giovedì 28 agosto 2014

Il rientro dalle ferie è SEMPRE traumatico.

Lunedì notte, ore 3: mi sveglio e giustamente ho fame. Vado in cucina a mangiare. Finito, torno verso la camera. La luce in corridoio non l’accendo. Sbatto il mignolino del piede contro la porta, dò una spallata al muro e ci sbatto pure  la testa. Riesco a raggiungere il letto, mi addormento e naturalmente inziano gli incubi dovuti alla digestione lenta..

Tutto questo per introdurre la prima carrellata di recensioni post-ferie.. che tratta di

              Incubi, realtà e deliri.



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LE NERE ALI DEL TEMPO, di Diane Setterfield
Will Bellman ha dieci anni e quattro giorni quando corre con gli amici a giocare nei campi vicino al fiume, dove i corvi scendono in picchiata in cerca di larve. «Scommetto che riesco a colpire quell'uccello» dice euforico, indicando il ramo più alto di una quercia lontanissima. Un'impresa decisamente fuori dalla sua portata. In un silenzio da rito mistico cerca la pietra più adatta, liscia e tondeggiante, carica la sua fionda perfetta, si prepara al lancio con i muscoli tesi e il cervello che calcola la direzione esatta. Will è un tiratore esperto, ha vista buona e mano ferma, si esercita molto. E così la pietra parte in volo, talmente lenta da far sperare che l'uccello nero riesca a volare via. Ma l'uccello non si muove e la pietra completa il suo arco. Il corvo stramazza a terra. Il mattino dopo Will si sveglia con la febbre altissima, e per una settimana suda e urla di dolore nel suo letto, tutte le forze di bambino tese in un'unica grande sfida: dimenticare quello che è accaduto al fiume. Molti anni dopo, Will Bellman è un uomo di successo, dirige il grande opificio di famiglia, ha una bella moglie e figli amatissimi. Improvvisamente, però, una serie di episodi sinistri comincia a distruggere tassello dopo tassello quella vita che ha così magnificamente costruito. Lutti e disgrazie si presentano con sempre maggior frequenza, come le apparizioni dello sconosciuto vestito di nero che sta all'ombra del camposanto. Un uomo che forse esiste o forse no, e che un giorno avvicina Will per proporgli uno strano affare: perché non aprire insieme un negozio nel pieno centro di Londra, il primo emporio del lutto, dove trovare tutto ciò che serve per affrontare le situazioni di cordoglio, dalla bara all'ombrello? Will accetta. Gli affari decollano, la fortuna sembra benedirlo di nuovo, e inizia quasi a credere che il passato possa essere finalmente dimenticato. Ma i corvi non hanno dimenticato...

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ARRIGONI E L'OMICIDIO DI VIA VITRUVIO, di Dario Crapanzano
Milano, marzo 1953: Flavio Villareale, cinquantenne, attore, regista e proprietario del Teatro Imperiale, un elegante edificio liberty in zona Stazione Centrale, viene trovato senza vita nel suo appartamento di via Vitruvio, a due passi dal teatro. A scoprire il cadavere è Umberto Calcaterra, socio di Flavio e amministratore del teatro. L'esame del medico legale riscontra i segni inequivocabili di una morte per soffocamento: Flavio Villareale è stato ucciso. Trovare l'assassino è compito degli uomini del Commissariato Porta Venezia, guidati dal commissario capo Mario Arrigoni, convocato sul luogo del delitto al ritorno dalla interminabile festa di matrimonio del suo vice, Salvatore Mastrantonio, fresco sposo alla tenera età di cinquantaquattro anni. Il viaggio di nozze priverà Arrigoni dei servigi non proprio indispensabili del vice, a favore di quelli ben più brillanti dell'ispettore Giovine. I primi colloqui già mettono in evidenza la personalità della vittima, geniale artista ma pessimo soggetto: assatanato di sesso, dedito a pratiche sadomasochistiche, non esita a sfruttare il suo fascino e la sua posizione per sedurre ogni bella donna che incontri sul suo cammino. Come se ciò non bastasse, pesanti ombre arrivano anche dal passato: mussoliniano fino al fanatismo, pare abbia denunciato oppositori veri e presunti del regime all'Ovra, la polizia segreta fascista, non senza ricavarne un tornaconto personale. Toccherà al commissario Arrigoni risolvere il mistero, tra giovani e bellissime attrici, suggeritori ottuagenari e camerati non troppo pentiti... Per concludere che, ancora una volta, con un po' di generosità e meno egoismo, non ci sarebbero stati né morti né assassini. Dopo lo straordinario successo dei primi quattro romanzi torna Mario Arrigoni, il commissario dal volto umano, capace di comprendere le ragioni di tutti, innocenti e colpevoli. E tornano i luoghi e le atmosfere degli anni '50, con usi e costumi quotidiani di cui resta oggi solo un vago e dolce ricordo, descritti alla perfezione da Dario Crapanzano, una delle voci più originali e autentiche della grande scuola lombarda del noir.

