sabato 12 ottobre 2013

Vicini di casa....

Se mentre stai facendo una cosa che devi fare pensi: “Ok, porto fuori il gatto dei vicini assieme all'immondizia, faccio una corsa a fare un prelievo in banca e in 10 minuti torno così sono a posto e posso preparare la torta per la cena di stasera.." e abiti in un quartiere in cui dimorano altri esseri umani oltre a te, non dimenticare che stai trascurando un possibile imprevisto che farà diventare quei 10 minuti trentacinque: il vicino che torna a piedi dal supermercato di zona (se non c’è alcun supermercato in zona, non importa. Starà tornando a piedi da qualche altro posto). Il vicino ti avvicinerà ponendo attenzione al gatto (come al solito), la sposterà su di te, avrà voglia di parlare mentre continuate a camminare. E ti dirà dei suoi cani deceduti, del gatto sbranato dal cane dirimpettaio, ti chiederà che lavoro fai e dove lo fai, non capirà e allora farà altre domande, inizierà a capire e vorrà approfondire, ti racconterà di quel parente che “lavora col computer” e non esce mai, ti metterà in guardia da un simile rischio, dal parente passerà al figlio e allora tornerà a parlare di cani, per dirti di quella volta che una delle tre cagne del suddetto figlio, per gelosia delle altre, si è avventata su di loro, ha mancato il bersaglio, e ha azzannato un dito del figlio “strappandogli un’unghia”.

Tutto questo m’è successo ieri mattina, e ho ancora la faccia contratta all’idea dell’ultimo dettaglio...! 

 Andiamo con cinque libri in cui s’incontrano i vicini.


 
Quartieri interi

Sappiamo dei diverbi che nascono per presenza in condominio di animali. Pensa se uno si mette in casa un maiale. Poi c’è da aggiungere una questione, a proposito di Magari fossi un’onda : il maiale, in quella città dell’Angola in quel periodo, è un animale che non va bene, è un atto di disobbedienza a chi governa. Ne nasce un romanzo che fa della comicità, che riesce a esser continua e mai scadente, la chiave più mordace per narrare di un Paese.

Jonathan Lethem ha fatto luce non su un Paese ma su un quartiere. Quello in cui è cresciuto, a Brooklyn, quando la divisione bianchi-neri era stridente. La fortezza della solitudine narra questo tipo di vicinato, e quella dimensione interiore, di quando sei bambino ed esci con gli amici del quartiere, i pomeriggi sono infiniti, e ci sono amicizie che non hai neanche il sospetto possano finire. Poi la musica, le droghe, i fumetti. Ma pure tanto altro, davvero.

Cosa succede in Pioggia nera te lo spiega un bambino. O meglio, i ricordi di un adulto di quand’era bambino, abitava in un piccolo bilocale, era costretto a dividere lo spazio con un essere odiato, guardava dalla finestra una piazza in cui ne succedevano di ogni, e captava gli occhi del bambino che viveva di fronte, in una casa, si scoprirà, coi suoi bei problemi. È un romanzo magnificamente costruito da Simenon, che fa ballare chi legge da un punto di vista all’altro, e da un lato all’altro della strada.


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Restringiamo il campo

Scendiamo a due vicini soltanto. Malamud ci ficca in una palazzina che sta per essere distrutta, ci mette a fianco uno scrittore, apparentemente unico rimasto perché ha da terminare il suo terzo romanzo, poi ci fa sentire il ticchettare di una seconda macchina da scrivere. Gli inquilini sono due, uno bianco l’altro nero, entrambi figure umane tenaci che non abbandonano i piani. Ciascuno premendo su se stesso, invischiando l’altro, in quello spazio deserto in cui si sono arroccati.

