sabato 15 giugno 2013

Consigli di Giugno... Panini, Zadie Smith e Grandi Esordi




Il ladro di gomme, Douglas Coupland 
Coupland s’è fatto conoscere col suo primo romanzo, di cui ha beneficiato anche l’espressione Generazione X, divenuta da allora popolare. Il ladro di gomme è del 2007, pubblicato da pochi giorni in Italia dalla casa editrice ISBN. Di nuovo l’autore canadese opta per il punto di vista multiplo: non c’è un solo personaggio a narrare i fatti, si gioca con la pluralità di sguardi sugli eventi. Piacerà a chi piacciono le lettere: ce ne sono in abbondanza. E in più c’è un romanzo nel romanzo: quello che il protagonista, tale Roger, 43 anni, alcolizzato, mira a scrivere.


Vite pericolose di bravi ragazzi, Chris Fuhrman
 anche in questo caso si parla di primo romanzo che dà celebrità, ma purtroppo è rimasto l’unico dell’autore, che se n’è andato a soli 31 anni. Presa la penna in mano, ha scritto sostanzialmente di quella cosa a cui a molti non va giù, e che si chiama “crescere”. C’è un gruppo di ragazzi, c’è una scuola cattolica, c’è un prete, ci sono sesso e droghe, incesti, piani per discolparsi di fronte a fumetti osceni, e originalità e sensibilità nel parlare di tutto questo.


La legge del più forte, Joaquín Guerrero Casasola
terzo primo romanzo del “Profumano di nuovo” di questo venerdì. Stavolta l’autore, classe 1962, è un messicano. E in Messico è ambientata questa storia di violenza e corruzione, di alzheimer e mogli matte, falsi amici e rapimenti, con protagonista uno spiantato detective privato, una volta poliziotto, con una mania dalla bella carrozzeria.


NW, Zadie Smith 
 in questo caso non abbiamo di certo un primo romanzo. Il primo romanzo di Zadie Smith è Denti bianchi, che le ha fatto guadagnare riconoscimento internazionale. Questo NW, ambientato nel North West di Londra (da cui il titolo), è del 2012, e salta da un personaggio all’altro, da uno stile narrativo all’altro, per rendere ancora una volta, com’è prerogativa della Smith, il senso delle sfaccettature plurime della vita urbana odierna, soprattutto in una metropoli come Londra.


L’importanza dei paninari, Stefano Olivari 
 lo chiama “romanzaggio” Olivari, cioè un misto tra romanzo e saggio. Di cosa parla, con quel titolo lì? La storia su cui s’innesta tutto il resto è l’incontro tra una ragazza ex paninara e un ragazzo ex paninaro. Poi, “attraverso il segreto che li lega racconta l’unico movimento giovanile della storia d’Italia (quello dei paninari, cioè) a non essere stato importato dall’estero”, per usare le parole dell’autore stesso. Che aggiunge che si va “dalla Milano che si trovava al Panino al boom incentrato sulla moda e sui marchi, passando per amicizia, amore, politica, scuola, televisione, violenza metropolitana, sport, tecnologia, ideali e soprattutto assenza di sensi di colpa. Un’epoca affascinante e irripetibile”.

venerdì 7 giugno 2013

Presentazione libri VITTORIA CASTELLI... Gli Angeli ci parlano della vita OLTRE la vita


 Vittoria Castelli
Domenica 16 Giugno 2013 ore 17.00

 ***

 'Verso Dio con ali luminose d’amore' 

Quest’opera, dettata interamente dagli Angeli,vuole essere un semplice messaggio di pace e amore. Amore verso se stessi con l’umiltà di essere figli di un unico Padre e uguali agli altri fratelli; amore verso chi ci circonda perché uniti a noi da un filo d’invisibile unità fraterna; amore verso tutto il Creato perché opera d’un gesto d’amore stesso. In particolare riconosciamo la presenza amorevole del Padre che ci ha permesso di essere vivi nella ricerca del significato più profondo dell’esistenza, aiutandoci a comprendere e ad indirizzarci alla Luce con occhi nuovi.