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A SANGUE FREDDO, di Truman Capote
 Pubblicato nel 1966, "A sangue freddo" suscitò una serie di polemiche di carattere letterario ed etico-sociale. L'autore venne accusato, tra l'altro, di voyerismo cinico, per aver voluto registrare "oggettivamente" un fatto di cronaca nera, anzi di violenza gratuita, avvenuta nel cuore del Middle West agricolo: lo sterminio brutale di una famiglia da parte di due psicopatici. Nel libro, la visione puntuale delle dinamiche della vicenda, ottenuta grazie all'assidua frequentazione dei due colpevoli, giustiziati dopo un processo durato sei anni, è filtrata e riscattata attraverso una sapiente rielaborazione stilistica.
 Il fatto...
Due giovani, Perry Edward Smith e Richard Eugene Hickock, usciti di carcere in libertà vigilata, fidandosi di una vaga informazione relativa all'esistenza di una cassaforte in casa di un agricoltore, si dirigono ad Holcomb, la città del Kansas dove questi vive con sua moglie e due figli. Nella notte, penetrati nella casa, dopo aver cercato invano il denaro, Smith ed Hickock uccidono l'intera famiglia per nulla. Inizia così la loro fuga mentre la polizia brancola nel buio, non trovando alcun movente al delitto. Ma un'informazione proveniente dal carcere mette la polizia stessa sulle tracce dei due che, catturati per il furto di un'automobile, dopo un lungo interrogatorio, confessano le loro colpe.

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giovedì 14 agosto 2014

☼ Chiuso per Ferie ☼



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Piccola Libreria Andersen chiuderà per ferie da

VENERDI' 15 AGOSTO
a MERCOLEDI' 20 AGOSTO


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(.. mi ritroverete tra i libri da Giovedì 21 )



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martedì 5 agosto 2014

Effetti Naturali...


Come 'femmina', da qualche anno uso dei cosmetici, e da qualche tempo cerco di stare attenta ai cosmetici naturali che non fanno male alla pelle.. Dopo i cosmetici, la stessa preoccupazione  l’ho applicata anche agli shampoo: solo 'roba' naturale.  

Se non fosse per un piccolo particolare , scoperto non appena, dopo la doccia, ho posato il phon. Avrò pure rispettato i miei capelli, ma nonostante l’etichetta promettesse profumo di mimosa e miele, la mia testa era in pratica una candela alla citronella.
Per carità eh, ho passato la serata alla sagra di paese e di zanzare neanche l’ombra, ma non è esattamente il massimo avere la chioma odorosa di candelotto alla citronella anti-zanzara..


                     Oggi si recensiscono dei libri 'naturali'.




In teoria e in pratica

 C’è una cosa che ci viene naturale, forse è la cosa che più ci viene naturale: respirare. Ecco, metti il caso che la cosa più naturale fosse invece artificiale: Ricardo Piglia, argentino, ha scelto quest’idea per titolare un suo capolavoro: Respirazione artificiale, dove, tra le trame che si ramificano perfettamente lungo il libro, si respira ciò che tende a soffocare qualsiasi impulso naturale: l’oppressione. Non è un caso, visto il luogo e il tempo in cui il libro fu scritto.

