sabato 16 novembre 2013

Secondo appuntamento del Seminario: I 5 ELEMENTI- con Elena Pozzan


MERCOLEDI' 20 NOVEMBRE 2013, 
ore 20.30
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TERRA, FUOCO, ARIA ACQUA E LEGNO 
sono, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, gli elementi fondamentali che compongono tutte le strutture materiali e gli insiemi organici.
Ogni elemento rappresenta un genere fondamentale di energia e di coscienza che agiscono in ognuno di noi.
Tutti gli elementi in misura variabile si trovano in ogni essere umano e concorrono a formare la sua struttura fisica, organica, psicologica, emozionale.
Comprendere come essi siano presenti all’interno di ognuno di noi ci aiuta nel perseguire la strada della salute e del benessere in sintonia con l’universo attorno a noi , con le stagioni e con le fasi della vita.
Le serate vogliono spiegare cosa sono i 5 elementi, come si rappresentano all’interno di ognuno di noi, quali organi coinvolgono e come essi determinino le nostre risposte emozionali all’ambiente in cui viviamo e offrono strumenti pratici per avvalersi della loro energia nel “rimettere ordine” nelle nostre vite!

*
seminario tenuto da Elena Pozzan
Elena Pozzan operatrice del benessere, da oltre 15 si occupa di filosofia del benessere e massaggio. Ricercatrice e Life Coach in continua evoluzione ed espansione pone l'attenzione su tematiche evolutive e comunicative che possano migliorare la vita di ognuno di noi..




* Prossimi incontri:
11 DICEMBRE 2013...20,30
15 GENNAIO 2014 ...20,30
12 FEBBRAIO 2014... 20,30

Incontro informativo gratuito: "PORTARE I PICCOLI"- Marostica con l'istruttrice 'Portare i Piccoli'- CLAUDIA VEDOVELLO


Incontro informativo gratuito: 
"PORTARE I PICCOLI"- Marostica
con l'istruttrice 'Portare i Piccoli'- CLAUDIA VEDOVELLO



Incontro introduttivo per genitori al tema del portare i bambini e al suo significato nella relazione della coppia madre-bambino e bambino-papà.
L’incontro si propone come un’apertura verso questo approccio in assenza di una cultura occidentale a cui fare riferimento e quindi come un aiuto per poter scegliere in modo consapevole e informato come e se portare il proprio bambino.
- Significato biologico del portare
- Benefici del portare (per il bambino e per chi lo porta)
- Come portare in sicurezza
- Presentazione e spiegazione dei vari supporti ( fascia lunga, fascia ad anelli, mei tai, marsupio ergonomico, fascia elastica)


L’incontro è gratuito e per le persone interessate si organizzano corsi di gruppo e consulenze individuali per imparare a portare davanti, sul fianco e sulla schiena.
E’ tenuto dall’istruttrice certificata Portare i Piccoli® Claudia Vedovello.



Per partecipare si chiede gentilmente di inviare la conferma della presenza alla mail:          claudia_vedovello@hotmail.com 
o con messaggio privato su facebook specificando: se hai già portato, quanti bimbi hai o se sei una mamma in attesa.





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Soldi, soldi e Recensioni....


Immaginati a un’asta, immagina che ti piazzino di fronte un quadro mastodontico di cui si può dire ad esempio che è un capolavoro e basta. Immagina che ti chiedano 85 milioni di dollari per portartelo a casa. E immagina che qualcuno sostenga di averne di più, e qualcun altro alzi ancora la posta, e un terzo rilanci, un quarto vada oltre, e così via, fino a quando non risuoni nell’aria tesa della stanza la cifra “centoquarantadue milioni e quattrocentomila dollari”. È quello che è successo pochi giorni fa con il trittico di Francis Bacon Three Studies of Lucian Freud, che ha spodestato L’urlo di Munch dal trono dell’opera d’arte più costosa mai venduta all’asta. 
142,4 milioni di dollari
 è una quantità di soldi di cui non riesco ad aver coscienza. Resta una cifra scritta. Oggi ho voluto cercare di dar più consistenza al denaro abbondante. Con cinque libri.