'Una vita futura tra spazi di Luce'

Per giungere a Dio, bisogna comprendere che la nostra essenza è parte di Lui. E in quanto parte di Lui, bisogna illuminarla con l'amore, la gioia e la grazia che risiedono in noi stessi; col donare e con la pace. Oltre la morte fisica, in una vita futura, chi non avrà compreso ciò, dovrà attraversare diversi livelli di purificazione per giungere alla Luce Divina, puri nell'essenza, nell'anima. Dovrà “passare” tra luoghi tristi, sofferenti, per poter diventare parte viva nel disegno di Dio.



 


 
Vittoria Castelli, in contatto con gli Angeli da più di dieci anni, ha scritto messaggi, rivelazioni d’amore, lodi e preghiere che questi meravigliosi Esseri di Luce le hanno dato.
Le hanno permesso, attraverso la percezione, di visitare Regni, trasportata da Loro stessi.
Attraverso le parole straordinarie che costantemente le dettano, ha portato e porta aiuto e conforto a chi è in difficoltà.Tutta la sua opera si basa sull’amore.



“ Vittoria Castelli, attraverso la sua opera, dona la Nostra voce, ciò che Noi Esseri luminosi, vogliamo dirvi, ciò che vi permetterà di conoscere e approfondire. Con i suoi scritti sarà tramite tra Noi e voi. Porterà pace, serenità e permetterà, a chi ascolta, di essere consapevole e portatore, a sua volta, della parola del Padre."


giovedì 6 giugno 2013

E' arrivato Giugno... Tempo di nuove recensioni e consigli di Lettura..

 


Il faccendiere

Antonella Beccaria: la signorina Beccaria è giovane ma agguerrita, con pubblicazioni, articoli, studi e blog alle spalle. Il faccendiere è un libro uscito da poco, frutto del suo interesse per certi personaggi oscuri che si muovono dietro le quinte dei fatti noti ai più, determinandoli quei fatti, e non solo quelli. Elio Ciolini ne è un esempio. Chi è? Non si sente nominare spesso, mai direi. Invece Ciolini è un tassello della storia d’Italia. Truffatore e criminale, bugiardo, calunniatore, latitante poi prigioniero. E non basta.

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 Paesaggio costituzione cemento 

Salvatore Settis: ci cade a fagiolo, ieri era la Giornata Mondiale Dell’Ambiente. Settis, che è storico dell’arte e archeologo noto nel mondo, in questo libro parla di tutela del paesaggio, del nostro, dell’Italia, per capirci. Non si limita agli scempi dei giorni nostri o degli ultimi decenni. Parte dai tempi antichi. Fino a quelli odierni, in un progressivo decadimento e logoramento di logica nelle leggi, con conseguente spreco di denaro pubblico e paradossali “punizioni” per quei politici o simili che provano a agire nel rispetto del paesaggio.

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 Il caso del croato morto ucciso 

Luciano Marrocu: questo è un autore italiano che ha creato una buona serie gialla, iniziata con Fáulas. Chi fa le indagini sono due ispettori della polizia fascista, perciò non aspettatevi i giorni nostri ma un tempo che si potrebbe rischiare di dimenticare. Abbiamo il commissario Carruezzo e l’ispettore Serra, un croato trovato morto proprio all’inizio della storia, quello che sembra essere un movente passionale e l’improvviso interesse suscitato dal delitto nel regime fascista, perché passionale, quel delitto, non lo è per niente.

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 Il cielo è rosso 

 Giuseppe Berto: un classico ci stava tra i consigli di giugno, l’ho preso dal ‘900. Spostiamoci di qualche anno rispetto al libro precedente e entriamo in piena seconda Guerra Mondiale senza tante cerimonie. “Nessuno sarebbe venuto a bombardare una città di così scarsa importanza per la guerra”: e invece. Invece il bombardamento c’è, e inizia la storia.

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Tra cielo e inferno 

Peter Kreeft: Un dialogo da qualche parte oltre la morte con John F. Kennedy, C. S. Lewis e Aldous Huxley, dice il sottotitotolo. Ed è così, effettivamente. Il filosofo, professore e teologo Kreeft ha immaginato questi 3 celebri uomini conversare tra loro. Un presidente degli Stati Uniti e due scrittori. Perché proprio loro? Perché morirono lo stesso giorno, il 22 novembre 1963. Tutti e tre credevano che la vita non finisse dopo la morte e Kreeft ha ammesso che avessero ragione. Sono finiti all’Inferno o in Paradiso? Nessuno dei due; sono in Purgatorio.

sabato 1 giugno 2013

Nella prossima recensione potresti esserci TU ...