Ora, per tornare a me e ai miei capelli, un libro di tutt’altro genere. Una guida pratica, cioè, per chi si mette in testa non uno shampoo alla citronella ma l’idea di farsi da sé i cosmetici usando ingredienti soltanto naturali. Attenzione, però, Cosmesi naturale pratica non è solo questo: è anche un manuale sull’alimentazione, su certi prodotti che si trovano in vendita al supermercato, e non si fa mancare neanche qualche ricetta di cucina.


Dall’inizio alla fine

Per chiudere, natura dal principio alla fine. Ovvero: prima dalla nascita,dall’inizio della vita. Crearla artificialmente, la vita, viene visto come una specie di sacrilegio da alcuni, come un argomento troppo delicato da altri. Philip Ball, che ha la passione di scrivere di scienza, in Non è naturale ha voluto spiegarci che la diffidenza, che a volte diventa ripugnanza, verso l’argomento è cosa “recente”. Nei miti e nelle leggende, di vita artificiale, ce n’è in abbondanza. E poi ci racconta come stanno scientificamente le cose, al momento.

Infine la fine. Lo so, non è il massimo chiudere una lettera con l’immagine della morte, ma, che ci vogliamo fare, purtroppo è naturale. C’è un tipo di morte che però non lo è per niente: l’omicidio. E c’è un tipo di omicidio che viene percepito come uno dei picchi degli atti contro natura: l’uccisione del padre. Grazie per il fuoco di Benedetti è un bel romanzo che si ficca nella testa del figlio, che ha questa voglia, e ce lo spiega per bene eh, il perché, tanto per bene che siamo quasi tentati di dirgli: “Ma sì, fallo”. Lo farà?

I PENSIERI OZIOSI DI UN OZIOSO: libro per un’oziosa vacanza ☼




Estate, tempo di riposo e di ozio: quale migliore lettura allora di un libro come quello di Jerome K. Jerome che ci propone oziose riflessioni?

Un libro con questo titolo
I pensieri oziosi di un ozioso: libro per un’oziosa vacanza 
sembra adattarsi perfettamente allo stile vacanziero di questi giorni; eppure, sebbene potrebbe all’apparenza evocare disimpegno e relax, riserva delle sorprese. E ciò fa piacere a chi, pensa che l’estate non debba per forza essere il momento in cui si stacca completamente il cervello. Tutto, dalla televisione al cinema, passando per l’editoria, suggerisce frivolezza e superficialità ad ogni costo. Come se pensieri un po’ più profondi potessero rovinare il divertimento.

Jerome Klapka Jerome, il geniale autore di 'Tre uomini in barca' e 'Tre uomini a zonzo', partendo dall’elogio di una certa forma di pigrizia 

“È impossibile godere la pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio lavoro da compiere. Non è affatto divertente non far nulla quando non si ha nulla da fare. Perdere il tempo diventa una mera occupazione, allora, e un’occupazione tra le più affaticanti. L’ozio, come i baci, per esser dolce deve essere rubato.“ 

lascia scorrere la penna sui più svariati e universali temi (l’innamoramento, il tempo, la timidezza, la povertà, la memoria...) con l’ironia e la lucidità che lo contraddistinguono. Ed è sorprendente accorgersi di quanto le sue riflessioni, nate più di un secolo fa, siano attuali. Segno che fosse un grande conoscitore della natura umana, o che, forse, evolversi in alcuni campi sia per l’uomo impossibile.

La raccolta I pensieri oziosi di un ozioso è dedicata alla sua pipa, compagna di ozio dell’autore, ed è composta da quattordici articoli indipendenti tra di loro..

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martedì 22 luglio 2014

Formaggi ed equazioni.

