giovedì 7 marzo 2013

Prossimi Appuntamenti/ Brain Storming in Libreria ***

Il matrimonio non è punto d’arrivo, ma un viaggio chiamato amore.

Cosa vuol dire sposarsi? Perché oggi più che mai è basilare prima di contrarre un matrimonio conoscere cosa si sta andando a fare?
 
In Italia i corsi prematrimoniali sono per lo più a sfo
ndo religioso, importanti ma non sufficienti, perché non preparano le giovani coppie al contratto che stanno stipulando tra loro, ma anche con lo Stato.
Quanti sono consapevoli delle responsabilità e degli obblighi che il matrimonio comporta? Ad ogni matrimonio consegue un diritto e un simmetrico dovere.
La costruzione di un matrimonio felice, infatti, deriva anche da una serie di conoscenze su ciò che vuol dire contrarre un matrimonio: diritti, doveri, obblighi e reciproca solidarietà economica e morale.
Capire cosa vuol dire sposarsi permette anche d’evitare d’arrivare ad una rottura violenta con tutto ciò che questo comporta sia in termini psicologici che di danni per i figli.
L’obiettivo di questo corso è l’ accompagnare al matrimonio ed alla genitorialità, coniugando nozioni di diritto di famiglia ad esercizi di riflessività sul ruolo del coniuge e del genitore.
Il matrimonio: nell’ordinamento giuridico italiano tra rito civile e religioso, diritti e doveri reciproci, scelte patrimoniali e contratti prematrimoniali.
Dalla convivenza al ruolo di genitore: accordi sull’indirizzo della vita familiare, il coesercizio della potestà genitoriale, il concetto della bi genitorialità e della co genitorialità all’interno della coppia.
La genitorialità: la cura dei figli, la filiazione, l’adozione, la procreazione medicalmente assistita, i doveri e le responsabilità nell’educazione dei figli, anche in caso di separazione.
L’esperienza di formazione verrà articolata come pratica riflessiva secondo un approccio che tenga strettamente incrociati i piani del sapere e quelli del fare. Quello che sosteneva un filosofo come Giambattista Vico agli inizi del ‘700 oggi viene ribadito da più parti : si conosce pienamente solo ciò che si fa.

 
Il percorso formativo sarà condotto dalla D.ssa Sara Zanon, counselor relazionale e mediatore legale, iscritta nel registro dei praticanti avvocati del Foro di Bassano del Grappa.

Di Martha, di orologi e di tempo che passa...



Siamo a Marzo.
Ho letto da qualche parte che questo mese segna i primi 40 del primo disco di Tom Waits, 'Closing Time'. Non appena ho scoperto di quest’anniversario, mi è tornato in mente che nell' album c’è una canzone che mi piace tanto: 'Martha', in cui "Old Tom Frost” telefona a un suo vecchio amore, un amore finito per qualche motivo (che fosse un buon motivo o meno) proprio dopo 40 anni. 
Mi son chiesta se Tom Waits abbia mai pensato, mentre scriveva Martha, anche solo per un attimo, a come sarebbe stato lui quarant’anni dopo. Beh, eccoli arrivati, i famosi 40 anni dopo.
Il secondo fatto mi è accaduto a distanza di poche ore, ho  preso in mano 'Watchmen', un fumetto che consiglio: ho letto un capitolo dedicato interamente alle date, al tempo scandito, e agli orologi


Capitolo chiuso da una frase di Einstein: 
“La conquista dell’energia atomica ha cambiato tutto tranne il nostro modo di pensare… La soluzione a questo problema risiede nel cuore dell’umanità.
 Se solo lo avessi saputo avrei fatto l’orologiaio”.

Libri su  orologi e tempo: la recensione di oggi è dedicata a loro
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Scandiamolo!