Chiarisco l’oggetto, che ti ha chiamato in causa: intendo dire che potrebbe succedere che tu pubblichi un libro, cominci a venderlo bene, poi molto bene, poi alla grande, per il beneficio del tanto ambito passaparola e per le tue capacità in quello che potremmo definire senza vergognarci “spam senza pietà”. Potrebbe capitare poi che il titolo di questo libro arrivi a me, che io lo legga, lo trovi il libro dell’anno o il capolavoro del secolo e lo infili violentemente in un post del mio blog,brandendolo come fosse un ariete (l’arma, non l’animale, per carità).

Come sarebbe possibile tutto questo, se entrare nel raggio d’attenzione di un editore è impresa titanica? Col self-publishing, che si sta liberando del marchio di pubblicazione di basso livello (“ti sei pubblicato da solo perché non ti pubblica nessuno”) e si sta affermando come nuova realtà editoriale. Si può pubblicare bene e roba buona col self-publishing.


Se poi sei alle prime armi nel settore, o se sei un esperto di qualche ramo del settore, sappi che ora c’è il Forum del Self Publishing: con l’incontro tra le proprie conoscenze e le conoscenze altrui si fa sempre circolare l’aria migliore.






Numeri grossi

Guardiamo prosaicamente alle vendite: c’è gente, affidatasi al self-publishing, che ne ha fatte parecchie. Qualcuno ha finito per essere contattato da case editrici con anni e anni alle spalle. Due esempi. Il primo è Giuseppe Leto Barone: il suo thriller esordisce con uccisioni e sospette passioni in Vaticano, scala la classifica di grosse librerie online, resta in vetta per un po’, la Newton Compton lo nota, lo contatta e gli firma un contratto, pubblicando La cospirazione degli Illuminati.

Il secondo esempio viene dagli Stati Uniti, dove non è l’unico caso di self-publisher ad aver venduto migliaia o milioni di copie: Stephen Leather con Il sotterraneo. Anche in questo caso siamo nel thriller, ma a New York, e il killer è seriale. Leather si autopubblicò, cominciò a vendere circa 2000 copie al giorno, e anche per lui arrivò infine il contratto da un grosso editore.


Ma come faccio?

Infine, una guida: è Self-publishing a confronto, di Sonia Lombardo. Sonia ha indagato sulle piattaforme di self-publishing a disposizione, ha ricavato le informazioni più utili e d’interesse per un aspirante o affermato self-publisher, e ha scritto quest’ottimo strumento di orientamento. Ovviamente autopubblicato.





giovedì 30 maggio 2013

Qualcosa di Meraviglioso...


Ci sono dei libri per bambini che sono in realtà favole d'amore, espresse nel linguaggio più bello – quello della fantasia anche della parabola, se vogliamo – per far arrivare al cuore dell'amato/a la propria dichiarazione (d'altronde la “rosa” del Piccolo principe dovrebbe averci insegnato qualcosa no?). Classifico fra questi lo splendido 
Cuor di pettirosso, di Ale & Ale.



Un testo che sembra un libro per bambini – e di sicuro è bello regalarlo anche ai più piccoli (che capiscono al volo molte più cose di noi grandi) ma tocca il cuore anche agli adulti. Perchè capita davvero nella vita di sentirsi un pettirosso dall’aria un po’ sperduta, che non sa proprio come conquistarla, quella uccellina bianca candida di cui ti sei innamorato, e che ogni volta che la guardi ti sembra sempre più una delizia.
Anche se impegni tutte le tue forze a sollevare una bella pignetta col becco, può capitare che il corvo ti abbia già anticipato portandole sul dorso la pietra più pesante che tu abbia mai visto (l’ha fatto proprio per impressionarla, si sa).
Ed è inutile che tu provi a scriverle una poesia d’amore sul foglio di mandorlo: forse non la noterà mai, visto che il Rigogolo le ha già sventolato davanti al becco centinaia di fogli con trascritte bellissime dichiarazioni d’amore.
D’altronde l’usignolo ti supera in quanto a canto, la Gazza le ha già offerto i gioielli più belli e lei è rimasta inebriata dal profumo delle rose del Tordo. Il problema nasce dal fatto che se il tuo scopo è di conquistarla solo impressionandola con la tua apparenza o la tua bravura potresti rischiare di fare una brutta figuraccia… E alla fine sarà proprio lei, inaspettatamente, a stupirti, se solo decidi di ascoltarla.

