole, per far conoscere la Guerra e l'Olocausto e rappresenta un'importante testimonianza delle violenze subite dagli ebrei durante l'occupazione del nazismo. Nel 2009 l'UNESCO ha inserito il Diario di Anna Frank nell'Elenco delle Memorie del mondo.


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Mi permetto di riportare una considerazione tratta dalla pagina di Fb di Sebastiano Zanolli 

".. Oggi è stata una giornata dura.
Raffreddore, febbre, tosse.
Meeting, clienti scontrosi, colleghi preoccupati...
Auto guaste, traffico e nebbia, la multa di un ente su alcune gabelle di 10 anni fa dimenticate da una agenzia distratta.
Una gi
ornata dura.
Stancante e logorante come un cappotto vecchio che non scalda per nulla.
Telegiornali sciamanti notizie ripiene di ansia.
Pil in calo, inflazione, deflazione, stagflazione, mib, euribor, pedofilia e aggiotaggio.
Scioperi e abigeato.
Una giornata dura.
Torno tardi.
Quasi l’una.
La caffeina mi tiene sveglio: 7 caffè.
Un record.
Mi batte la tempia come se fossi ad un concerto tecno.
Vibro come una bandierina di mare agitato.
Una giornata dura.

Guido piano, il sonno mi stende.
Penso tutto il male possibile…
Ma quando tutto cade ecco una corda.

Accendo la radio.Sento un programma.

Una intervista che mi torce il cuore e l’anima.

Si chiama Nedo Fiani.

Arrivo a casa.
Non ho diritti,
non ho stanchezza nè tosse,
nè scuse nè alibi per non scrivere.

Non posso stendermi sotto delle lenzuola pulite e calde se prima non do un cenno di vita.
Vero.
Che mi dimostri che sono un uomo.

Devo dirmi qualcosa.

Voglio dirmi che oggi è andato tutto bene,
che ho avuto la mia parte di gioia non guadagnata.

Che oggi non ho attraversato l’Europa in un vagone bestiame al freddo e al buio.
Che oggi non ho dovuto abbracciare mia madre per abbandonarla per sempre.
Che oggi non ho dovuto spogliarmi e spidocchiarmi o defecare in pubblico con altri centinaia di persone.
Che oggi non ho visto morire centinaia di bimbi sani.
Che oggi non ho avuto in premio una legnata per il solo fatto di esserci.
Beh…E’ già molto.
Ma non ho fatto molto perchè non si ripeta.
Scrivere è un primo passo.
Solo un primo passo. E si doveva fare prima di riposare.
Prima che passi la tosse.
Prima che il Mib risalga.

Perchè oggi è stata una giornata meravigliosa.

Grazie Signor Nedo.

"Nedo Fiano nel 1944 aveva 19 anni, fu arrestato, internato a Fossoli, e quindi deportato in Germania, ad Auschwitz assieme al padre alla madre e ad altri familiari: erano in undici e ritornerà soltanto lui.

Fiano racconta con crudo realismo il terribile viaggio di una settimana in un carro bestiame sovraffollato, con soltanto il pochissimo cibo che erano riusciti a portarsi e con una sosta ogni giorno: tutti giù dal treno per i bisogni corporali, l’uno vicino all’altro sulla massicciata ferroviaria vincendo ritrosia e pudore; racconta come avesse intravisto il fianco nudo della madre e come ciò lo avesse sconvolto.

Nell’interminabile viaggio, soltanto nel suo vagone, un vecchio era morto e due neonati continuavano a piangere non trovando più latte a sufficienza dalle madri.
Poi l’arrivo ad Auschwitz nella notte, e all’alba il violento scarico, perché questo è il termine più appropriato, dei deportati dal treno, con le SS con randelli e cani che urlavano ordini per la gran parte incomprensibili e separavano in gruppi i deportati.

Faceva impressione sentire Nedo Fiano, che il tedesco lo conosce bene, ripetere con realismo questi ordini quasi latrati.
Nonostante il viaggio terribile il padre di Fiano scese dal treno con la giacca, il colletto duro e il cappello.

La madre fu separata dagli uomini e messa nel gruppo che, si seppe dopo, sarebbe stato immediatamente portato alle camere a gas, sterminato e bruciato nei forni.
Pur non conoscendo con esattezza il suo destino, la madre capì che quella era l’ultima volta che vedeva il figlio e si abbracciarono con le facce inondate di lacrime.
Il momento più terribile in assoluto, dirà Fiano rispondendo alla domanda di un ragazzo.