Esempi e guide 
John Pierpont Morgan avrebbe potuto comprare quel trittico senza batter ciglio. Infatti d’opere d’arte, volumi antichi e belle cose si circondò. I musei di New York ancora ringraziano. Hans Tuzzi in Morte di un magnate americano ha ricostruito gli ultimi 10 giorni di vita di questo ricco esagerato, che all’America diede pure un’ancora di salvezza e floridi futuri sviluppi. Uomo d’affari granitico, Tuzzi lo coglie nel momento in cui non è concesso a nessun uomo rifiutare di desistere.  
Mohsin Hamid ha scritto un libro per aspiranti Morgan. Hai presente quei manuali di auto-aiuto che ti dicono “puoi farcela, devi credere nelle tue possibilità?”. Ecco, Hamid ne ha preso lo stile per farne un romanzo divertente e intelligente. Si rivolge a un tu generico, in un luogo anonimo, perché quell’Asia emergente del titolo lungo potrebbe essere in realtà qualsiasi luogo. Capitolo dopo capitolo ti dà dritte per arricchirti immensamente, gestire l’amore ed elevarti socialmente. Ma è davvero questo che vuole insegnarti? 
C’è poi chi ci sta già, in un ambiente ben agiato. Come la Bella di giorno di Joseph Kessel. Bellissimo libro che da molto non veniva pubblicato, per fortuna è tornato. La bella Séverine è la moglie di un chirurgo, frequenta gente abbiente ed elegante, e di giorno, dalle 14 alle 17, è una prostituta. Quando arrivarono polemiche per il contenuto del romanzo, Kessel rispose: “Bella di giorno espone il dramma dell’anima e della carne. Non parlare altrettanto liberamente dell’una come dell’altra, mi pare impossibile. 

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Risparmio e spreco 
Ora tutti fuori dalla fiction. Paolo Legrenzi è uno psicologo. Che c’entra col denaro? ti chiedi? Ebbene, c’entra, perché il signor Legrenzi da un po’ di tempo proprio su quello, psicologicamente parlando, s’è focalizzato. E ha scritto I soldi in testa, che, ci tiene a precisare, “non è un libro di economia”. I soldi in testa ci fa vedere “cosa succede alla nostra mente quando ha a che fare con i soldi”, e dove sbaglia, se i soldi, prima di tutto, vuole risparmiare. Chi fa ben altro e spreca è una certa parte dell’impenditoria italiana. E neanche i soldi propri, ma quelli degli altri. Marco Cobianchi ha studiato per anni come le industrie italiane utilizzano gli aiuti di Stato che ricevono, ed è giunto a una conclusione: “Quello che l’Italia fa è dare aiuti di Stato assolutamente inutili”. La Fiat, le fonti assimilate, Alitalia, i cinepanettoni e il film delle Winx, i campi da golf onnipresenti in Sicilia e gli skilift in montagna. In Mani bucate il panorama è vasto, la perdita dello Stato pure.

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mercoledì 13 novembre 2013

Emozioni forti... Le recensioni di Metà Novembre

   

Ti chiamo per nome, Elena Parasiliti (Terre di mezzo): l’autrice di questo libro è anche colei che qualche anno fa ha ripreso in mano Terre di mezzo, il “giornale di strada” nato nel 1994, per evitare che si smorzasse e non ricomparisse mai più. Contribuiscono a tenerlo bene in vita reporter che trascorrono fisicamente del tempo immersi in ciò di cui andranno a parlare.
Questo libro risponde a questo criterio. Elena Parasiliti ha visitato e sperimentato il modo di lavorare di 9 associazioni italiane che svolgono un compito particolare: ricucire gli strappi tra la gente. Ovvero, laddove c’è stato uno sgarro, una lite, un contenzioso, un reato anche, chi lavora in queste associazioni fa in modo di far riavvicinare i protagonisti dello strappo. Da semplici liti tra colleghi a reati sessuali, autore e vittima del torto dovrebbero cominciare o tornare a comunicare. La più vecchia di queste associazioni è comparsa nel 1995, a Milano, e si chiama Centro italiano per la promozione della mediazione.
C’è poi chi ha preso spunto dalle scuole del perdono sorte a Bogotà, chi si preoccupa dei minori che prendono brutte strade, chi è stato in carcere e gira per le scuole raccontando cos’ha fatto e come ha cercato di recuperare.