Ale & Ale
Cuor di pettirosso

Ultima recensione di questo Maggio piovoso... ☂




 Avvelenati, Giuseppe Baldessarro e Manuela Iatì:
pochi anni fa, non so se lo ricordate, si è sollevato il caso delle “navi dei veleni”, in seguito alle dichiarazioni di un pentito su una nave piena di scorie nucleari che sarebbe stata affondata al largo di Cetraro. Bene, questi due giornalisti, nonostante il caso sia stato chiuso, e poiché il caso è stato chiuso lasciando insoluti tanti dubbi, hanno voluto vederci più chiaro. Hanno raccolto documenti riservati, hanno indagato, e ne hanno scritto, arrivando alla conclusione che di navi dei veleni ce ne sono almeno 50, e non è affatto un caso che in certe zone si muoia più che in altre: “Siamo consapevoli che in questa storia sono tessuti all’interno di una stessa maglia Servizi Segreti di diversi governi, mafia, politica e molto più. Tutti, evidentemente, insieme per lo smaltimento di scorie nucleari”.

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 La talpa, John le Carré:
quest’autore è uno dei più celebri in quanto a storie di spionaggio. Il fatto che sia stato parte dei Servizi Segreti britannici gli ha sicuramente giovato. La talpa è il suo libro più noto, il primo di una trilogia centrata sul personaggio di George Smiley, un agente segreto che ha i suoi bei problemi personali, un uomo che ha i suoi crucci oltre a quelli del proprio mestiere. Altra nota: la vicenda è ispirata a una veramente accaduta, e i metodi di indagine narrati riprendono quelli che davvero il Secret Intelligence Service mise a punto in piena Guerra fredda.
 
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Terremoti, David Peace:
 altro autore britannico, classe 1967, notato e segnalato da premi letterari e critica. Nato nello Yorkshire, a un certo punto s’è trasferito in Giappone e c’è rimasto. È qui che è ambientato questo suo ultimo lavoro arrivato in Italia, 3 racconti ispirati a fatti realmente accaduti. Dal killer e stupratore seriale del primo racconto alla passeggiata in una Tokyo distrutta dal terremoto del 1923 dell’ultimo. Sono terremoti quelli che Peace presenta perché sono gli eventi che emergono quando le fondamenta della vita odierna controllata crollano.

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Il grande gioco, Peter Hopkirk:
di nuovo un inglese e di nuovo servizi segreti. Hopkirk ha girato tanto verso Est, ne ha scritto molto, e Il grande gioco ne è un esempio, è stato corrispondente di varie testate e prigioniero sia di agenti segreti che di terroristi. Un buon curriculum. Nel libro che consiglio siamo nel 1842. Hopkirk racconta quello a cui andavano incontro gli avventurosi agenti dei servizi segreti di Russia e Gran Bretagna in certe zone off limits dell’Asia Centrale. Ha scritto Sergio Romano: “Vecchia storia? Acqua passata? Chi darà un’occhiata alla carta geografica constaterà che i grandi attori hanno cambiato volto e nome, ma i territori contesi o discussi sono sempre gli stessi.”

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Le rivoluzioni vanno sempre storte, Luciano Marrocu:
infine un italiano, uno storico sardo, autore di scritti storiografici e gialli. Questo invece è un romanzo. Leggermente autobiografico. Abbiamo un professore volenteroso che è felice che le sue opere compaiano in bancarelle che le affiancano a libri quali Prendimi da dietro ma fallo di sorpresa. Poi c’è un altro professore, un ciarlatano che alle bancarelle di strada non s’avvicina neanche per sbaglio. Poi ci sono una ragazza, qualche amore qua e là, e una sede del vecchio partito comunista allo sbando.

martedì 28 maggio 2013

Presentazione del libro 'BRUNO DA CITTADELLA, DOTTORE IN MALTA.Storie di operai, imprenditori e artisti' con l'autore Gigi Copiello