Poi la vita nel campo e l’episodio che lo aveva “miracolato” ed aveva consentito la sua sopravvivenza: all’inizio, ad una ispezione, un maresciallo delle SS chiese chi fra i prigionieri conoscesse bene il tedesco per fare da interprete, Fiano racconta che si sentì come sospinto dal nonno (morto alcuni anni prima) che aveva molto insistito affinché il recalcitrante nipote imparasse il tedesco.
Si presentò davanti al maresciallo che lo interrogò e che rimase come folgorato apprendendo
che era nato a Firenze, evidentemente da lui conosciuta ed ammirata.

Sta di fatto che venne messo nel gruppo degli interpreti, un centinaio di uomini, che avevano l’incarico di essere presenti e di dare istruzioni all’arrivo dei convogli dei deportati, di notte e di giorno.
Un incarico fisicamente meno pesante dei lavori in cava o nelle fabbriche degli altri prigionieri.

Poi la descrizione della catena ininterrotta dello sterminio di massa: ad Auschwitz si è arrivati a gassare e bruciare fino a diecimila esseri umani al giorno, all’aperto quando i forni non ce la facevano: l’arrivo dei convogli, la selezione dei più deboli, non utili ai lavori forzati, il trasporto ai “bagni”, mille alla volta, l’obbligo di denudarsi nella promiscuità completa (un grave shock per persone strappate alle abitudini borghesi, sbattute nell’inferno e trattate come non-persone), le scarpe da legare fra di loro con le stringhe, per ritrovarle più facilmente dopo il bagno, dicevano, gli abiti appesi, e ricordatevi il numero.
Poi nella camera delle “docce”, le camere a gas: le luci si spegnevano e veniva introdotto il micidiale Ziklon B che però non uccideva istantaneamente, ci volevano cinque minuti, cinque minuti di agonia atroce e nessuno può immaginare cosa quelli che venivano uccisi potevano provare.
Poi i “Sonder Kommando”, le squadre speciali dei prigionieri addetti al “trattamento” dei cadaveri, tutti destinati ad essere a loro volta uccisi.
I cadaveri nudi venivano ispezionati, ano e vagina, per vedere se non avevano dei preziosi nascosti, venivano strappati i denti d’oro, alle donne venivano tagliati i capelli.

Poi i cadaveri venivano sbattuti su delle specie di barelle, portati con il montacarichi al piano superiore ed infilati nei forni crematori: 50 minuti a trecento gradi e dal fondo dei forni veniva scaricata la cenere che poi veniva trasportata con camion ribaltabili e buttata nella Vistola.

Pare che i pesci apprezzassero molto questa pastura umana…
"



sabato 10 gennaio 2015

Houellebecq e 'SOTTOMISSIONE', il libro fatale.


Gli assalitori che hanno sparato e ucciso nella sede del settimanale satirico Charlie Hebdo non hanno scelto un giorno a caso: il 7 gennaio, esce in Francia l'ultimo libro di Michel Houellebecq, 'Sottomissione' (traduzione letterale della parola Islam), che in Italia arriverà il 15 gennaio. 

Proprio a questo libro del controverso autore di 'Le particelle elementari', 'Piattaforma', 'La possibilità di un'isola', il numero di Charlie Hebdo aveva dedicato un articolo e la copertina con una vignetta che ritrae lo scrittore vestito da mago e il titolo: 'Le previsioni del mago Houellebecq'; le 'profezie' dello crittore sono: 'Nel 2015 perderò i denti, nel 2022 farò il ramadan'.

..Perché Sottomissione proprio di questo parla: di una Francia governata nel 2022 dai Fratelli Musulmani, che riescono ad andare al governo grazie ad una (poco) incredibile alleanza con quel resta di centristi e sinistra alleate al musulmano moderato Mohammed Ben Abbes, leader di 'Fraternité musulmane', contro lo strapotere di Marine Le Pen. Non è solo l'ennesimo allarme di Houellebecq contro la progressiva islamizzazione del Paese. Come ha scritto Emmanuel Carrere, Houellebecq ha il merito di essere l'unico a parlare di un problema che esiste ma che molti intellettuali sembrano ignorare. Non solo: per Carrere quella di Houllebecq è una posizione politicamente e sociologicamente 'ragionevole'. L'Occidente si arrende per così dire dolcemente all'Islam, sfinito da secoli di razionalità e illuminismo eccessivamente responsabilizzanti.