Comincio in tema con Martha: gli anni passano, tu lasci che passino, e ti riaffacci su di loro solo dopo che sono passati. Perché non si è fatto questo? Perché abbiamo lasciato quest’altro? Il tempo invecchia in fretta, dice Tabucchi, citando Crizia. Lo sa la donna che si ritrova senza figli, lo sa lo scrittore che ha messo troppo poco il naso fuori dal suo studio. Lo sanno tutti gli altri personaggi di questi bei racconti.

Proseguo con ciò che al tempo dà una forma riconoscibile. L’orologio. Simenon scrisse un libro, ben diverso dai gialli per cui più è conosciuto, dedicato a un uomo che di mestiere fa quello che Einstein avrebbe voluto fare col senno di poi: l’orologiaio. Ma non è il solo aspetto per cui il tempo è protagonista nell’Orologiaio di Everton. Lo è anche per il ripetersi di uno stesso identico fatto a 15 anni e mezzo di distanza, e lo è, visibile, in una foto che l’orologiaio osserva a un certo punto della storia.


Poi c’è il pendolo, che a proposito di tempo presenta questa qualità: l’isocronismo. Cioè, in poche parole, le sue oscillazioni impiegano tutte esattamente lo stesso lasso di tempo a compiersi. Se parliamo di pendolo viene in mente quasi automatico quello di Foucault, e in un attimo quello di Eco. Il pendolo di Foucault è un romanzo con facce diverse, che racconta i Templari, l’occultismo, la magia, presunti complotti, e si prende gioco, divertendo, di alcuni di questi.

Di data in data

Infine, qualche data. Nel 1932 s’incontrano a Copenaghen i maggiori fisici del momento. Cade un anniversario quell’anno: sono passati 100 anni dalla morte di Goethe. Come celebrano gli scienziati? Inscenando una parodia del Faust, nome del poema e dell’uomo che vende l’anima al diavolo in cambio di tutta la conoscenza del mondo. Gino Segrè in Faust a Copenaghen ci racconta questi fisici, così “diversi l’uno dall’altro come i membri di qualsiasi gruppo: ci sono i socievoli e gli introversi, i donnaioli e i fedeli, i girovaghi e gli stanziali. Alcuni erano astemi, altri bevevano troppo”.

Nella Casa degli incontri di Martin Amis si viaggia nel tempo col protagonista che narra: dal 1946, quando arrivò in un Gulag, al 1956, quando suo fratello uscì trasformato dalla cosiddetta “casa degli incontri”, al 2004, che è l’anno in cui la Russia la guarda da lontano, e riconsidera gli avvenimenti: “dopo aver radunato i fatti (..) mi sono ritrovato davanti a un informe mucchietto (…) Così ho cercato di dargli una sia pur minima configurazione”.


martedì 5 marzo 2013

Venti di Marzo...



...Come sempre, al cambiare del mese, setaccio la libreria, scelgo dei titoli che penso siano imperdibili (o quasi), e ve ne parlo.. 



 ..Questa volta tocca a ...


- Mi chiamo… , Aldo Nove: è la storia di Domenica Berté, che aveva una voce straordinaria, divenne una cantante famosa, a un certo punto le cadde addosso l’ignoranza della gente, e fu protagonista di un epilogo tremendo. Aldo Nove ha voluto ridare voce a Mia Martini, un’impresa ardua, perché mettersi dietro i suoi occhi e nella sua mente per immaginare cosa vide, pensò e sentì lo è, ma lui c’è riuscito bene.


- I racconti di Pietroburgo, Nikolaj Gogol’: un classico non ci sta mai male. Gogol è stato un uomo dalla grande immaginazione e dalla grande penna, uno dei più memorabili in quel fruttifero secolo che è stato l’’800 russo. Dall’uomo che un giorno si sveglia privo di naso, a quello che si vede derubato del proprio cappotto e avrà un’insolita vendetta, questa è una di quelle raccolte di racconti che davvero, nella mia umile opinione, possono rientrare nella categoria degli “imperdibili”.