 'BRUNO DA CITTADELLA, DOTTORE IN MALTA. 
Storie di operai, imprenditori e artisti'  libro di Gigi Copiello

Mercoledì 12 Giugno ore 20,30
 ***

Questa è la storia di Bruno, contadino diventato muratore in proprio, che a un certo punto decide di scrivere sul suo furgone: "dottore in malta". Lui che quasi non sapeva scrivere. Bruno ha scritto così perché sapeva, invece, di avere un'arte: l'arte del lavoro. Ma questa è anche la storia di tanti operai e imprenditori, che si sono realizzati con l'ingegno, la fatica e la creatività. Uomini e donne che hanno imparato scienza e tecnica in fabbrica, davanti alle macchine. Che hanno lottato, faticato e bestemmiato. Attraverso gli occhi di Bruno abbiamo visto il cambiamento. Una volta il lavoro prometteva pane a chi aveva fame, sicurezza a chi stava nell'incertezza, libertà a chi era servo, diritti a chi aveva solo doveri. Oggi quel mondo è cambiato. Siamo arrivati alla fine del lavoro "dipendente", "esecutivo". Che sia in fabbrica, in ufficio o in bottega il lavoro dovrà tornare ad avere valore. Essere lavoro "creativo". Solo cosi l'uomo potrà intendersi davvero libero..



 "..Mentre tutti parliamo di lavoro, arriva in libreria il libro di un sindacalista sui generis che al lavoro – a com’era e a com’è diventato, a chi lo ha subito e a chi se lo è reinventato - dedica un’elegia e insieme una serrata analisi, di taglio personalissimo. Ne è autore il 62enne vicentino di Velo d'Astico Gigi Copiello, che lo scorso anno ha concluso la sua attività dimettendosi dalla segreteria della Cisl di Vicenza, dopo essere stato a lungo il leader regionale dei metalmeccanici della FIm.

Il libro - "Bruno da Cittadella, dottore in malta" (Ed. Marsilio, € 14) - restituisce in pieno il carattere schietto e il punto di vista eccentrico, e proprio per questo sempre stimolante, dell’autore, che lo ha fatto apprezzare (ma anche detestare) in tutti gli ambienti coi quali è venuto in contatto. Non è il suo primo libro, c’era stato anni fa il bel "Manifesto per la metropoli Nordest" (e almeno un altro, di filosofia, ce l’ha nel cassetto), ma questo ha una marcia in più nell’adesione piena e al tempo stesso consapevole al mondo del lavoro a cui egli ha dedicato tutta la sua vita, e nell’amore incondizionato (ma non cieco) per le persone che ne sono protagoniste. "

*articolo scritto da Sergio Frigo
http://sergiofrigo.myblog.it/archive/2012/03/23/gigi-copiello-quello-che-io-sindacalista-per-una-vita-ho-imp.html
 

'ITALIANI A LIEGI' presentazione libro con la giovane autrice Sabrina Ceccato




  ' ITALIANI  A LIEGI' 
di Sabrina Ceccato


 Presentazione  Giovedì 6 Giugno 2013 ore 20,30



Come sono arrivati in Belgio?
Che vita hanno fatto?
Come hanno mantenuto la loro identità nazionale? 
Questo libro tenta di dare qualche risposta a questi quesiti, ripercorrendo brevemente il percorso migratorio di migliaia di connazionali in cerca di fortuna all'estero, descrivendo il lavoro estenuante che fecero nelle miniere e osservando le difficoltà che affrontarono per ineserirsi nel nuovo Paese..


***


Il libro ripercorre anche la storia del Centro Sociale Italiano di Rocourt, punto focale della comunità italiana di Liegi, nel quale innumerevoli immigrati si sono ritrovati e hanno mantenuto viva la loro storia , cultura, lingua e religione fino ad oggi..