Le benevole, Jonathan Littell (Einaudi): romanzo con cui Littell si guadagnò gli onori della cronaca. La riscaldò questa cronaca, la smosse, perché il romanzo monumentale Le benevole portò in scena uno dei contenuti più forti del ‘900 e ce lo portò con incredibile ricchezza di dettagli.
Siamo tra il 1941 e il 1945, colui che ci narra la propria storia è Maximilien Aue, un ufficiale delle SS. Un uomo che, nel ricordare gli eventi attraverso cui è passato, non intende risparmiare niente. Questo significa: scene di morte bruta prive di qualsivoglia pathos; resoconto della vita burocratica fatta di riunioni e decisioni e cariche, faccende pratiche quotidiane che coinvolgono personaggi che si è soliti invece immaginare in gesti grandiosi e terribili; tratti storici e sociali del tempo; registrazione degli stati d’animo e delle trasformazioni che questi stati d’animo subiscono nel corso della carriera di Aue, dai sensi di colpa e dalla nausea iniziali all’indifferenza “non tetra, ma lieve e precisa”.
È un libro che, una volta apparso e letto, ha sollevato reazioni rumorose, sia da chi l’ha trovato uno dei più grandi testi del nostro tempo, sia da chi ha criticato Littell per aver dipinto una figura demoniaca affascinante che rischia di farci sentire vicini a certi criminali; vedi Claude Lanzmann, autore del documentario Shoa, che si è espresso così a proposito delle Benevole: “Attenzione dunque a non estrarre dalle viscere della Storia demoni troppo talentuosi, possono esercitare sul lettore un fascino assassino ad accettarli perché sono simili a noi, umani troppo umani”.
Ma Maximilien Aue, ci tiene a dirlo, non è un demonio: “Non penso di essere un demonio. Per ciò che ho fatto c’erano sempre delle ragioni, giuste o sbagliate, non so, in ogni caso ragioni umane. Quelli che uccidono sono uomini, come quelli che vengono uccisi, è questa la cosa terribile. Non potete mai dire: ‘Non ucciderò’, è impossibile, tutt’al più potete dire: ‘Spero di non uccidere’. Anch’io lo speravo, anch’io volevo vivere una vita buona e utile, essere un uomo fra gli uomini, uguale agli altri, anch’io volevo aggiungere la mia pietra all’edificio comune. Ma la mia speranza è stata delusa, e si sono serviti della mia sincerità per compiere un’opera che si è rivelata malvagia e perversa, e io ho varcato le cupe frontiere, e tutto quel male è entrato nella mia vita, e nulla di ciò potrà mai essere riparato”.
E Littell ha spiegato, a quelli che gli hanno criticato il fatto che questo Maximilen Aue non sia verosimile, che lui aveva in mente un’operazione diversa rispetto alla verosimgilianza:
“Max Aue è un raggio X che esplora, uno scanner. Effettivamente non è un personaggio verosimile. Non cercavo la verosimiglianza, ma la verità. Non vi è romanzo possibile se ci si aggrappa al solo registro della verosimiglianza. La verità romanzesca è di un altro ordine rispetto a quella storica o sociologica”.

Che cosa hai fatto, Raul Montanari (Baldini & Castoldi): Montanari è traduttore e scrittore lombardo che si è divertito spesso col noir. Ecco, Che cosa hai fatto non è noir. E anch’esso ha avuto modo di sollevare reazioni rumorose alla lettura, più che altro per le scene di sesso che nulla lasciano all’immaginazione (ok, nulla è impossibile; diciamo che le lasciano poco spazio) e che hanno fatto sì che la ricerca di un editore disposto a pubblicarlo durasse anni.
Siamo in una Milano da un volto diverso dall’attuale, e sotto un Presidente che è un dittatore. C’è gente che si ribella e protesta da una parte, e dall’altra un uomo quasi quarantenne che decide di lasciare la strada e qualsiasi cosa succeda fuori e di rifugiarsi in altri lidi. Lido che ha il nome di Beatrice e la forma di un patto: Beatrice deve fornirgli ore di piacere crescente fino al giorno del suo suicidio.
L’idea da cui Che cosa hai fatto è nato l’ha chiarita lo stesso Montanari: “Avevo in mente un’immagine semplice: un uomo si dà dieci giorni di vita e decide di provare emozioni forti prima di suicidarsi”.

sabato 9 novembre 2013

La volta buona.....


