martedì 9 luglio 2013

Consigli di Lettura per questo Luglio di Sole... ☼


Andiamo subito con i primi 5 consigli per il mese di Luglio, che ci ha fatto la grazia di farci finalmente vedere pienamente l’estate...



 * Vita di un libertino, Ihara Saikaku: dell’editore ES, e questo è il primo romanzo di Saikaku, che è stato un autore giapponese importantissimo di qualche secolo fa, ma a leggerlo non s’avverte la polvere degli anni . Vita di un libertino segue dall’infanzia ai sessant’anni Yonosuke, che in tenera età punta alla domestica, e da lì in poi non troverà mai pace per i suoi sensi. Fino alla fine, quando ambirà a un luogo che, per uno come lui, è una sorta di paradiso in terra.

** Il giro del mondo, Agatha Christie: niente Miss Marple né omicidi, qua si viaggia. La Christie accompagnò il marito Archie in una “missione intorno al mondo, la Missione dell’Impero Britannico”. Una decina di mesi, in posti in cui non avrebbero mai potuto andare se non si fosse presentata quell’occasione. Ed è questo che pensò la signora del giallo, consapevole dei rischi, soprattutto economici: “È la nostra occasione. Se ce la lasciamo sfuggire, non ce lo perdoneremo mai.”

*** Monuments Men, Robert M. Edsel: la guerra distrugge città e opere d’arte, si sa. Ebbene, tra il 1943 e il 1951 un gruppo di devoti all’arte, tra cui direttori di musei, artisti, archivisti, architetti e simili, fece in modo che alcune cosette tipo la Gioconda o la Madonna di Bruges si salvassero dalla distruzione della Seconda Guerra Mondiale. Come operarono, contro cosa andarono, quanto rischiarono ce lo racconta Edsel. Edsel che in loro onore ha creato anche una fondazione.
(Curiosità: vengo a sapere ora che George Clooney sta girando un film su questo libro).


**** Gente di Mumbai, Munmun Gosh: romanzo d’esordio di quest’autrice indiana, che è editor e giornalista. Saliamo a bordo della vita di tutti i giorni dei pendolari indiani, che di un ritardo è l’ultima cosa di cui potrebbero lamentarsi. Ci si piazzano di fronte una quarantina di visi e storie di gente comune, che si ritrova a condividere in condizioni a volte estreme il tragitto da casa a lavoro e da lavoro a casa: dalla donna che segue un trattamento di fertilità, a un uomo appena assoldato da un ganster, a chi scrive poesie e chi si è data alla prostituzione ma sogna ancora un matrimonio che duri.

***** Sorgo rosso, Mo Yan:  il meritato Premio Nobel Mo Yan, con questo romanzo. Meritato perché c’è di tutto: la Cina dell’Ottocento, la Repubblica, la guerra con i giapponesi (capitoli di bellezza epocale!), la guerra civile e l’avvento del maoismo.
Raramente si trovano unite insieme una perfetta delicatezza e una spietata crudezza nella descrizione. Forse non so scrivere recensioni, ma il libro è fantastico. Uno spettacolo. Giudicherete voi.



Buona Lettura!



L' Illusionismo dal 1400 ai giorni nostri...


Ho sempre nutrito una passione per il mondo della magia, soprattutto quel che riguarda il mondo dell’alchimia medievale e l’illusionismo di inizio secolo XX (anche se sono due mondi completamente diversi). Per questo ho trovato molto affascinante il libro Magic. 1400s-1950s pubblicato da Taschen in tre lingue (italiano, portoghese e spagnolo).

***

 Il libro esamina cinquecento anni di maghi e magia, attraverso i maghi più grandi di tutti i tempi. L’aspetto più interessante è che il libro riproduce oltre mille immagini di rari poster d’epoca, fotografie, biglietti di ingresso e stampe: una galleria che va dal secolo XV alla Seconda Guerra Mondiale. I manifesti, soprattutto quelli di inizio secolo, hanno un sapore di antico e un’aria di innocenza che li rendono ancora più affascinanti.

