Avvelenati,
Giuseppe Baldessarro e Manuela Iatì:
pochi anni fa, non so se lo ricordate, si è sollevato
il caso delle “navi dei veleni”,
in seguito alle dichiarazioni di un pentito su una nave piena di scorie
nucleari che sarebbe stata affondata al largo di Cetraro. Bene, questi
due giornalisti, nonostante il caso sia stato chiuso, e poiché il caso è
stato chiuso lasciando insoluti tanti dubbi, hanno voluto vederci più
chiaro. Hanno raccolto documenti riservati, hanno indagato, e ne hanno
scritto, arrivando alla conclusione che di navi dei veleni ce ne sono
almeno 50, e non è affatto un caso che in certe zone si muoia più che in
altre: “Siamo consapevoli che in questa storia
sono tessuti all’interno di una stessa maglia Servizi Segreti di diversi governi, mafia, politica e molto più. Tutti, evidentemente, insieme per lo smaltimento di scorie nucleari”.
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La talpa,
John le Carré:
quest’autore è uno dei più celebri in quanto a storie di spionaggio. Il
fatto che sia stato parte dei Servizi Segreti britannici gli ha
sicuramente giovato.
La talpa è il suo libro più noto, il primo
di una trilogia centrata sul personaggio di George Smiley, un agente
segreto che ha i suoi bei problemi personali,
un uomo che ha i suoi crucci oltre a quelli del proprio mestiere. Altra nota: la vicenda è ispirata a una veramente accaduta, e
i metodi di indagine narrati riprendono quelli che davvero il Secret Intelligence Service mise a punto in piena Guerra fredda.
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Terremoti,
David Peace:
altro autore britannico, classe 1967, notato e segnalato da premi
letterari e critica. Nato nello Yorkshire, a un certo punto s’è
trasferito
in Giappone e c’è rimasto. È qui che è
ambientato questo suo ultimo lavoro arrivato in Italia, 3 racconti
ispirati a fatti realmente accaduti. Dal killer e stupratore seriale del
primo racconto alla passeggiata in una Tokyo distrutta dal terremoto
del 1923 dell’ultimo.
Sono terremoti quelli che Peace presenta perché sono gli eventi che emergono
quando le fondamenta della vita odierna controllata crollano.
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Il grande gioco,
Peter Hopkirk:
di nuovo un inglese e di nuovo servizi segreti. Hopkirk ha girato tanto verso Est, ne ha scritto molto, e
Il grande gioco
ne è un esempio, è stato corrispondente di varie testate e prigioniero
sia di agenti segreti che di terroristi. Un buon curriculum. Nel libro
che consiglio siamo nel 1842. Hopkirk racconta
quello a cui andavano incontro gli avventurosi agenti dei servizi segreti di Russia e Gran Bretagna
in certe zone off limits dell’Asia Centrale. Ha scritto Sergio Romano:
“Vecchia storia? Acqua passata? Chi darà un’occhiata alla carta
geografica constaterà che i grandi attori hanno cambiato volto e nome,
ma i territori contesi o discussi sono sempre gli stessi.”
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Le rivoluzioni vanno sempre storte,
Luciano Marrocu:
infine un italiano, uno storico sardo,
autore di scritti storiografici e gialli. Questo invece è un romanzo.
Leggermente autobiografico. Abbiamo un professore volenteroso che è
felice che le sue opere compaiano in bancarelle che le affiancano a
libri quali
Prendimi da dietro ma fallo di sorpresa. Poi c’è un
altro professore, un ciarlatano che alle bancarelle di strada non
s’avvicina neanche per sbaglio. Poi ci sono una ragazza, qualche amore
qua e là, e una sede del vecchio partito comunista allo sbando.