" Italiani a Liegi è un libro che parla di migrazione, e di uno dei tanti modi che i migranti trovano per confortarsi quando sono lontani dalla patria. Il libro è in parte esperienza personale, in parte racconto di altri protagonisti della migrazione, e in parte resoconto storico. La migrazione di cui si parla è quella italiana in Belgio, più precisamente a Liegi, dal dopoguerra in poi. Questa zona ha attirato molti italiani perché ricca di miniere di carbone che necessitavano tanta manodopera non specializzata; di tutti gli italiani trasferitisi lì in trent’anni, “solo temporaneamente”, pochissimi sono poi ritornati a casa. Rimanendo a lungo a Liegi, e non essendo accettati, almeno all’inizio, dai belgi, gli italiani hanno cercato un modo per mantenere viva la loro identità, e un luogo dove potersi ritrovare al riparo da sguardi duri e indagatori. Fu così che nacque il Centro Sociale Italiano di Liegi, un luogo fondato e gestito dai frati francescani veneti, dove gli italiani hanno trovato rifugio (non solo religioso) per decenni, e che ora cerca di mantenere viva un’italianità sempre più somigliante ad un belgicismo. La seconda parte del libro racconta questa storia, rendendo omaggio a tutti coloro che sono stati parte fondamentale di questo Centro Sociale, attorno al quale è ruotata negli anni la comunità italiana di Liegi. 
Le migrazioni sono da sempre fonte di conflitto, soprattutto per il paese ospitante. Eppure sono tutte molto simili. I meccanismi che le iniziano, le modalità in cui avvengono, gli effetti che provocano, i modi in cui vengono affrontate dai migranti variano molto poco, da qualunque paese si provenga e in qualunque luogo si vada. E nemmeno il ritorno a casa è semplice, per quei pochi che riescono a tornare. Sorgono altri conflitti, emergono altre differenze. Tendiamo tutti a dimenticare, a creare distinguo, a sentirci dalla parte di chi ha ragione. Ma sarà poi tutto così semplice, così bianco o nero?" 

Sabrina Ceccato


Sabrina Ceccato, l'Autrice:


Nasce a Liegi, terza generazione di emigrati italiani in Belgio. Cresce in un ambiente di emigrazione e ne sperimenta le problematiche, seppur attenuate, data la giovane età.
Le capisce meglio quando rimpatria con la famiglia nel 1989, e anche in Italia viene considerata "straniera" perchè non parla bene la lingua e non conosce del tutto i costumi locali. Il suo percorso personale e di studio l'ha portata ad approfondire la conoscenza dei popoli migratori- non solo quello italiano- e in questo libro ripercorre le memorie della sua infanzia..

sabato 25 maggio 2013

In alto i calici !!


Cominciamo col dire che questo weekend si beve. Non è una dichiarazione d’intenti ma una realtà di fatto. Sabato e domenica si terrà infatti Cantine Aperte , un evento che si celebra da vent’anni circa, e che fa sì che si possa scorrazzare di cantina in cantina assaggiando vini, in alcuni casi prodotti tipici  e apprendendo tecniche e metodi della vinificazione.

Per certi miei amici è un evento epocale, l’aspettano come si aspetta da bambini il Natale, si preparano tutto l’anno, più o meno così. Poi l’ultimo weekend di maggio via pei i Colli Euganei a ricordarsi quant’è buono il vino buono.
Io quest’anno li abbandono: domani hanno fissato la partenza alle 10 di mattina… Mi vedrei già addormentata in un prato alle 3 di pomeriggio.
Tutto questo per dire che oggi il menù offre libri che c’azzeccano col vino.






 Viaggi fatti apposta

Mario Soldati ha intrapreso una specie di Cantine Aperte in solitario per ben 3 volte, tra il 1968 e il 1975. Tre viaggi in cui l’obiettivo era scovare i vini veri e buoni d’Italia. Il contesto storico era ben diverso dal nostro. La tendenza generale era quella di allontanamento dalla terra contadina. Soldati non ne voleva sapere di rinunciarci, e Vino al vino è l’occasione per tornare con lui al lavoro della terra e a storie popolari.

Anche Miles e Jack viaggiano sulla via del vino, ma con intenti e modi, diciamo, diversi. Saranno quasi sempre ubriachi. Il secondo sta per sposarsi, il primo, uno scrittore fallito, lo trascina in un addio al celibato di una settimana tra i vigneti di una vallata californiana. Semiautobiografico, Sideways è un romanzo movimentato, alcolico e malinconico su due giovani uomini bloccati, indecisi, molto persi.