 Nell'acceso dibattito intellettuale francese sul libro e sullo scrittore, non è l'unica recensione positiva incassata da Houellebecq: un altro intellettuale 'scorretto', Michel Onfray , noto per il suo trattato di ateologia e per le sue posizioni anti-cristiane e favorevole al libertinismo, ha parlato di Europa come Continente morto che volontieri si consegna all'Islam dopo averlo fatto con i mercati. E dunque, per 'Sottomissione', di uno scenario assolutamente plausibile.
Proprio il'altro giorno, Houllebecq aveva parlato al canale francese France 2 per rivendicare il suo diritto di trattare temi di attualità e soprattutto di sottolineare la crisi dei valori dell'illuminismo e della modernità.

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venerdì 9 gennaio 2015

** Il Piccolo Principe al cinema in 3D **


Il trailer del film de 'Il piccolo principe' è stato un successo planetario: il film di animazione uscirà nel 2015 (*nelle sale italiane il 1 gennaio 2016) è prodotto da DreamWorks Animation, ed è diretto da Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda). Si tratta senza dubbio di un’ottima occasione per leggere (o più probabilmente rileggere) il celeberrimo testo di Antoine de Saint-Exupéry.

Ma c’è un’altra notizia che interessa più da vicino il mondo dei libri, in relazione a 'Il piccolo principe' e al suo autore. Dal 1 gennaio 2015, infatti, i diritti dei libri di Antoine de Saint-Exupéry sono diventati liberi per l’Italia (in Francia e nei paesi anglofoni i diritti d’autore sono stati estesi per altri trent’anni) e il mercato editoriale è stato letteralmente invaso da nuove pubblicazioni de Il piccolo principe, con nuove traduzioni. Non solo 'Il piccolo principe', ovviamente, ma anche altre opere di Antoine de Saint-Exupéry.

.. Nelle librerie si trovano edizioni de 'Il piccolo principe' nei cataloghi di Sellerio, Fanucci, Garzanti, Feltrinelli, Giunti Junior (in due edizioni: una con copertina bianca e un’altra con cover blu), Barney e Newton Compton..
C'è l'imbarazzo della scelta!




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SetteGennaioDuemilaquindici.



mercoledì 31 dicembre 2014

**Happy 2015 da Paola & Piccola Libreria Andersen** :-)

.. Stasera vuotate il bicchiere dei ricordi e rompetelo come le cose vecchie che conteneva:

Vi auguro di raggiungere i Vostri sogni,
di toccare il cielo e leccarvi le dita,
di saltare più in alto,
di abbracciare il Sole
e di esaudire Tutti i Vostri desideri..

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Buon 2015 da Paola & Piccola Libreria Andersen


lunedì 29 dicembre 2014

** Buone Feste da Paola & Piccola Libreria Andersen .. **


... Vorrei potervi ringraziare uno ad uno, per aver contribuito a rendere questo terzo Natale in Libreria così intenso e ricco di emozioni.. Ho ricevuto diversi messaggi, pensieri e regalini.. Abbiate pazienza, risponderò a tutti, promesso!! Giusto il tempo di 'ripigliarmi' un attimo un abbraccio virtuale e collettivo a Tutti Voi.. 
E ancora grazie!!


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lunedì 8 dicembre 2014

.. Babbo Natale in Libreria !!



.. Grandi & Piccini, 
non  perdete questa occasione UNICA :
.. Sabato 13 Dicembre, dalle ore 16,00 
potrete trovare in Libreria.. 
 Babbo Natale! 
Passate a fare una foto con lui ..

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sabato 6 dicembre 2014

* Aperture Natalizie Libreria *


 
Piccola Libreria Andersen
 domenica 7 resterà aperta solo di mattina! 
(*Dalle ore 10 alle ore 12,30 *)

.. Mi troverete comunque presente qui Lunedì 8 e tutte le domeniche successive (* 14-21- 28 e 4 Gennaio )

.. E Sabato 13 Dicembre, dalle ore 16.00 ... Sorpresa per tutti i bambini :-))))

giovedì 4 dicembre 2014

Cosa fa la Libraia .. Recensioni.

Due volte a settimana (dalle ore 20 alle ore 22 /e qualcosa), da 3 mesi a questa parte, faccio questo:
Dopo degli esercizi di riscaldamento - dove eseguo flessioni, mi stendo per gli addominali, a volte sollevo pesi, 'rotolo' a terra e torno in piedi velocemente e salto, faccio squat, salto a destra, salto a sinistra, il tutto alla maggiore intensità possibile- cerco di eseguire le prese e le proiezioni che il mio Maestro di brasilian Ju-jitsu mi spiega (evitando di farmi male e di far male agli altri), torno a casa soddisfatta, con qualche livido ma con la certezza di aver quantomeno tonificato le braccine e di aver sfatato questo mito che vuole vedere i librai come nerd o dei giovani Leopardi... Non so, sarà un momento di delirio temporaneo, ma mi piace molto questo sport.