Marina Palej, scrittrice russa, ha reso il tutto ancora più ristretto: abbiamo un unico appartamento e due coinquilini. Mike e Klemens . Mike che ospita Klemens, e poi se ne invaghisce, come un maniaco, lo segue, lo aspetta, lo fotografa. Ma l’altro nelle foto non viene bene, come fosse un fantasma o un’entità non umana. Ci viene il dubbio allora che qualcosa non quadri. Chi è ‘sto benedetto Klemens? La Palej è brava a incastrare le storie, a passare dall’alto al basso nei toni e negli scenari, e a seguire il delirio di Mike e il mistero di Klemens.

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venerdì 11 ottobre 2013

Ottobre.. Piovono Foglie e Libri ***


... Fa più freddo, fa buio prima, si prendono raffreddori e mal di gola perché non ci si copre abbastanza, alcuni s’impigriscono un po’, altri perdono i capelli. Quest’incoraggiante scenario per dire che è cambiata la stagione, con ottobre siamo in pieno autunno, e io ovviamente sforno 15 libri consigliati, che con tutto questo hanno a che fare, ma anche no. Vediamo i primi 5 libri...




* Io sono leggenda, Richard Matheson: Il libro in questione, sia chiaro, con Will Smith non ha niente a che fare. Si annovera a ragione tra i più riusciti romanzi che giocano sull’idea di base per cui gli esseri umani si ritrovano a vivere loro malgrado in un mondo orrendo e ostile che li mette strenuamente alla prova. Matheson ha sviluppato l’idea in tal modo: un’epidemia che trasforma radicalmente l’intero genere, e un uomo, solo, che resta umano come lo siamo noi in questo momento.

* Il popolo dell’autunno, Ray Bradbury: La ragione per cui c’è anche Bradbury è semplicemente la stagione in cui siamo ormai immersi, e che campeggia nel titolo: l’autunno. Tra l’altro, a rafforzare la concomitanza di tempi, è ottobre anche nel libro.
Bradbury si è sempre dato da fare per creare affascinati realtà diverse dalle nostre che fuoriuscissero dalle logiche della realtà nostra. Ci è riuscito bene, lo sappiamo, a partire dal noto Fahrenheit 451. Ci è riuscito magnificamente anche con questo popolo autunnale, dove sono la magia, l’horror, e l’irrazionalità che per noi magia e horror comportano a farla da padroni.


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Si dice che, con il finire dell’estate e il diminuire delle temperature, aumenti la voglia di mangiare. Allora andiamo con 2 libri su cibo e cucina...




 * Inzuppiamoci!Katia Brentani: zuppe e autunno sono un connubio perfetto. Ho scelto questo libro per il bell’abbinamento detto e perché non si limita a essere un libro di ricette. Innanzitutto uno sguardo alla gloriosa storia della zuppa, che non è mancata neanche agli antichi. Poi attenzione alle storie popolari, che con la cucina vanno sempre a braccetto. Aggiungiamoci i tipi, i generi di zuppa esistenti, alcuni difficilmente sentiti nominare. E poi, siccome non viviamo solo di parole, passiamo alle ricette. Basta a parlà, e pensamo a magnà.

* La cucina di Bahia, Jorge Amado e Paloma Jorge Amado: grande scrittore sudamericano (lo “conobbi” con Dona Flor e i suoi due mariti, consigliatomi dal mio professore di liceo), Jorge Amado, che alla cucina non ha mai riservato un ruolo di second’ordine nei suoi romanzi. Paloma è sua figlia, che ha pensato bene di raccogliere la cucina disseminata dal padre con la penna. E abbiamo perciò un libro in cui a guidarci nell’operare sul tavolo da cucina è uno scrittore che del cibo ha fatto una passione.
Nella Cucina di Bahia ritroviamo i piatti che i personaggi di Amado hanno preparato e consumato, piatti tipici del posto, qua raramente sentiti nominare, come il vatapà, o piatti più comuni, come un buon cosciotto al forno.