Un eno-viaggio se lo fece anche Ezio Rivella. Come racconta in Io e Brunello, andò a Montalcino, disse ai contadini “Le vostre botti sono vecchie, antiche. Bruciatele tutte se non volete che nel vostro Brunello ci sia robaccia”, capì le potenzialità del Brunello, e con parecchi dollari in tasca provenienti da una famiglia italoamericana mise su un’azienda che divenne un impero. Il Castello Banfi fu inaugurato hollywoodianamente nel 1984, il Brunello di Montalcino arrivò in tutto il mondo, e quella parte di Toscana non fu più la stessa.



Slacciare le cinture

Massimo Donà al vino ha riconosciuto dignità filosofica. Semplicemente perché gliela riconobbero i filosofi stessi. Il vino aiuta ad allentare le strettoie di una ragione rigida, e a sentirsi ad agio con le sfaccettature e le contraddizioni della realtà. Io la userei come scusa alla prossima sbornia. Tornando alla Filosofia del vino, dagli egizi ai greci ai giorni nostri, nessuno ha mancato di riconoscere al nettare degli dei grandi qualità. E il modo in cui è stato consumato è un modo di leggere la storia dell’umanità.

Il brigante di Marco Vichi è un esempio di come il vino sciolga i lacci dell’autocontrollo. Si scatena una tempesta, e quattro uomini sono costretti in un luogo ristretto, una taverna sui monti. Accanto a loro Frate Capestro, il brigante del titolo, su cui girano certe leggende. Ma quel criminale non è l’unico ad avere trascorsi da nascondere. Attorno al tavolo e scaldati dal vino, i quattro si lasciano andare a svelare nefandezze proprie, che non hanno niente da invidiare a quelle di un brigante.


Il libro più venduto al Salone, ottime idee, grandi preti e chiavi in mano..



Eccomi qua, reduce dalla Notte Bianca, con due occhiaie da paura, e con le mie recensioni. 

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 Lui è tornato, Timur Vermes: abbiamo un narratore d’eccezione: Hitler. Però non siamo negli anni 30 né in quelli 40, è il 2011. Come Elvis, Hitler non è affatto morto nel 1945, solo che si è risvegliato adesso e non ha idea di quello che è successo nei 66 anni trascorsi. Si ritrova in una Berlino che non riconosce, va dalla gente dicendo chi è, nessuno gli crede, e finisce addirittura per essere ingaggiato in TV. Il problema è questo: che di nuovo capisce come prendere consenso, e di nuovo riscuote successo. Lui è tornato in Germania è stato un caso letterario, e pare che sia il libro che abbia più venduto all’appena finito Salone del Libro di Torino.

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L’imitatore di voci, Thomas Bernhard. Alla base un’idea che da sola basta a farti venire voglia di mollare qualsiasi cosa tu stia facendo e aprire il libro. Abbiamo un cronista obiettivo che ci restituisce una serie di fatti, un cronista che riesce a imitare qualsiasi voce (da qui il titolo). E come sempre con Bernhard, caustico e ironico come pochi su uomo e società, il reale e il grottesco non sono poi così distanti. Anzi.

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Don Milani, Mario Lancisi: a proposito di sacerdoti con gli attributi, sacerdoti che hanno voluto fare ciò che teoricamente il loro mestiere gli chiede di fare, se si va a vedere la Parola di cui la loro religione si fa portavoce, e dico “a proposito” perché pochi giorni fa ci ha lasciato proprio uno di questi sacerdoti, che la propria vita l’ha messa al servizio dei più persi e emarginati; a proposito di certi sacerdoti, dicevo, questo libro racconta cosa fece Don Milani, che pensò a un nuovo modo d’istruzione e buttò tutto il suo impegno nel dare la possibilità anche a chi socialmente non ce l’aveva d’istruirsi davvero.

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 Molto forte, incredibilmente vicino, Jonathan Safran Foer: c’è chi Foer lo conosce per Ogni cosa è illuminata, chi per Se niente importa. Ora si aggiunge questo suo secondo romanzo del 2005, uno dei primi a trattare il “post 11 settembre”. Siamo a New York, siamo dietro lo sguardo di un ragazzino, e abbiamo come lui una chiave in mano, trovata per caso nel magazzino di nostro padre. Cosa apre quella chiave?
Non basta, alla narrazione s’aggiungono foto della città e lettere del passato.