L’opera esplora l’evoluzione delle arti magiche dai primi illusionisti di strada fino ai spettacolari maghi teatrali responsabili dei primi effetti speciali cinematografici; dall’età dell’oro della magia nel secolo XIX fino agli audaci escapologi come Harry Houdini e i grandi artisti del vaudeville dei primi del Novecento.
L’opera si avvale del contributo del mago professionista Mike Caveney e dello storico Jim Steinmeyer. L’edicione è curata da Noel Daniel, che ha già pubblicato altri libri che hanno ache fare con il mondo della magia.

***

**Di questo libro esiste anche l’edizione di lusso che costa 150 euro, mentre l’edizione economica è in vendita a euro 49,99. Entrambe le edizioni sono di grande formato

Magici 5 sensi...


Non so neanch’io come ne vengo a conoscenza. Di notizie del calibro di quella che sto per comunicare, intendo. 
Hanno fatto un profumo che si chiama Eau de MacBook Pro. (?!!)
In pratica il profumo di un MacBook Pro appena aperto. L’hanno fatto gli australiani dell’Air Aroma, un’azienda che si occupa di creare e ricreare fragranze. Per riuscirci hanno inviato un MacBook Pro Apple mai aperto al loro laboratorio francese, e qui un team di maestri profumieri professionisti ha monitorato a livello olfattivo ogni passaggio dell’apertura della scatola. Non sono pazzi, gli è stato chiesto. E non gli è stato chiesto da pazzi ma da tre artisti di Melbourne che stavano preparando una mostra sull’era digitale e sulle nuove tecnologie: la fragranza va infusa nelle stanze ad accompagnare i visitatori.
Perciò, no, mi dispiace, Eau de MacBook Pro non lo troverai in commercio, non potrai spruzzartelo ai polsi.
Intanto, però, ci ha fornito il tema della recensione di oggi: 

i cinque sensi. 

 
Allegoria dei cinque sensi ;Studio of VOS Marten (Maerten, Martin) de, 1532-1603 (Flanders)


Dall’alto
Procediamo scendendo lungo gli organi che ai sensi danno forma visibile. Si parte dalla vista, o meglio dalla sua mancanza. Bolaño ha scritto Un romanzetto lumpen dove c’è un vecchio culturista che è finito non solo solo, ma anche cieco. E può essere un problema se rientri nella rete di tre giovani dalle pessime intenzioni. Tre giovani, dicevo: due uomini e una donna, Bianca, che la tendenza a assecondare certi sensi ce l’ha piuttosto avanzata.
Passiamo per le orecchie, a quell’udito con cui diamo un senso alla parola rumore. Non però al “rumore bianco“, perché è solo un concetto, nella realtà non esiste. Nonostante questo Don DeLillo è riuscito a intitolarci un capolavoro, che parte dalla vita familiare di Jack e Babette e arriva alla catastrofe inaspettata che costringe tutti a frettolose fughe, diffonde droghe anti-paura e mette i coniugi di fronte alla concretizzazione della loro paura peggiore.
Arriviamo al naso, dall’enorme potenziale di rovinare interi visi. Se però si nasce con un viso da cane, diciamo che il naso è l’ultimo dei problemi. Anzi, tutt’al più si può vantare un olfatto senza pari. L’assurda combinazione di animale e umano accade in Testa di cane: “A due anni, la testa di Edmond assunse la sua forma definitiva: era una testa di spaniel con lunghe orecchie penzolanti (…) Per il resto, era fatto come un comunissimo essere umano.”

  
Finiamo con le mani
Infine, s’assaggia e si tocca. Italo Calvino aveva progettato un libro di 5 racconti, uno per ogni senso. Purtroppo ne abbiamo solo tre. Due su olfatto e udito; il terzo, Sotto il sole giaguaro, dà il titolo alla raccolta e associa gusto e sesso. Perché c’è una coppia di sfortunati amanti che amarsi fino in fondo non può, e il modo escogitato per compensare si regge proprio sul senso del gustare.
Infine un uomo che i sensi deve averli tutti acuti per far bene il suo lavoro, e il suo lavoro lo fa bene, se è ancora il più famoso detective della letteratura di tutti i tempi. Sherlock Holmes ha la logica abile di chi le informazioni che i sensi gli passano riesce ad armonizzarle secondo i propri scopi. E ha un gran tatto, con quelle “mani, invariabilmente macchiate d’inchiostro e di scoloriture provocate dagli acidi”.


venerdì 5 luglio 2013

Walter Siti vince il Premio Strega 2013 con il romanzo “Resistere non serve a niente”..