* La vita della nostra mente, Edoardo Boncinelli: che di genetica Boncinelli possa parlarne, non c’è dubbio. Che lo faccia riuscendo non solo semplice ma anche coinvolgente, magari uno non lo sa e può capirlo con questo libro. Che ci succede nel corso della vita, parlando di cervello? Com’è appena nasciamo, e come cambia nel tempo? Cosa ci manca da neonati, di cosa ci muniamo crescendo? E che c’entra una delle nostre cose che più sembrano sfuggire alla scienza, cioè l’innamoramento, con lo sviluppo strettamente biologico del cervello? Ecco, Boncinelli racconta tutto questo, e pure di più.

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sabato 5 ottobre 2013

Tribù, squadre e gruppi di... Librofili...

Ieri sera ho partecipato alla presentazione del libro di Mariapia Veladiano 'Il tempo è un dio breve'.. L' incontro con l'autrice rientra nel Progetto  ' OTTOBRE, PIOVONO LIBRI ..A MAROSTICA' , ed è stato bello vedere quante associazioni culturali e amanti di libri hanno aderito a questa Manifestazione.. Un bellissimo Gruppo di appassionati.. 

La recensione di oggi parla proprio di:
 Squadre e Tribù...



Squadre piccole o immense

È di un italiano, giovane, la prima squadra da schierare. Giuseppe Rizzo è siciliano e della Sicilia ha scritto, con uno scopo: far fuori i luoghi comuni che la dipingono. Così, in Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia, tre trentenni inviperiti dall’ennesimo fattaccio fanno gruppo contro “le minchiate”, contro il silenzio e i pidocchi, che sono i mafiosi, e chi se li tiene. E non s’intimoriscono neanche nel demolire Camilleri, Il Gattopardo e Pirandello.
È di un altro italiano, stavolta padovano, la seconda squadra in campo. Matteo Righetto ha sempre avuto il debole per la capacità del western di essere amorale e bestiale e allo stesso tempo ironico e a volte comico. Così ha scritto Bacchiglione Blues, dove c’è da liberare una donna da tre delinquenti, e a farlo non è altro che un team di banditi, seguendo una scrittura veloce che mischia thriller, western, pulp e noir. In un Nord Est asprissimo.
Non è di un italiano, ma di un bulgaro, la terza squadra messa in ballo: Georgi Gospodinov. In Fisica della malinconia un giovane è colpito da “empatia patologica”, ovvero riesce a sentire, veramente, le sensazioni degli altri, che si tratti di un insetto, suo padre o sua madre mentre lo sta partorendo. Che succede? Succede che alla fine, attraverso di lui, lo sentiamo pure noi tutto quello che sentono gli altri. E si arriva al punto che diventiamo un po’ un tutt’uno tutti quanti. Una grossa, una squadra immensa.


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Robe da tribù

Ora stiamo in tribù. Crow è il nome di quella d’indiani d’America che tuttora sopravvive nel Montana. Pretty Shield fu una di loro. Frank B. Linderman, che di quei luoghi imparò a essere habitué, la intervistò, attraverso il linguaggio dei segni, e ne scrisse la biografia. L’infanzia minimale e naturale tra i bisonti, i compiti e i figli numerosi, la per noi ignota attività da guaritrice, per la quale i membri della sua tribù la ricambiavano con cibo, tabacco, o denti d’alce. E poi la fine, o quasi, di tutto.
Nei Pensieri selvaggi a Buenos Aires di Arbasino, le tribù invischiate sono quelle dell’Amazzonia di cui scrisse Lévi-Strauss in un famoso saggio. È stato questo il punto di partenza del suo viaggio in Sud America nel 2008, di cui questo libro è il diario. Se circa settant’anni prima cozzavano popolazioni indigene e ricconi metropolitani ostentatori, nell’America Latina di Arbasino troviamo decadenza generale, riti mondani, riferimenti culturali, un dialogo con Borges, e la garanzia dell’occhio arguto dell’autore.




venerdì 4 ottobre 2013

IL CANTO DEI GRILLI CHE TOGLIE I PENSIERI... Le Poesie di Sergio G. Mocellin- Incontro con l' Autore




Le Poesie di SERGIO G. MOCELLIN
Incontro con l' Autore
Giovedì 17 Ottobre 2013 ore 20,30 

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Come può la poesia stimolare sentimenti ed emozioni sempre
nuove e sorprendenti?