- Il sergente Studer, Friedrich Glauser: di giallisti celebri ce ne sono, prendiamo Simenon, che quasi nessuno può dire di non aver mai sentito nominare. Glauser appartiene al suo stesso filone, è meno noto, ma come Simenon fu un grande scrittore che prese il poliziesco, lo giostrò bene e ci mise dentro anche una bella dose di umanità. Che ebbe modo di esperire nei suoi aspetti estremi frequentando ambienti estremi. Il sergente Studer è il primo di una serie di romanzi incentrati sul personaggio che dà il titolo al libro. Siamo in Svizzera, sono gli anni 30, e tutti sembrano intenzionati a rimanere chiusi in se stessi.


- Cina, la primavera mancata, Sonia Montrella, Simone Pieranni, Alessandra Spalletta, Antonio Talia: mi è venuto in mente questo titolo semplicemente pensando alla prossima stagione. Primavera è un termine che è stato usato abbondantemente negli anni appena passati per indicare quei movimenti di rivolta che si sono sollevati nei Paesi arabi. Anche la Cina ha visto una scintilla di protesta. Soffocata spietatamente, per questo la sua è stata una primavera mancata. E mentre tutto questo succedeva, erano là presenti quattro giornalisti italiani, che hanno voluto raccontare come sono andate le cose.

venerdì 1 marzo 2013

Oscar, donne e anni '50 ...

In poche parole per introdurre la questione: è venerdì, è iniziato marzo, vediamo le novità che c’ha portato la fine di febbraio.





Argo, Antonio Mendez e Matt Baglio

Sappiamo tutti qual è stato l’evento che ha tenuto gli italiani incollati allo schermo (della tv o del computer) lo scorso weekend… la notte degli Oscar. Ecco, Argo è il libro da cui Ben Affleck ha tratto il film che ha vinto l’oscar come miglior film (scusate le 15 ripetizioni nel giro di due frasi). CIA, Iran, improbabili travestimenti e salvataggi rischiosi. Non ci s’annoia.


Vapore, Marco Lodoli

nel 2011 la sua Italia è stata scelta dagli ascoltatori del programma radiofonico Fahrenheit come “Libro dell’Anno”. Come fece già in quel libro, dove il punto di vista sui fatti era quello di una cameriera, in Vapore, appena pubblicato, l’autore s’immedesima in una donna. Una donna che parla dei due uomini della sua vita a uno sconosciuto.

Jambo Swing, Elisabetta Manfucci

non so se ne avete mai sentito parlare del Summer Jamboree. È la celebrazione degli anni 50, con macchine d’epoca, mercatini vintage, pettinature a banana, rock’n’roll, e così via. Questo romanzo è ambientato proprio lì, nel bel mezzo del Summer Jamboree. Dategli un’occhiata se avete un debole per gli anni 50. O se ce l’avete per l’intimo femminile.

ZzzZzZZ... Il Grande Libro dei Pisolini.. ZZzZzZ..




IL GRANDE LIBRO DEI PISOLINI
di Zoboli e Mulazzani

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Allora. A tutti noi è capitato, in tarda o tenerissima età, di fare la lotta con il buio, di sentire scricchiolii strani nella stanza, o semplicemente, di aver voglia di giocare a luce accesa, con amici e genitori, invece di cercare di dormire.

Eppure dormire non è cosi male e la nanna può essere davvero un bel momento, al calduccio e in luoghi morbidi, dovunque voi siate. Che abbiate squame sulla schiena, o siate ricoperti di peletti ovunque, o al contrario stiate un po’ scomodi, con quelle piccole cornette in testa. Per capire che tutti amano fare la nanna, con l’opportuno equipaggiamento che li faccia sentire comodi, non resta che sfogliare un volumetto adorabile, edito da Topipittori, che si intitola guarda un po’ Il grande libro dei pisolini.