Venerdì scorso, non ero al lavoro, mi trovavo in un letto che non era il mio, immobile e imperturbabile agli eventi. Il mio isolamento mentale viene rotto da un dialogo che mi prende. Apro gli occhi e mi ritrovo ad ascoltare i discorsi della mia compagna di 'cameretta' col marito: un uomo e una donna di circa sessantacinque anni. Si parlava di formaggi magri. O quasi.

“Gianni, come te lo devo di’. La robiola c’ha il 32% di grassi!”
“Ma la Luisa ha detto di no. Dice che è magra.”
“No oh Gianni! La ricotta è magra, la robiola no. È che Luisa a ‘ste cose non ce guarda. Io c’ho guardato. La robiola dell’Eurospin, vabè, c’ha il 35% di grassi, quella Osella il 32… quella del Lidl non so, quella non c’ho guardato.”
“Ma..”
“No Gianni! Luisa non ce guarda. La robiola non è come la ricotta che qualsiasi prendi è uguale. Non è magra. Se la robiola è X, la ricotta è Y“.
Silenzio del signor Gianni, riflessivo di fronte all’equazione. Poi, fuoriesce la sentenza finale: “Sarà cuscì”.


E dopo il “sarà così” conclusivo di Gianni, ripercorriamo questo denso dialogo ospedaliero con qualche recensione.. 




Trentadue
Partiamo dai latticini, scatenanti la foga della canuta signora. In Lombardia la pànera è la crema di latte, la panna, diciamo. E Foscolo, sulla base di questo, chiamò Milano Paneròpoli. Hans Tuzzi lo sapeva, come sa tante altre cose con la sua ricca cultura, e c’ha ambientato un romanzo, dove vivono in tanti e succedono cose, si è sereni dopo una cattiva azione, ovunque trionfano impazienza e Vanagloria, e ci si diverte, in mezzo a tutto questo, ebbene sì, finisce che ci si divertono un po’ tutti, tu, Hans Tuzzi e quegli individui fittizi che sono i personaggi.
Seconda tappa del dialogo, quel trentadue difeso con le unghie e coi denti dalla professionista di percentuali (senonché, 10 minuti dopo la chiusura di Gianni, l’ho vista controllare allo smartphone e sentita dire: “Ah no, c’ha il 26%”). Trentadue sono gli anni in cui lascia il mondo il povero D.D., proclamatosi per anni egregio scrittore, ma l’amico filologo che ci trascina nella ricostruzione della sua vera vita scopre che quello che sta ricostruendo sono Vita e morte di un giovane impostore.


Gianni

Chiudiamo col signor Gianni. Gianni come Gianni Tetti, uno scrittore italiano che ha alle spalle una raccolta di racconti, e da poco è tornato con un romanzo chiamato Mette pioggia. C’è uno scirocco che soffia incessante, e “qualcuno da qualche parte ha detto che quando c’è quello scirocco vuol dire che c’è il diavolo in giro”. In effetti succedono strane cose in Sardegna. Senza dimenticare il fatto che sembra essere l’ultima settimana a disposizione per l’umanità.



martedì 8 luglio 2014

Recensioni di Luglio ** :-)


“Pronto?”
-È una voce di donna, di mezza età, umana.-
Continua: “Parlo con la signora Bordignon?”
Ci penso: “Sì, (mi pare) sono io”.
Da questo momento la voce cambia. Da donna di mezza età umana, anche con un tono personale, riconoscibile, che se avesse chiamato casa sua, anziché casa mia, le avrebbero risposto: “Ah sì, mamma, ciao, dimmi”, diventa voce metallica, di corpo estraneo.
“Chiamo per il sondaggio tal dei tali, i suoi dati saranno trattati tal dei tali, ai fini tal dei tali…”. Una serie di domande sulla mia situazione lavorativa attuale, con quel tono di voce alla Robocop, terribile, che è rimasta monotona durante l’intera conversazione telefonica, che è sembrata tra esseri di due specie diverse: una animata, l’altra inorganica. Ho pensato a quante volte quella donna nelle ultime ore, in un giorno, o in una settimana, o nell’ultimo mese, avesse dovuto ripetere quelle stesse domande al telefono. Una ripetizione tale da darle sembianze vocali robotiche.