La risposta in questo libro la dà Sergio donandoci non semplici
parole ma profondo sentire.
Lo sguardo attento e a volte religioso posto sulla realtà e il
suo divenire, ci conduce in queste pagine a riappropriarci di
suoni, colori, profumi che convengono al cuore dell’uomo.
Arrivano all’anima queste parole e all’anima ricordano cosa
vada assaporato nella vita: un silenzio, un tramonto o una
timorosa margherita.
Con le proprie riflessioni l’autore transita il muro dell’ipo-
crisia e del perbenismo interrogandosi, a volte col sorriso,
riguardo il progresso, internet e persino i ruoli assunti da
uomini e donne nel gioco di coppia.
Se queste poesie muovono l’interesse, la curiosità, il piacere
e la tenerezza di un mondo che appartiene ad ognuno di
noi, allora, leggiamole, piano, una alla volta, lasciando che
ridestino le nostre stesse emozioni per ritrovarsi ad ascoltare
anche noi “il canto dei grilli che toglie i pensieri”.

Michela Salvato


Sergio Giovanni Mocellin nasce a Bassano del Grappa il 18 gennaio del 1946.Ha iniziato a scrivere le sue prime poesie in terza media. Ed ha scritto fino a quasi trent’anni. Poi fino ai sessanta più nulla. L’opera giovanile è andata quasi completamente e senza rimpianti perduta. Ha ripreso a scrivere circa sei anni fa.Il libro 'll canto dei grilli che toglie i pensieri' è frutto di quest’ultimo, periodo.Da alcuni anni è membro del gruppo “Amissi de ‘a poesia Aque slosse” di Bassano del Grappa.

  

giovedì 3 ottobre 2013

Vecchi & Nuovi... Recensioni di Ottobre..




* Voglio solo ammazzarti, Stefano Piedimonte: l’autore è giovane e questo è il suo secondo romanzo. Il primo, Nel nome dello Zio, vedeva protagonista appunto lo Zio, boss della camorra. Voglio solo ammazzarti ce lo fa ritrovare, però in carcere. Per poco, a dir la verità, visto che, nonostante se la passi più che bene lì grazie ai soldi che ha, decide di evadere per trovare chi ha avuto la cattiva idea di tradirlo.
Piedimonte scrisse questo secondo episodio dello Zio prima ancora che il primo venisse pubblicato, perché sentiva che quel personaggio aveva ancora da dire e fare qualcosa.

Qual è la caratteristica principale dei libri e del pensiero di Stefano Piedimonte? L’ironia, per la convinzione che della camorra, oltre che parlarne (che sia attraverso un saggio o un romanzo fatto di sola finzione), bisogna riderne, perché “i boss sono spesso personaggi ridicoli, goffi, che non hanno nulla di eroico né di affascinante, anzi si prestano molto di più a essere parodiati piuttosto che mitizzati”. E ancora: “La considerazione di cui godono questi personaggi è basata tutta sul timore che infondono ma se si riesce a far capire che oltre a essere capaci delle più basse nefandezze sono anche dei coglioni sarà anche più facile non subirne alcuna fascinazione”.

* Vedo, l’ammazzo e torno, Marco Giusti: sottotitolo Diario critico semiserio del cinema e dell’Italia di oggi. Ed è così, cioè il nuovo libro di Marco Giusti, che è noto soprattutto come autore televisivo di programmi quali Blob e Fuori Orario, e critico cinematografico piuttosto diretto e dal linguaggio per niente elitario, il nuovo libro di Marco Giusti, dicevo, si muove tra le sale cinematografiche dell’intera penisola (raccontandoci anche i tragitti improbabili per arrivarci), tra i film dell’ultimo periodo che il cinema ci ha offerto, e da qui arriva a un ritratto impietoso dell’Italia che vi gravita attorno.

*Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi: non ha bisogno di tante presentazioni. Romanzo d’esordio di Brizzi, romanzo che narra la sete di evasione di un diciassettenne bolognese dagli schemi a cui l’ambiente sociale in cui è nato e vive lo richiama. E poi quello che si ha da diciassettenni: la cotta, certe droghe, la scuola, entusiasmo per la scoperta di canzoni, libri e film.

-*Aldilà del tendone, Max Maestrello: per l’editore Zandegù, Maestrello ci porta in un luogo insolito: il cimitero dei circensi che si trova a Bussolengo, alle porte di Verona.
C’è da tranquillizzarsi: il racconto è tutt’altro che funebre. Ha note liriche a tratti, e pure divertenti.


*Tre romanzi firmati Simenon:

 L’angioletto: al centro un bel personaggio, un bambino che ha la passione dell’osservazione, in particolare di cose a cui gli altri, invece, tendono a dare poco importanza. È un bambino abituato ad avere in faccia miseria e sessualità sin da piccolissimo. Poi cresce, e diventa un pittore 

La casa sul canale: la protagonista ha 16 anni, l’infanzia, lei, l’ha già passata. E con l’infanzia alle spalle subentrano atteggiamenti e voglie un po’ torbidi, a volte lascivi, che in chi le sta intorno scatenano sensazioni e reazioni fosche e magari violente 
Pioggia nera: è un bambino a parlarci, ma il centro d’attenzione si sposta ben presto, e più volte, creando un romanzo che si affaccia su più mondi esterni e interiori, fino a far ricongiungere i pezzi che ha via via trattato. Tra un fanciullo da un lato della strada, un altro dall’altra, una zia che provoca repulsione, e un mistero che appartiene a una casa.

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giovedì 26 settembre 2013

Presentazione del libro: 'GURU PER CASO' con gli autori Demetrio Battaglia & Alessandro Zaltron



Presentazione del libro:
 'GURU PER CASO' 
con gli autori Demetrio Battaglia & Alessandro Zaltron
la lettrice Anna Branciforti
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Giovedì 10 Ottobre 2013, ore 20.30 
*L'incontro si terrà presso la Chiesetta di San Marco, Marostica*

 

"Guru è chi non si stupisce di nulla, perché tutta la vita scorre dentro di lui, contraddizioni e assurdità comprese."

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'Guru per caso'
Guido Ghiri è un impiegato di quart’ordine in una grande ditta di elettrodomestici e sta attraversando una fase piuttosto critica della vita: appena lasciato dalla fidanzata, è stato superato nella gerarchia aziendale dal solito pivello che – fresco di laurea – gli soffia il posto a cui ambiva da anni. In un giorno qualsiasi, quello che sembra essere un banale episodio cambierà invece il corso della sua vita.
Per un caso fortuito, salva dalle ruote del tram il rampollo di una famiglia molto in vista, meritandosi la protezione del potente onorevole Rizzi Tiroldi e della sua affascinante moglie. Parallelamente, una serie di circostanze convergono nel far ritenere Guido dotato di “speciali poteri”.
Dapprima perplesso, inizia a crederci e intraprende una carriera di successo come guru-guaritore.
Guido capisce che a cambiarci non sono soltanto le cose che facciamo, ma anche e soprattutto il modo in cui ci vedono gli occhi degli altri approdando a una nuova consapevolezza sui rapporti umani e sul senso dello stare al mondo. Una storia che, con leggerezza, punta il dito sull’universo dei “finti guaritori”, e allo stesso tempo regala una divertente dimostrazione di come la vita non smetta mai di sorprendere.