Come da pronostico. 
Alessandro Perissinotto (Piemme, gruppo Mondadori) secondo.
Dopo l'onnipresenza (non senza polemiche) di Mondadori (5 premi negli ultimi 10 anni, per capirci), stavolta tocca a Rizzoli.
Il Premio Strega 2013 va infatti a Walter Siti - indicato da più parti come favorito - con  "Resistere non serve a niente".
165 voti contro i 78 di Alessandro Perissinotto per "Le colpe dei padri" (Piemme, gruppo Mondadori), che si deve accontentare del secondo posto.
Arriva terzo Paolo Di Paolo con "Mandami tanta vita" (Feltrinelli), 77 voti; e al quarto Romana Petri con "Figli dello stesso padre" (Longanesi). Ultima Simona Sparaco, con 26 voti per "Nessuno sa di noi" (Giunti).

***

" ..Molte inchieste ci hanno parlato della famosa “zona grigia” tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt’altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l’unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un’olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell’indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente) negato."








giovedì 4 luglio 2013

.. Raccontami una Storia..


EPOS
il Festival per la Letteratura delle storie narrate a viva voce, nel segno dei fratelli Grimm..
Appuntamento a Vendôme, nel centro della Francia .. 





***
La kermesse orale, inserita nella cornice dei “Rendez-vous de l’été”, si tiene ormai da qualche stagione sulla scena di Vendôme, cittadina di quasi 17.000 abitanti, che ospita il CLIO, Conservatorio Conteporaneo di Letteratura Orale, che rievoca già nel nome l’omaggio alla musa greca della poesia epica.
Sono proprio loro i promotori della rassegna Epos, che coinvolge artisti, attori e visitatori in un colorato caleidoscopio di voci che immergono i presenti nella magica atmosfera delle fiabe, lungo un’intera settimana che terminerà il 7 luglio 2013. Tra conferenze, racconti dal vivo, maratone di declamazione, epopee delle gesta locali, grandi spettacoli e soprattutto un week-end intenso all’insegna di due eventi particolari:

- un 'Salon du livre' raro nel suo genere, con più di 2000 titoli specializzati, stands, animazioni, sedute di dediche e incontri.
- E molte ore interamente destinata a glorificare i principi della favola, a proposito dei quali si festeggia, già dal dicembre 2012, il 200° anniversario dell’apparizione della prima raccolta di racconti. -A partire da oggi sarà infatti possibile iscriversi a “Tout le monde racconte Grimm!”, un’intera notte dedicata alle favole dei celebri fratelli, che partirà alle 21 del 6 luglio, per proseguire fino a mezzogiorno del giorno dopo.

***



Amore & Psiche ... La favola più bella


Gli esami sono ancora vicini, ed eccoci capitare sotto il naso una bellissima favola latina, quella che racconta soavemente dell’incontro d’anime e di corpi tra il Dio Amore e la bella Psiche. Gran classico di Lucio Apuleio che ritorna dalle nebbie degli anni di liceo, per farsi potente veicolo di sentimenti, di passioni, di miserie umane e di piccole glorie. Un piccolo gioiello che racconta soprattutto di teneri sospiri, di immani scoperte e di crescita, riassunte in una storia costantemente attuale, quella del giovinetto inviato dalla collerica Venere a vendicare l’offesa alla sua bellezza, innamoratosi perdutamente della vittima predestinata.
Ed è proprio tra le righe di una vicenda fatta di ingenuità e di invidie, di divinità e mortali, di purezza dei sentimenti e di squallore, che emerge tutto il portato dell’insanabile contrasto tra la pienezza placida eppure sempre anelante della passione amorosa, e l’instabilità crudele della volontà di pensiero, condannate a sfiorarsi, per gioire di attimi indimenticabili, per poi scontrarsi e perdersi, ritrovarsi e straziarsi all’infinito, nel più crudele dei giochi.