Parliamo di ripetizione.

Colazioni e decenni
Tu vivi e ogni giorno che vivi diventa qualcosa di diverso dal giorno precedente, giusto? Bene. Immagina che non sia più così, non a livello giornaliero ma decennale. Immagina che ogni decennio che vivi si azzeri e si ripeta da capo. Succede in Splendido visto da qui di Walter Fontana, dove si esiste in una condizione da sedativo, ovvero di non-paura-del-futuro-perché-il-concetto-di-futuro-quasi-non-esiste. E non scordiamo la cura con cui Fontana ha ricreato i dettagli di ogni età.
Dopo la ripetizione di decenni, la ripetizione di azioni. Le abitudini, la routine, quei gesti e modi che sono nostri usualmente. Prova a pensare di applicare sopra alle azioni che ripeti tutti i giorni uno sguardo diverso, filosofico o simile, uno sguardo che ti faccia scorgere aspetti di quelle azioni che non avresti mai pensato di considerare se non avessi adottato quello sguardo filosofico o simile. Per farlo fai Colazione da Socrate con Robert Rowland Smith.


Considera una situazione di scontri, considera che questi scontri si ripetano continuamente nel tempo e che perciò questa situazione sia durevole. Cosa si crea nonostante gli scontri e le frizioni che gli scontri scatenano? Equilibrio. Dove succede? Attorno a te. Quando? Ogni giorno. Che sto dicendo? Che la scrittrice premio Nobel Doris Lessing ha scritto un libro, magari meno noto ma non meno degno di nota dei suoi altri, su tutto questo, e si chiama Shikasta.


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Regole e principi
Se hai una regola da seguire correntemente, correntemente eseguirai ciò che la regola prescrive. Quindi ripeterai ciò che la regola prescrive, ok? Ad esempio: regola di muovere i piedi sul selciato secondo un certo schema. Metti che sia una Voce a dirti le Regole da seguire pedissequamente, fino quasi a esser visto come folle. Metti che in più sei un bambino: sei in una delle storie dell’Età inquieta della Starobinec, ottima scrittrice russa contemporanea.

Per finire, ripetiamo l’intera storia umana. Da quando non c’era mezzo segno di civiltà, e ti avrebbero potuto chiamare Alce, o Agnello, dall’istinto cosiddetto animale. L’ultimo romanzo di Carlo D’Amicis, Quando eravamo prede, ci piazza in un bosco primigenio e ci dà fattezze di bestie, per poi replicare la storia umana, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui non abbiamo più “una sapienza naturale che ci guidi, ma nello stesso tempo ci ritroviamo spesso sopraffatti da reazioni istintive” e ci muoviamo “tra un luminoso progresso che ci innalza allo stato di semidei e un oscurantismo che ci sprofonda verso meccanismi primordiali”.


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martedì 1 luglio 2014

Cronache dall' orto.


L’altra mattina, alzatami di buon’ora e subito a sistemare un pò il mio mini/mono/micro appartamento, col caldo e la finestra aperta, ho sentito chiare delle voci. Quelle dei vicini che lavoravano l’orto. Marito e moglie. La voce di lui, più presente, è diventata una sorta di TG live. In 5 minuti gli ambiti giornalistici li abbiamo toccati un po’ tutti.
Siamo partiti con la cronaca nera più recente: certi omicidi familiari, con commenti d’incredulità spontanea (“Ma cossa ghe sarà passà per la testa??!!”). Abbiamo proseguito con la politica, e ce n’è stato per tutti. Siamo passati per lo sport, trattando i Mondiali in corso (“Balotelli in primis poi critiche a Buffon e alla moglie per non so quale motivo; infine, riassuntivo: “Sta gente prende massa schei”).
Abbiamo terminato con un po’ di cronaca rosa locale, familiare (disquisendo prima sul ragazzo nuovo della vicina di casa: “Ma di chi è parente?”.. E poi pettegolezzi a tutto spiano su gente che ancora, per fortuna, non conosco..