Gli autori:

ALESSANDRO ZALTRON Scrive di professione da oltre vent’anni. Con Zero91 ha pubblicato Manuale per i(n)felici amanti, prontuario ironico per sopravvivere sia in coppia che senza. Tra i libri più recenti, i romanzi ¡Viva Maria!, Riceviamo e volentieri, e la guida semiseria Crociera e delizia. Suoi racconti sono editi in varie antologie. Esperto di temi amorosi, cura la fan page Cronache Sentimentali, dove pubblica gli amorismi (aforismi d’amore). Ha ideato e conduce la trasmissione radiofonica Parlami d’amore.

 DEMETRIO BATTAGLIA Nasce a Bassano del Grappa nel 1967, dove vive e lavora come consulente informatico. È stato per 12 anni speaker radiofonico in una trasmissione di filosofi a e studio comparato di religioni e mitologia. Da anni coniuga le sue passioni tenendo conferenze su queste tematiche per l’associazione Esperya e scrivendo racconti e romanzi high fantasy. Dal 2006 a oggi ha pubblicato Gli Albori, trilogia di racconti lunghi, e I Veggenti di Arkhesya, trilogia di romanzi fantasy ambientati nel mondo di Arkhesya. 

i siti:
( A. Zaltron) 

( D. Battaglia)



mercoledì 25 settembre 2013

Incontro con l' Autrice: MARIAPIA VELADIANO




Presentazione del libro 
"Il tempo è un dio breve" 
con l'autrice Mariapia Veladiano
 ** 4 ottobre 2013 Marostica (VI). Alle 20.15 alla Chiesa di S.Marco **



Mariapia Veladiano è nata a Vicenza. Laureata in Filosofia e Teologia, ha felicemente insegnato lettere per più di vent'anni e ora è preside a Rovereto.
Collabora con "Repubblica" e con la rivista «Il Regno». "La vita accanto", pubblicato con Einaudi Stile Libero, è il suo primo romanzo, vincitore del Premio Calvino 2010, e secondo al Premio Strega 2011.
Nel 2012 ha pubblicato, ancora con Einaudi Stile Libero, "Il tempo è un dio breve". Nel 2013 è uscito un piccolo giallo per ragazzi, "Messaggi da lontano", con Rizzoli. 


"L'adolescenza sorprese a tradimento la mia vita e la schiantò con la furia indifferente e sciatta di un uragano, senza che nessuno se ne accorgesse. Avevo già perso Lucilla allora, o almeno lo credevo, e anche la maestra Albertina, che aveva lasciato il posto a una schiera di professori cinerini dalla voce secca come un frustino, che chiamavano gli studenti per cognome confondendoli come i pedoni degli scacchi e come i pedoni li spostavano qua e là per la classe ogni volta che nasceva un brusio ritenuto sedizioso".
'La vita accanto'




"IL TEMPO E' UN DIO BREVE" 
(Einaudi Stile Libero)
C'è una donna che ripercorre la sua vita per arrivare al mistero del presente. C'è un amore che finisce e un altro che nasce, da difendere contro l'ombra del male che lo precede, l'ombra di tutti i mali, la morte. E se questo male investe un bambino allora una voragine si allarga sotto di noi. È possibile la lotta, come contro l'angelo, che è Dio. È forse possibile uscir feriti ma salvi e con un nome nuovo scritto nella propria storia e così forse un'altra vita ci aspetta. È questo il sogno di ogni amore. Che non finisca. O è solo una promessa. Ma una promessa è molto più potente di un sogno. In un paesaggio di neve e di incanti la protagonista, in compagnia del figlio, incontra un uomo; il male per un momento è confinato alla sua dissolvenza, costretto dalla forza tutta umana dell'amore che diventa divino nella potenza di un'ostinazione necessaria. Ci è stato dato e non può più morire. E quelli che ci hanno amato, tutti intorno a noi come alberi, colonne di un cielo silenzioso, con chiome piegate dalla bellezza della neve, a raccontarci l'eterna storia dell'amore: insieme è nulla la paura. Insieme è nulla la paura.
 
http://www.mariapiaveladiano.com/ 
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martedì 24 settembre 2013

Seminario: I 5 ELEMENTI ...