Mi è capitato di leggere in questi giorni un articolo sui ricordi della moglie di Lou Reed.  Laurie Anderson, a 61 anni, al telefono con Lou Reed, diceva: “Ci sono tante cose che avrei voluto fare e che non ho fatto”. Me n’è venuta in mente una mia. Da una decina di anni, dopo aver letto il libro di Paolo Nori , Bassotuba non c'è, La mia fissazione è stata veicolata sul bassotuba, appunto, perché lo trovo uno strumento molto 'poetico'.. (In passato la stessa voglia prese forme diverse: durante l’infanzia fu quella di uno strumento decisamente in voga tra i bambini: l’arpa (…); poi fu la volta del pianoforte, di cui ero convinta sarei diventata un asso, poi il violino e la batteria). Ma, al di là di studiare un manuale e il pentagramma, non ho prodotto una nota con le mie mani finora. Perché? Non lo so. Eppure è una delle cose che più vorrei fare adesso.
Dunque, niente, oggi parlo 

del passare all’azione
Che è quello che farò anch’io con l'idea - che covo da 10 anni, minimo- di inizare a suonare il bassotuba 
(l’ho detto eh, siete tutti testimoni). 

 

Scrittori attivi, personaggi meno

Kapuściński è stato un reporter d’enorme valore, attivo in tutto il mondo, anche in quei luoghi in cui di attivo per anni ci fu ben poco. Come in Etiopia, dove dominò Hailé Selassié, un monarca di cui il reporter scoprì vizi, manie e abitudini con le quali riuscì a cambiare tutto per non cambiare niente. Kapuściński intervistò i suoi cortigiani da cui carpì stile di vita e fissazioni del Negus, come la fede nel “principio del secondo sacco”.

Altro libro in cui chi scrive ha fatto molto e chi è personaggio agisce poco. Zhu Wen è un autore cinese che ha abbandonato un lavoro fruttuoso e certo per la scrittura, non ha lasciato la Cina e la sua censura, e s’è dato da fare per i suoi colleghi con un movimento di “Rottura”. Xiao Ding è invece l’uomo che si muove (poco) in Se non è amore vero allora è spazzatura: non compie niente, non crea sviluppi, osserva ed è statico in una realtà, quella cinese, che statico, effettivamente, non solo lui ha fatto diventare.


Nei Piatti più piccanti della cucina tatara c’è invece chi agisce troppo, agisce pure per gli altri. È la signora Rosa, che offende, manipola, s’estende in spazi non suoi. È spietata nei giudizi, è invadente nelle azioni. La figlia, “bassa che mi arrivava alle spalle, priva di forme vere e proprie (…). E per giunta (…) stupida”, è “un mostro” da indirizzare. E se le azioni che Rosa progetta deviano dalla retta via, non esiste scrupolo che tenga; ci vanno riportate.


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Suona e basta

Ora musica e azione insieme. Chet Baker, sono i suoi diari e il libro si intitola Come se avessi le ali. Baker fu un immenso trombettista jazz che la musica la mise in azione eccome, ma fu molto attivo anche in ambito di abitudini tese e droghe pesanti e perenni. C’è questo nel libro insieme al jazz, poi ci sono le donne, e certa vita inquieta, quella che finì alla finestra di un hotel di Amsterdam nel 1988.

Infine un romanzo d’esordio degno di nota: I segnalati, titolo che viene proprio dalla musica, da un’opera di Schrecker, e che sta per i deformi umani. C’è un personaggio nella bella storia di Giordano Tedoldi, il maestro Spitta-Sordello, che la musica la mette in azione scrivendola oltre che suonandola al pianoforte, e scrivendola con una particolarità, che suscita in qualcuno perplessità, e il maestro allora chiede: “Le danno fastidio le croci uncinate sull’asta delle note?”.

domenica 3 novembre 2013

Presentazione del libro 'PORTARE I PICCOLI' e incontro con l' Autrice Esther Weber




Presentazione del libro
'PORTARE I PICCOLI'
e incontro con l' Autrice
Esther Weber
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Sabato 16 Novembre, ore 18.00
Piccola Libreria Andersen
* (entrata libera) *


Da alcuni anni la modalità di portare i bambini addosso è un fenomeno in crescita anche in Italia. Questo libro chiarisce che portare, oltre ad essere una pratica antica tutt'ora presente in molte parti del mondo, è una modalità rispettosa e adatta nella relazione tra genitori e bambini proprio nella realtà occidentale e risponde in modo sicuro alle molteplici domande pratiche di chi porta. Infine offre una valutazione oggettiva dei supporti ausiliari reperibili e delle tecniche più semplici per iniziare e continuare a portare.