".. Allora, sentendo crescere irresistibilmente il desiderio per il dio della voluttà, gli si abbandonò sopra con le labbra schiuse per la passione e cominciò a baciarlo senza freno, con l’unica paura che si potesse svegliare. Ma mentre l’anima sua innamorata s’abbandonava a quell’indicibile piacere, la lucerna o per malvagia perfidia o per odiosa gelosia, quasi volesse anch’essa toccare e baciare un corpo così bello, lasciò cadere dall’orlo del lucignolo una goccia di olio bollente che finì sulla spalla destra del dio. Oh audace e temeraria lucerna, vile strumento d’amore, proprio tu hai osato bruciare il dio di ogni fuoco, tu che sei stata certamente creata da un’amante che voleva prolungare il piacere anche di notte. Così il dio, sentendosi scottare, balzò giù dal letto, vide oltraggiate e tradite le promesse di fedeltà e senza dire una parola volò via, sottraendosi ai baci e alle carezze dell’infelicissima sposa."



Blueberry Girl.. ✿ ✿ ✿




Blueberry Girl 
..E' un poemetto di Neil Gaiman, illustrato dall'amico e collaboratore Charles Vess, edito in versione cartacea da Harper Collins. Gaiman scrisse Blueberry Girl per l'amica Tori Amos e per sua figlia Tash, solo grazie l'interessamento (e l'opera grafica) di Charles Vess vede la pubblicazione..

Per tutte le Mamme in attesa...


Dame della Luce, Dame dell'Oscurità,
e Dame del Non-Vi-Riguarda,
questa è una preghiera per una Blueberry Girl
Per prima cosa: voi dame dovreste essere gentili.
A sedici anni  tenetela lontana dai fusi e dal dormire,
Permettetele di rimanere sveglia e saggia.
A tre anni dagli incubi, o dai cattivi mariti a trenta;
Questi non siano problemi per i suoi occhi.
A quarant'anni dai giorni grigi, a quindici dai falsi amici,
Permettetele di avere giorni luminosi e veri.
Permettetele di andare in posti dove noi non siamo mai stati;
Di avere speranze e di divertirsi durante la sua gioventù.
 
Dame della Grazia, e Dame della Bontà,
e Dame delle Notti Misericordiose,
questa è una preghiera per una Blueberry Girl.
Concedetele la vostra vista acuta,
I mondi posso essere inquietanti, le persone complesse;
i comportamenti e le ragioni poco chiare.
Concedetele la saggezza per scegliere la giusta via,
Libera dalla cattiveria e dalla paura.
Concedetele di raccontare storie, di danzare nella pioggia,
fare capriole, salti mortali e corse,
Le sue gioie devono essere immense quanto profondi i sui dolori  
Concedetele di crescere come un'erbaccia sotto il sole.

Dame del Paradosso, Dame della Misura,
Dame delle Ombre-Che-Cadono;
questa è una preghiera per una Blueberry Girl
parole scritte limpide su un muro.
Aiutatela ad aiutare se stessa, aiutatela a resistere,
aiutatela a perdersi, e a ritrovarsi,
Insegnatele che siamo grandi solamente quanto i nostri sogni,
mostratele che la fortuna è cieca.
La verità è una cosa che deve trovare per sè
Preziosa e rara come una perla;
Donatele tutte queste cose, e qualcosina in più,
Donate tutto questo per una Blueberry Girl.

✿ ✿✿


martedì 2 luglio 2013

Specchio, specchio delle mie brame...


“La contemplazione di sé è una maledizione/ Che rende peggiore la vecchia confusione (…)  
Lo specchio dice qualche fatto veritiero,/ ma non tanti da valere un costante pensiero”. 
Me li ritrovo di fronte rileggendo l’introduzione a una collezione di Sylvia Plath, questi versi, che vengono da una poesia di Theodore Roethke. Ok, mi dico, andiamo al sodo, andiamo all’autrice. E che versi s’appalesano stavolta spalancando il libro a caso? 
Sono d’argento e rigoroso. Non ho preconcetti./ Quello che vedo lo ingoio all’istante”. 
L' avessi fatto apposta non ci sarei riuscita: la poesia si chiama 'Specchio' (e termina così, un po’ tremendamente, sì, ma Sylvia Plath, che di cose tremende ne ha passate, cose tremende ne ha scritte: “In me ha annegato una ragazza e in me una vecchia/ sale verso di lei giorno dopo giorno come un pesce tremendo”).
A questo punto alzo gli occhi dalla pagina, e no, non mi vedo riflessa in uno specchio. Una coincidenza soltanto è già bastata per farmi pensare. Direi che ho il tema per le recensioni di oggi.