E nonostante a voi non piacerebbe certo così tanto accucciarvi ai piedi di un albero, per riuscire nell’impresa di fare la ninna, fra le pagine scopriremo quanto è bello, come ci mostra la copertina, per una volpe dormire sotto una trapunta di stelle, nella placida notte.
O che il coccodrillo copre le squamette della schiena con un bel plaid patch work, fatto di tanti pezzi colorati di stoffa disegnata nei modi più vari…Un applauso allora, con l’invito di godervi la lettura, alla bravura delle due autrici, Giovanna Zoboli e Simona Mulazzani, che creano un bel vademecum a prova di insonnia per mamme ansione e baby sitter pigre, come suggeriscono loro con tanta simpatia..



  " Dormono bene questi bambini.
Dormono gli orsi sotto il piumone,
spegne la luce anche il leone.
Dorme il delfino, pisola il tonno
Gallo e gallina cadon dal sonno.

La capra bacia i sette capretti,
sogna il mio cane polpette e spaghetti."



Presentazione del 'Sillabario veneto', con l'autore Paolo Malaguti



Paolo Malaguti durante la presentazione + reading del suo ultimo libro

il " SILLABARIO VENETO"
Viaggio sentimentale tra le parole venete 

- giovedi 28 febbraio 2013
Piccola Libreria Andersen -

... un grande 'GRAZIE'  
all'autore, a tutti i partecipanti e agli amici dell'Associazione Culturale ' La Fucina Letteraria' per la collaborazione e il simpatico supporto!




Una trentina di parole venete che hanno affascinato l'autore per la storia che hanno e che hanno avuto per lui, da Amia a Zagheto. Egli presenta la tesi di fondo che la lingua veneta è moribonda, e che vive, o potrebbe ormai vivere, solo nel ricordo e nel recupero familiare. Pertanto la scelta è stata a metà tra la riflessione linguistica e quella personale, un recupero della memoria, ma sempre e comunque inadeguato, perchè il veneto come lingua non ci appartiene più. Uno sguardo disincantato e ironico su una lingua che, purtroppo, giorno dopo giorno va scomparendo.





mercoledì 27 febbraio 2013

Addio a Stéphane Hessel..


Aveva 95 anni ed è morto in nottata. L’annuncio della scomparsa del diplomatico, ex-deportato e saggista Stéphane Hessel è stato dato qualche minuto fa dalla moglie e addolora gran parte del mondo culturale d’oltralpe. Lo scrittore francese, che aveva partecipato attivamente alla resistenza e creduto fermamente nel progetto europeo, ha lasciato un’opera faro sotto forma di opuscoletto di poche decine di pagine, venduto in più di 4 milioni di esemplari in cento paesi e ri-editato a più riprese.
Si tratta di “Engagez-vous” - Indignatevi!- (originariamente per le Editions Indigène) pubblicato a fine 2010. Un libro semplice e di una forza inaudita, scritto da un laico eppure profondamente spirituale, che ha dato un incredibile impulso ad un’intera generazione, quella dei giovani d’oggi, un po’ orfana di gloria. 


 ***
" La mia lunga esistenza mi ha dato una successione di motivi per indignarmi, nati piuttosto da una volontà d’engagement che sull’onda dell’emotività.
Da giovane studente normaliano sono stato segnato profondamente da Sartre, compagno di studi di allora, ma per la formazione del mio pensiero sono stati più importanti “La Nausea” e “Il Muro” che “L’Essere e il nulla”. E’ stato lui a trasmetterci il messaggio di libertà: “siete responsabili nella misura della vostra individualità”, che ci invitava ad agire in nome della nostra persona senza rimetterci a un dio o a un qualsiasi potere costituito."