TERRA, FUOCO, ARIA ACQUA E LEGNO sono, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, gli elementi fondamentali che compongono tutte le strutture materiali e gli insiemi organici.
Ogni elemento rappresenta un genere fondamentale di energia e di coscienza che agiscono in ognuno di noi.
Tutti gli elementi in misura variabile si trovano in ogni essere umano e concorrono a formare la sua struttura fisica, organica, psicologica, emozionale.
Comprendere come essi siano presenti all’interno di ognuno di noi ci aiuta ne
l perseguire la strada della salute e del benessere in sintonia con l’universo attorno a noi , con le stagioni e con le fasi della vita.
Le serate vogliono spiegare cosa sono i 5 elementi, come si rappresentano all’interno di ognuno di noi, quali organi coinvolgono e come essi determinino le nostre risposte emozionali all’ambiente in cui viviamo e offrono strumenti pratici per avvalersi della loro energia nel “rimettere ordine” nelle nostre vite!






 
*Seminario tenuto da Elena Pozzan
Elena Pozzan operatrice del benessere, da oltre 15 si occupa di filosofia del benessere e massaggio. Ricercatrice e Life Coach in continua evoluzione ed espansione pone l'attenzione su tematiche evolutive e comunicative che possano migliorare la vita di ognuno di noi..

 





Ciclo di 5 serate a entrata libera :
9 OTTOBRE 2013.... 20,30
20 NOVEMBRE 2013.... 20,30
11 DICEMBRE 2013...20,30
15 GENNAIO 2014 ...20,30
12 FEBBRAIO 2014... 20,30

sabato 21 settembre 2013

Recensioni di metà Settembre...





Mani sporche
Matvejević è riuscito a narrare la storia dell’uomo attraverso il modo in cui quest’uomo ha fatto il pane nel tempo. Dopo una ricerca minuziosa durata vent’anni, ha messo in moto anche lui le proprie mani scrivendo Pane nostro, dove capiamo che quel cibo tanto quotidiano ha avuto significati e modi d’esser consumato importanti e che ci condizionano ancora oggi. Nicolai Lilin, invece, su di sé porta scritta la propria di storia, non quella dell’intera umanità. La propria, e di una tradizione antica a cui è appartenuto nascendo in una terra in cui diventare criminale o no non era una scelta. I criminali siberiani di cui ha fatto parte, e di cui parla in Storie sulla pelle, sono soliti usare le mani per uccidere ma anche per tatuare i loro compagni, e “chi tatua è una sorta di sacerdote e psicanalista che accoglie le confidenze di chi ha di fronte”. Oggi Lilin guarda il proprio corpo e legge ciò che è stato e ha fatto.

Nei Fantasmi del cappellaio di Simenon, di artigiani ce ne sono due: un cappellaio e un sarto. “Erano solo due commercianti con i negozi l’uno di fronte all’altro”. Siamo sicuri? No, e abbiamo conferma di come con Simenon si abbia un giallo magistrale che supera i confini del genere. C’è il serial killer che scrive ai giornali, sì, ma soprattutto c’è un sarto che via via ha il cappellaio come propria ossessione, e un cappellaio che a sua volta dal sarto sempre più dipende, fino a perderci la testa.