Preparati a rifletterti.


 Dentro e fuori
Stanza, Letto, Armadio, Specchio non è un accostamento per associazione ma un romanzo in cui un bambino di 5 anni vive nella claustrofobica condizione di non aver mai visto niente dell’esterno perché stato sempre e solo nella propria stanza. La Donoghue ci mette nella stessa condizione assumendo il suo occhio e il suo linguaggio, e così Specchio diventa uno degli unici “amici” nostri. Perché si sta così? È in realtà da una storia vera che viene l’idea di questa ristretta ambientazione.

Ad ascoltare il bigotto Zantman, che a un certo punto dice che “il mondo esteriore non è che uno specchio nel quale si riflette il mondo interiore”, il bimbo della Donoghue avrebbe un’interiorità piuttosto pressata. Comunque, passiamo a Zantman, che compare in Bacacay, raccolta di racconti di Witold Gombrowicz, un geniaccio polacco che credeva nella frase messa in bocca al personaggio, con il risultato che la realtà esterna, nelle sue storie, è niente affatto lineare. Vincono equivoci, rovesci delle situazioni, contraddizioni, comici fraintendimenti.


Giacomo Rizzolatti cerca invece di riportarla all’ordine, l’interiorità umana, da scienziato. Anzi, da neuroscienziato, il che significa che va a vedere che accade nel cervello in certe situazioni. E ha scoperto i Neuroni specchio. In breve: io apro un libro e mi si attivano certi neuroni, se vedo te aprire un libro mi si attivano… gli stessi neuroni. Pare che succeda anche in fatto di emozioni. Una scoperta che chiama in causa le relazioni umane. Non a caso Ramachandran ha detto che “i neuroni specchio saranno per la psicologia quello che il DNA è stato per la biologia”.


Tre donne
In chiusura due libri con tre donne ciascuno, e in entrambi queste tre donne si specchiano l’una nell’altra nonostante siano di tempi e luoghi distanti. Primo titolo: La donna allo specchio di Eric-Emmanuel Schmitt. Che hanno in comune una del ‘500 di Bruges che deve vedersela coi roghi, un’altra di Vienna a inizio ‘900 che s’invischia nella psicoanalisi e una terza di Hollywood dei tempi nostri ? A parte chiamarsi quasi con lo stesso nome, molto altro. E alla fine, in qualche modo, s’incontrano.

Secondo titolo: Le ore di Michael Cunningham. Le tre femmine sono: Virginia Woolf, nientemeno, Clarissa, nostra contemporanea, e Laura, del dopoguerra. Cominciamo col gioco degli specchi: Clarissa un po’ rispecchia la protagonista del romanzo che la Woolf sta scrivendo, romanzo che però si specchia anche nella vita di Laura, non perché Laura in qualche modo ne metta in pratica la storia come fa Clarissa, bensì perché Laura ce l’ha tra le mani, quel romanzo. Chiaro, no?


martedì 25 giugno 2013

Quella volta che mi hanno sparato..


" .. Non pensavo fosse così, s’è trattato di un secondo e di un’eternità allo stesso tempo. Mi hanno sparato in testa, ma prima che il risultato dello sparare arrivasse alla testa ho visto alcune cose. Ho visto la scuola delle suore dove mi avevano spedito contro la mia volontà: ero una chierichetta atea, lo erano anche i miei amici, formavamo una banda e Tim la guidava. Tim che, a quell’età, recitava William Blake. Ho rivisto poi la maturità, quella che un postino, una sera, alle 22 precisamente, mi ha fatto sapere, tramite raccomandata, a distanza di anni, che avrei dovuto ripetere. Ho rivisto i mesi successivi accanto ad Alif a hackerare siti per aiutare qualche blogger a eludere la censura del governo. Infine ho rivissuto gli anni a Londra, nel North West, con Natalie e Leah, una accasata in maniera agiata e infelice, l’altra con la giornata arrabattata e minuzie da nascondere. Poi, una vita intera rivissuta dopo, è arrivata la pallottola al cranio, ed è finita la festa. "
 
Ora, non è che sono morta e vi sto scrivendo dall’aldilà. È che quello che avete letto è l’anticipazione di quello che leggerete. Sono tutte novità.