Esther Weber, svizzera tedesca, è madre di due bambine. Vive in Italia dal 1995. Si dedica dal 2001, in occasione della gravidanza e nascita della prima figlia, teoricamente e praticamente al tema del "portare i piccoli". Ha progettato e realizzato interamente il sito indipendente di informazione www.portareipiccoli.it . È socia fondatrice e presidente dell'associazione "Portare i piccoli", che promuove in Italia la cultura del portare attraverso l'informazione accurata ed indipendente ed una formazione di qualità. Tiene incontri informativi e corsi per genitori. È consulente per la formazione al portare ad operatori della prima infanzia.




 " Mamma,
Tu sei fortezza,
Tu sei sicurezza, Tu sei...tutto per me.
Non sei tempo che passa, non sei vento che soffia.
Tu sei il mio sostegno,
mi coccoli,
mi stringi forte, forte
e non mi lasci più. Sei rosa che sboccia
nel giardino incantato del mio cuore.
Tu sei soltanto una cosa: la mia mamma."

***
'Dedicata alla Mamma'
Poesia di Gianmarco, 8 anni.

martedì 29 ottobre 2013

Dolcetto o.. Libretto?! 5 Consigli per Halloween :-))





... Halloween ...
 .. è alle porte e, con esso, la solita diatriba sul fatto che non essendo una festa della nostra tradizione non dovremmo prenderla in considerazione. Festa o meno è un’occasione come un’altra per leggere qualcosa di particolare e, nello specifico, a tema horror, thriller o, in ogni caso, di “paura”.


Di libri del genere è pieno il mercato e ce ne sono sempre di più, quindi stilare un elenco di quali leggere può essere arduo, dal momento che ognuno ha i propri gusti e il proprio livello di “paura”. Ma io voglio provare a consigliarvi 5 titoli che rientrano tra le mie letture 'spaventose' preferite..

 
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"CARMILLA"
di J. Sheridan Le Fanu

Questo racconto dello scrittore irlandese Le Fenu, sicuramente uno dei modelli del "Dracula" di Stoker che uscirà pochi anni dopo, è una delle più inquietanti e struggenti storie di vampiri che sia mai stata scritta e allo stesso tempo una seducente e diabolica storia d'amore tra due donne.











"L'ALLIEVO"
di Patrick Redmond

“L’allievo” è un thriller psicologico di alta classe contraddistinto da un deliziosa impronta stilistica tipicamente inglese. Redmond è maestro nel narrare ciò che di oscuro pervade l’animo umano, dove sentimenti come l’odio e l’istinto di vendetta sono pesanti come lastre di marmo, dove ritmo serrato e tensione sono insostenibili fino alla sconvolgente sorpresa finale rivelatoria. Lavoro eccellente come in ogni buon thriller psicologico che si professi tale è riservato alla caratterizzazione dei personaggi che ne escono tratteggiati in maniera eccellente; probabilmente in “L’allievo” è descritto uno dei personaggi più inquietanti e crudeli che la mia mente ricordi.





RACCONTI
di H.P. Lovecraft
 
 Autore di numerosi racconti, come Dagon, Il colore venuto dallo spazio, Il richiamo di Cthulhu e L'orrore di Dunwich, e di romanzi, tra cui Il caso di Charles Dexter Ward, Le montagne della follia e La maschera di Innsmouth, oltre ad alcuni racconti in versi, non molto apprezzato dai critici del suo tempo, probabilmente perché troppo straniante, non godette mai di buona fama se non dopo la sua morte. Molte delle sue opere sono state fonte di ispirazione per artisti di tutto il mondo, nella letteratura così come nel cinema e nella musica. Infatti, uno dei maggiori studiosi lovecraftiani, S.T. Joshi, definisce la sua opera come "un inclassificabile amalgama di fantasy e fantascienza, e non è sorprendente che abbia influenzato in maniera considerevole lo sviluppo successivo di entrambi i generi".
 