Oggi vi scrivo di altri tipi di allenamenti 'strong', che mi piacerebbe provare:

 (*nella foto: classica presa di brasilian ju-jitsu, denominata 'mata leao')

Arrampicata
Mi piace l’idea di stare a salire una parete di montagna, la roccia, la pietra.
Il marmo è una pietra, e Il marmo è la novità del grande Aira:
si inizia con un blocco di marmo su cui siede un uomo nudo, e il libro sarà il modo con cui memoria e immaginazione, a cui “sono gli oggetti strani a creare una funzione”, spiegheranno questa strana situazione.

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Ora nessun periodo mio, ma un periodo della poesia. A un certo punto negli Stati Uniti è diventata una specie di sport agonistico, orale e spettacolare. Un gruppo di poeti si sfidavano a colpi di versi improvvisati; la giuria, di gente comune, a decretarne il vincitore. Tutto ciò ha preso il nome di Poetry Slam, è poi arrivato anche in Italia, si è formata una Lega Italiana Poetry Slam, si tengono spesso gare e Atti impuri Poetry Slam te ne darà un’idea, e ti darà l’idea della buona poesia che ne esce. 


Attualmente
adesso? Che periodo è? Sicuramente non il periodo del calcio. A tal proposito, cito  'Il portiere', di Jonathan Wilson, che narra com’è nata questa figura, cosa ha potuto fare, quali nazioni l’hanno venerata come un dio, che aneddoti c’ha regalato. 

Un'altra  idea emersa in testa, proprio questi giorni: praticare la muay thai -nota anche come thai boxe, boxe thailandese o pugilato thailandese, sport da combattimento a contatto pieno- quello in cui, tra le altre cose, si danno quei bei calci alti e precisi (ed è la precisione nei movimenti uno degli aspetti che m’alletta).  
Chi di calci ne ha presi ma senza alcuna grazia dalla vita è chi ha poi dato vita a generi musicali che di forza ne hanno da vendere: jazz, blues, ragtime. Com’è successo, come ci si è arrivati a certi suoni diventati tanto resistenti nel tempo? 'Blues! Afroamericani: da schiavi a emarginati' è un ottimo modo per saperlo.

venerdì 28 novembre 2014

Parliamo di DONNE ...


Ormai è cosa nota: le donne amano leggere e leggono più degli uomini. Non se la prendano i maschietti, sono le statistiche che parlano!
Le recenti indagini e dati provenienti dalle varie fiere del libro, nazionali e non, hanno dimostrato c
ome l'universo della letteratura sia composto principalmente da lettrici, sia appartenenti alla sfera delle costanti che a quella delle occasionali, quelle cioè che dedicano alla lettura - per motivi non professionali - una marginale parte del loro tempo.

Un mito da sfatare, quello delle donne poco avvezze alla lettura. Come è da sfatare la storia che le vuole lettrici frivole, di romanzi rosa o strappalacrime: le donne leggono e si appassionano a tutti i tipi di generi, dalla fantascienza alla graphic-novel, anche se resta sicuramente il romanzo il genere preferito, per quel senso di evasione dalla realtà del quotidiano che solo un buon romanzo può garantire..

Letture per sè ma anche letture per altri: non dimentichiamo infatti le tante mamme che ogni sera ritagliano uno spazio di tempo per raccontare una fiaba al proprio bambino per farlo addormentare più sereno. E poi leggono libri di ricette, manuali per il giardino perfetto, guide per i prossimi viaggi da fare da sole o in compagnia. Leggono saggi, leggono di attualità, biografie di politici e cantanti famosi, leggono per il piacere di leggere. E per la consapevolezza che ogni lettura terminata è linfa vitale per la propria cultura. 


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Il 25 novembre, si ricorda la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Questa Giornata venne dall’Onu nel 1999, invitando governi, organizzazioni governative e non governative, media e società civile a sensibilizzare sulla violenza di genere le società.

In particolare, è stato scelto il 25 novembre poiché è la data in cui vennero uccise le tre sorelle Mirabal, assassinate nel 1960 nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo. Tale data è diventata così il simbolo dell’atto d’accusa della società civile nei confronti del fenomeno, purtroppo ancora in crescita, della violenza sulle donne.

Iniziative in tutto il mondo celebrano la Giornata internazionale perché ovunque sono milioni le vittime di aggressioni e soprusi.