martedì 26 febbraio 2013

Ai confini della realtà... Richard Matheson















Sono in uscita i quattro volumi che raccolgono, per la prima volta, tutti i racconti di  Richard Matheson , il longevo e prolifico scrittore americano di horror, fantascienza, fantasy e fantastico/soprannaturale in generale, uno tra quelli che ha maggiormente influenzato, per sua stessa ammissione, la narrativa di Stephen King, noto ai più per il romanzo vampirico post-apocalittico 'Io sono leggenda' , da cui è stato tratto il film omonimo con Will Smith. Alcuni racconti, come specificato poco più oltre, in Italia sono inediti.
Apprezzatissimo per la narrativa breve, Matheson, nella sua produzione - spesso provvista di finale a sorpresa e adattata al piccolo schermo (la serie Ai confini della realtà, ad esempio, di cui fu anche sceneggiatore), oltre che al grande - spazia da un’idea all’altra; ci sono viaggi spaziali, bambini con talenti paranormali usati come armi, bambini mutanti o che cadono in un’altra dimensione, vampiri, viaggi nel tempo, la fine del mondo, storie di “paranoia cospirazionistica”, case infestate, gravidanze misteriose e “impattanti”, strani rapimenti, società distopiche, robot, bambole africane assassine, allucinazioni, persecuzioni e quant’altro.

venerdì 22 febbraio 2013

Il piacere di leggere... Nel cuore di Marostica ♥



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Nella mia Piccola Libreria... ci sono due comode poltrone,tanti libri e tanti colori.. ci sono dei cuscini, una moquette sbiadita.. e pareti colorate di giallo e arancione.. dei quadri dai colori caldi..una candela per illuminare e un ombrello all'uscio per le piovose giornate d'inverno... delle piccole ma tenaci piante rampicanti che mi ostino a voler far crescere e 'camminare' su di un filo steso (il mio giardino pensile di Babilonia).. Nella mia libreria c'è posto per le favole ma anche per i progetti più ambiziosi... c'è il tempo delle letture, e l'ora della musica... il momento di lavorare sodo e e quello di prenderla un pò come un gioco... c'è il telefono che squilla...c'è un sì ed un no...un forse ed un perchè... c'è un: " E' proprio il libro che cercavo!" e anche un: " Questo, no, non mi piace proprio!" .. Ma la cosa imporatnte è che ..Nella mia libreria... mi sento a casa! :-) ..e spero vi sentiate così anche voi!

...Vi aspetto!

 
 

 


giovedì 21 febbraio 2013

Ai giapponesi non piacciono gli e-books .. ( e io non posso che rallegrarmene! )



Mentre il sistema globale dell’editoria mondiale annaspa e sopravvive grazie al contributo dei supporti digitali, mentre il pubblico ormai è abituato a leggere schermate compilate con inchiostro elettronico e a leggere in metropolitana sul proprio smart-phone, c’è un paese che invece va controtendenza e se chiedete ai suoi abitanti se hanno provato un e-book, il 72% vi risponderà di no e non solo: neanche hanno intenzione di farlo in futuro.

Succede in Giappone, il paese che tutti identifichiamo con la tecnologia applicata alla vita quotidiana; contro ogni aspettativa è proprio lì che il supporto di lettura cartaceo resta ben saldo nei cuori della gente. E secondo un articolo della CNN, solamente l’8% della popolazione nel paese ha mai scaricato un libro elettronico.

Un paradosso che si fa interessante quando scopri che il Giappone ha una delle connessioni internet più veloci del pianeta, eppure -o forse proprio per questo- i suoi abitanti continuano a preferire le esperienze sensoriali; resta curiosamente alto infatti l’uso dei DVD per esempio, così come la lettura resta ancorata alle antiche tradizioni locali. Lo sanno bene gli editori, che snobbano alla grande il mercato elettronico, infatti si parla di solo 40 mila titoli disponibili nelle versioni digitali; questa insomma è la tendenza del momento laggiù, nell’arcipelago nipponico; se capitate da quelle parti, portatevi dietro un caro vecchio volume magari un po’ consunto, farete un figurone! ;-)