 
 
"PET SEMATARY"
di Stephen King
 
In una limpida giornata di fine estate, la famiglia Creed si trasferisce in un tranquillo sobborgo residenziale di una cittadina del Maine. Non lontano dalla loro casa, al centro di una radura, sorge Pet Sematary, il cimitero dei cuccioli, un luogo dove i ragazzi del circondariato, secondo un'antica consuetudine, usano seppellire i propri animaletti. Ma ben presto la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti e dall'improvviso ridestarsi di forze oscure e malefiche.
 
 
"IL GIRO DI VITE" 
di Henry James
 
In un'atmosfera tesa e allucinante, misteriosa e ambigua, James realizza con grande maestria una delle sue opere più riuscite. Solo in apparenza una storia di fantasmi, Il giro di vite organizza e lega al suo interno una notevole quantità di temi. Asse privilegiato del racconto è però la ripetizione: i due revenants che si accampano sulla scena del romanzo non sono altro che la figura retorica dietro la quale James nasconde, e svela, il problema di ciò che ritorna, di ciò che si ripete. Attraverso l'impiego di una tecnica narrativa "sperimentale" che adotta il punto di vista dei personaggi, James anticipa i procedimenti metaletterari del romanzo del Novecento.
 
 

La casa di Alda...

Il letto sul quale si lasciò ritrarre, e sul quale sono sparsi ad arte alcuni indumenti, la scala che scendeva a fatica, la radio, il telefono, un vecchio pacchetto di sigarette, le chiavi col nastro rosso, il pianoforte, lo specchio sul quale scriveva col rossetto, in vari impeti e la scrivania con quella macchina da scrivere alla quale consegnava pensieri e dolori e che ormai portava al posto della carta una foto famosa. Tra pochi giorni ricorre l’anniversario della morte di Alda Merini, scomparsa nel novembre 2009, eppure la sua casa-museo, ricostruita in una ex tabaccheria di milano, non lontano dalla storica residenza della Merini sui Navigli e pensata come un luogo per la promozione di giovani scrittori e poeti che, almeno per il momento, non è più visitabile.
Chissà cosa ne penserebbe lei, la poetessa che aveva desiderato vedere le porte della dimora tanto amata sempre aperte su quella riproduzione commemorativa di stanze nate al pubblico il primo giorno di primavera del 2011, data di nascita della stessa Alda, scelta anche per la festa nazionale della poesia, testimonianza del continuo rigenerarsi della natura e ormai chiuse..


" La città nuova
Ecco un bianco scenario
per tratteggiarvi l’accompagnamento

degli oggetti di sfondo che pur vivono.
non ne sarò l’artefice impaziente.
Berrò alle coppe della nostalgia,
avrò preteso d’ozio nelle lacrime.."


Alda Merini
(Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1º novembre 2009)



sabato 26 ottobre 2013

Partire ...o no?

Ieri ho avuto il piacere di ascoltare una bella signora libanese raccontare di quando, giovane, se ne andò dal suo Paese e dai bombardamenti.  Mentre divideva con me dei pezzi di cioccolato artigianale (grossi quanto la mia testa), mi raccontava cosa fosse vivere nella paura e nella fuga. Fino a quando ha preso un aereo, ha cambiato i piani che la volevano in Francia, è finita in Italia, e c’è rimasta. Un Paese in cui era dovuta venire non per scelta, brutalmente, e di cui non conosceva nulla, né abitudini né lingua. Ma di questa ha avuto subito un assaggio.
In aeroporto, le prime parole in italiano che le vennero rivolte:
Ah bbbbbonaaaaaa!”.
Il significato l’ha capito mesi dopo.  

Le recensioni di oggi parlano di...
  Emigrazione. 




Definitivamente
Chi ha lasciato il Messico, in cui era nata, ed è andata a New York è Alma Guillermoprieto. Che poi però, per una delusione, s’è spostata di nuovo, stavolta a Cuba: “Mi venne offerto un lavoro nel luogo che meno mi interessava al mondo”, e lei ha accettato. Da allora non è stata più la stessa, perché s’è trasformata in giornalista e ha girato l’America Latina, tra avvoltoi, Ricky Martin, premi Nobel aspiranti governanti, polizia corrotta, narcotrafficanti, giornalisti uccisi. È tutto in Cronache dal continente che non c’è.
  Luigi Di Ruscio ha smesso di andare a scuola in quinta elementare, poi ha letto tanto, grandi autori, e a un certo punto ha sentito Fermo una trappola, è partito per Oslo, ha lavorato in fabbrica a far chiodi, ha composto poesie per cui s’è beccato le lodi di gente come Porta e Calvino, ha scritto Palmiro, il primo romanzo, in cui ha parlato della sua partenza e del suo lavoro, poi pochi anni fa ha scritto il secondo, che si chiama L’allucinazione , ed è tra i miei consigli del mese.