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Due vip: uno aspirante e l’altro affermato
Infine due noti artigiani. Il primo in questi giorni è a tema con Milano. Ottavio Missoni cominciò in un capannone in affitto con la moglie, lavorava i tessuti che diventavano maglie, escogitava tecniche singolari e strapazzava l’uso solito dei colori. Voleva andare contro le regole, e un giorno è diventato moda. Da lì la fama e l’impero. E una Vita sul filo di lana, che dovette alla testa messa in moto, e alle mani che quella testa la misero in pratica.
Secondo vip, il figlio di un falegname. Un uomo semplice, che semplice voleva restare. E invece no, Dio s’è messo in testa che era il Suo, di figlio, e non del falegname. Ma con le tentazioni, e la voglia di amare una donna e d’essere un semplice artigiano come il padre che si fa? Niente. Ci si ripensa una volta in croce, e s’immagina come sarebbe stato, concedendosi un’ultima tentazione. Che è poi L’Ultima tentazione di Cristo, per cui Kazantzakis è stato tanto attaccato.


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sabato 14 settembre 2013

AMARCORD...


Ne avrai uno pure tu, di momento d’infanzia che ricordi nitido in immagine. Il mio è questo: appena uscita dal parrucchiere, mio padre che s’inginocchia di fronte a me e mio fratello, ci guarda e dice: “Vediamo un po’ quanto siamo belli”. C’è da precisare qui che la parrucchiera si chiamava Claudia, ed era in realtà una barbiera, ed era dunque specializzata in tagli maschili, e che io ero appena uscita dal suo salone con un taglio alla Ridge Forrester, da quanto ricordo. Perciò mi viene il dubbio che mio padre, almeno nei miei confronti, fosse leggermente ironico.
Non so perché è rimasto impresso in me quell’istante in particolare, non ne ho idea. Però c’è. Chiaro come fosse adesso.
E oggi parliamo di libri che fissano momenti, vite, eventi.



Vite intere, o quasi

Biografia e autobiografia: due modi letterari di fissare ciò che è stato. Alla prima s’è dato Sepúlveda con Ritratto di gruppo con assenza, dove l’immortalare è doppio: da una parte è quello di una foto scattata in un tempo ormai andato e da cui prende il via la serie delle 25 storie che il cileno ci narra, dall’altra si dice la vita di chi di quelle storie fu protagonista, che Sepúlveda amò e che pensò valesse la pena immortalare.
All’autobiografia s’è consegnato Oliver Sacks con Zio Tungsteno. Dopo aver registrato narrando tantissimi casi di assurde devianze del cervello umano, lui, che è neurologo famoso ovunque anche per la sua capacità di scrittore, ha deciso di fissare la sua, di fissazione mentale: quella che da bambino lo portava a una mania per i metalli. Fino a un episodio cruciale, che lo condusse al mestiere che l’ha reso giustamente celebre.
David Foster Wallace non l’ha mai scritta un’autobiografia, una biografia gliel’hanno scritta da poco, e siccome è uno scrittore di cui in molti sentiamo la mancanza, si è voluta fissare e mantenere con noi la sua presenza anche con un libro d’interviste e discorsi appena uscito: Un antidoto contro la solitudine, che è un ottimo modo di conoscere Wallace se non lo si conosce già, e un ottimo modo di approfondirlo se lo si è già provato e non se ne ha abbastanza (ed è il mio caso).

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Un momento soltanto

Anziché un’intera vita, si può fissare un momento. DeLillo ne ha preso in mano uno delicato di memoria collettiva in Libra: l’assassinio di Kennedy. Ma per poter arrivare a fissare con la parola letteraria quell’evento, ha immaginato ciò che l’ha preceduto e che l’ha causato. Un misto di volontà e caso. Da una parte l’esistenza quotidiana del presunto assassino Oswald, dall’altra le trame di ex agenti della Cia e d’individui scuri. Fino a quel memorabile (e memorizzato da una telecamera) 22/11/1963.
In Boy A invece è un momento del passato a fissare il presente. Due bambini uccidono una bambina. Delitto atroce. Uno dei due bambini cresce e esce nel mondo reale dopo la prigionia prevista dalla pena. Ma quella macchia passata, siamo in grado, noi che gli stiamo attorno, di lasciare che se la lavi via del tutto? Partendo da una storia vera, Jonathan Trigell riesce a far vacillare qualsiasi barriera morale pensiamo di avere.