Tutto questo m’è successo ieri mattina, e ho ancora la faccia contratta all’idea dell’ultimo dettaglio...!
Andiamo con cinque libri in cui s’incontrano i vicini.
Quartieri interi
Jonathan Lethem ha fatto luce non su un Paese ma su un quartiere. Quello in cui è cresciuto, a Brooklyn, quando la divisione bianchi-neri era stridente. La fortezza della solitudine narra questo tipo di vicinato, e quella dimensione interiore, di quando sei bambino ed esci con gli amici del quartiere, i pomeriggi sono infiniti, e ci sono amicizie che non hai neanche il sospetto possano finire. Poi la musica, le droghe, i fumetti. Ma pure tanto altro, davvero.
Cosa succede in Pioggia nera te lo spiega un bambino. O meglio, i ricordi di un adulto di quand’era bambino, abitava in un piccolo bilocale, era costretto a dividere lo spazio con un essere odiato, guardava dalla finestra una piazza in cui ne succedevano di ogni, e captava gli occhi del bambino che viveva di fronte, in una casa, si scoprirà, coi suoi bei problemi. È un romanzo magnificamente costruito da Simenon, che fa ballare chi legge da un punto di vista all’altro, e da un lato all’altro della strada.
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Restringiamo il campo
Marina Palej, scrittrice russa, ha reso il tutto ancora più ristretto: abbiamo un unico appartamento e due coinquilini. Mike e Klemens . Mike che ospita Klemens, e poi se ne invaghisce, come un maniaco, lo segue, lo aspetta, lo fotografa. Ma l’altro nelle foto non viene bene, come fosse un fantasma o un’entità non umana. Ci viene il dubbio allora che qualcosa non quadri. Chi è ‘sto benedetto Klemens? La Palej è brava a incastrare le storie, a passare dall’alto al basso nei toni e negli scenari, e a seguire il delirio di Mike e il mistero di Klemens.
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