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Temporaneamente
Adesso località di villeggiatura, turismo, viaggi temporanei. Prima in montagna. Il titolo farebbe pensare piuttosto alle partenze definitive appena viste, invece Gli addii , un bel libro dell’uruguaiano Juan Carlos Onetti, che altrove è più che noto, porta un più o meno quarantenne in un paesino di montagna soltanto per curarsi. O meglio, dovrebbe curarsi, ma sembra restio. Noi lo osserviamo, nel suo appartarsi, con gli occhi del droghiere del posto, che ci fa sentire pure falsità e opinioni degli abitanti a lui vicini, e sbirciare lettere destinate a quell’uomo avverso alla compagnia.
Infine il mare. Manduwoc è una località balneare turistica, dove il turismo è scemato anche a causa delle chiacchiere di Luane Devor, di cui una cosa è certa: sta per essere ammazzata. E chi la circonda, e la detesta, sarà a noi che si rivolgerà per fornirsi un alibi. Vita da niente è arrivato ieri in libreria, Jim Thompson. Un uomo che in vita ha tribolato e tribolati sono i suoi personaggi, mai limpidi.




giovedì 24 ottobre 2013

.. ma tu sei Felice?

MA TU SEI FELICE? Un' indagine sulla Felicità

di Daniela Gambino

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Cosa rispondereste alla domanda: “Ma tu sei felice?”. Nel suo libro Daniela Gambino ci conduce tra i sentieri di un'affascinante indagine.

Ma tu sei felice? Una domanda a cui non è certamente facile rispondere per mille motivi. Eppure è una di quelle domande cruciali della vita di ognuno persona. A questo interrogativo cerca di rispondere Daniela Gambino nel libro Ma tu sei felice? Un’indagine sulla felicità in libreria per le Edizioni di Passaggio.

"...Vi siete mai chiesti quand’è stata la prima volta che avete sentito la parola felicità? Che qualcuno vi ha domandato se eravate felici, l’esatto istante in cui questo concetto è entrato nella vostra vita ed è diventato primario, fondamentale? Una specie di traguardo. Un orizzonte mobile, come quando sei al mare, e nuoti, nuoti, ma non arrivi mai. L’orizzonte sembra una riga avulsa ad ogni tuo tentativo di avvicinamento. Rammentate quando la felicità è diventata un dovere, uno dei tanti della vostra tabella di marcia, insieme a quello di lavarsi i denti e di mangiare le verdure?"

L’autrice conduce la propria indagine su un duplice binario: quello delle esperienze personali di ogni persona e quello delle varie teorie che nel corso del tempo hanno cercato di fornire una qualche risposta alla felicità dell’uomo e della donna.

L’indagine di Daniela Gambino si snoda lungo tredici capitoli (il primo è l’introduzione) e una conclusione, in cui si analizzano i vari aspetti che, secondo la concezione comune, sono indici di felicità: amore, sesso, denaro, bellezza, stabilità, cibo.

Uno degli aspetti interessanti di questo libro, a mio modo di vedere, è il fatto di avere alle spalle una lunga ricerca svolta anche in quei nuovi aeropaghi che sono i social network: si sente a ogni riga che Daniela Gambino ha cercato di capire cosa significasse per gli altri – ma prima di tutto per se stessa – essere felici. Lo confessa lei stessa:

"..Il concetto multiforme di felicità intorno a me dilagava: post sui social media, tipo Facebook, infestato da massime e frasi, un fiorire di app per smartphone, ricerche scientifiche di università sparse per il mondo, un festival. Ricette di felicità di qua e di là."

Per poi continuare:

..."Questo libro trabocca del mio amore per la lettura e per la letteratura, di tutte le voci che ho cercato e spiato prima di trovare la mia. Di tutto l’amore puro per una cosa tanto indefinibile e personale come il processo di scrittura. Dedico questo libro a quanti credono che non saranno più felici nella vita. Non sarà così, tornerà, la felicità, e a quel punto saprete riconoscerla e comportarvi di conseguenza (persino ignorarla se avete fatto dell’infelicità il vostro personale eden)."



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