Non solo pallottole
***
Partiamo dal principio. Una pallottola nel cervello è uno dei racconti di Proprio quella notte. E c’è proprio quello che ti ho scritto: uno sparo, e il tempo di rivedersi. Poi ad esempio c’è Miller, che si autoconvince che a essere morta non sia sua madre ma quella dell’Altro Miller, e tante altre scene normali o assurde di quotidianità. Racconti che “possono essere divertenti. Ma possono anche raggelare”, ha detto Raymond Carver. E chi sono io per smentire quest’effetto?
Veniamo ai chierichetti atei. Sono quelli di Vite pericolose di bravi ragazzi, primo e unico romanzo di un autore che ci ha lasciato troppo giovane, salutato come un genio in quanto a resa di certe umane sensazioni. Il piccolo narratore dichiara: “Eravamo temerari, dei banditi. Io avevo un nome da femmina, Francis, e un’ernia”. E questa squadra di banditi rinchiusi in una scuola cattolica deciderà di metter fine all’adolescenza con qualcosa di grandioso. Forse troppo.

Chi pensa di aver chiuso con la scuola e scopre invece di essersi illuso è il protagonista di Ciarlatani, novità di Mattia Filippini, scrittore del 1984, che ha alle spalle già diverse pubblicazioni. La particolarità dell’esame di maturità da ripetere è il luogo: un centro commerciale in cui i cani sono assunti a tempo indeterminato. Aggiungici interviste paradossali a scrittori affermati e la situazione destabilizzante è pronta.



Miscugli dinamici
***
L’hacker che aiuta i blogger (e non solo) a fregare la censura di un governo immaginario (neanche troppo) è Alif l’invisibile, in un romanzo caleidoscopico che lega religione, informatica, mitologia, esseri soprannaturali. Siamo nella Città, Alif si ritrova in mano un libro potente chiamato I mille e un giorno (sì, ricorda qualcosa) e a un certo punto mondo visibile e invisibile si toccano.
Infine, il North West di Zadie Smith, quella scrittrice inglese ultranota che ha un debole per i punti di vista multipli e la convivenza di sfaccettature diverse che più diverse non si può nelle grandi città di oggi. Tipo Londra, dove è ambientato NW, che vede gli uomini muoversi freneticamente di qua e di là, e due giovani donne fare i conti con quello che è successo loro nel tempo. Tempo da cui, sostiene la Smith, le donne, rispetto agli uomini, escono meglio.


giovedì 20 giugno 2013

Misteriose, Meravigliose Sculture....


 In Scozia dal 2011 aleggia un mistero, che riguarda l’identità di uno scultore, anzi, di una scultrice (questa è l’unica cosa che si sa: che è una donna), che ha disseminato sculture fatte di pagine di vecchi libri in luoghi pubblici che hanno a che fare con la letteratura.
È cominciato tutto nel marzo 2011: la Scottish Poetry Library si è ritrovata tra le mani un albero di carta ricavato da “A trace of wings” del poeta scozzese Edwin Morgan. Un biglietto diceva: 

“A supporto delle biblioteche, dei libri, delle parole e delle idee”.






Un paio di mesi dopo è toccato alla National Library of Scotland con un grammofono, e così via, fino a 10 sculture lasciate qua e là dall’anonima scultrice, tra marzo e novembre 2011.
Un anno dopo le sono state commissionate 5 sculture per la Settimana del Libro scozzese.


Qualche giorno fa l’anonima si è rifatta viva: la Leith Library ha ricevuto uno scatolone, un biglietto diceva 


“Le biblioteche sono posti speciali”, 
ed ecco quello che c’era dentro...