 Oggi facciamo un TG anche noi.



C’è pure la bianca
Seguiamo la scaletta del vicino, partiamo con la cronaca. Quella nera. Quando Emmanuele Carrère seppe che Jean-Claude Roman aveva ucciso moglie, figli e genitori, e che aveva mentito a tutti negli ultimi 18 anni decise di incontrarlo. Fu una conoscenza che lo turbò e cambiò, lo portò a occuparsi per sette anni della stesura di L’Avversario , che non seppe bene come impostare fino a quando scelse di non mettersi fuori dai fatti: “ho scritto il libro alla prima persona. Penso che questa scelta mi abbia salvato la vita, non esagero”.

La cronaca nera sta anche in Mani buone per impastare,  firmata Slawka G. Scarso. Cronaca nera di fatto o cronaca nera potenziale, perché ciò che intesse i racconti che si succedono è una sensazione di tensione, di tragedia che potrebbe scoppiare, basterebbe giusto un movimento in più del capo, un’altra parola detta dal vicino o convivente. E poi c’è la rubrica dell’Amministratore del Cuore, della rivista Visto e Rivisto, che dispensa consigli, diciamo, pratici.


Luca Rastello s’è occupato di cronaca, anche giudiziaria, in passato con inchieste e reportage. Da poco ha pubblicato un romanzo, che si chiama I buoni, e tratta brutalmente certe ombre del sociale. Certe ombre di certo sociale, quello che ha trame taciute ma chiare col potere sporco, e ha un’etica interna di soprusi e ricatti. I buoni del romanzo sono quelli della comunità In punta di piedi, nella quale Rastello opera uno scoperchiamento progressivo fino a un ribaltamento radicale.

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Sport e cultura
Ora, sport. E attualità. Perché Futebol ci racconta in particolare il calcio brasiliano. Ma non è un resoconto delle imprese del Brasile o un ritratto collettivo dei calciatori più forti, no, è il racconto di aspetti del calcio che mai si vedono. Perlomeno da qua. Alex Bellos, che nella vita ha studiato matematica e di matematica ha scritto con successo, ha scritto anche questo libro calcistico, che gli è valso vari premi, tra cui il British Book Awards, come libro sportivo dell’anno. È un’alternanza di tinte fosche e divertimento, e di personaggi disparati.

Infine, inserto culturale. Musicale, precisamente. Ho scelto questo campo perché sta per arrivare la bella biografia di Coltrane, Al posto della libertà, scritta da Vittorio Giacopini. È una biografia ma non solo, perché attraverso la figura di Coltrane si sviluppa un libro che è più in generale su chi ha sete di sperimentare continuamente, e usa l’arte che pratica come il mezzo principale per sviluppare in senso migliore la propria persona.


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giovedì 12 giugno 2014

*Presentazione libro: 'ABBECEDARIO DI CUCINA VENETA', con gli autori A. Sandri- M. Falloppi

 Piccola Libreria Andersen & Trattoria La Caissa presentano

I Libri: 'Cibo per l'anima ..
 E non solo!'
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Martedì 24 Giugno 
ore 20,00
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Incontro con gli autori
Amedeo Sandri e Maurizio Falloppi

 'ABBECEDARIO DI CUCINA VENETA .Racconti e ricette di Economia domestica'

presso Trattoria Caissa, Corso Mazzini 104 - Marostica (VI)

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*Ingresso libero, segue degustazione risotto alla ciliegia accompagnato da Vespaiolo Doc di Breganze*





..Il nuovo lavoro del celebre maestro di cucina Amedeo Sandri, integrato nel testo dalla sua versione in inglese, è frutto di una pluridecennale esperienza e di amorevole cura per la tradizione della cucina vicentina e veneta. Sandri, con l’esperto sommelier Maurizio Falloppi rivisitano percorrendoli dalla A alla Z, gli usi della cucina rurale vicentina contribuendo così a tramandare memoria di consolidate e non casuali abitudini culinarie ed enogastronomiche.
Così facendo ci restituiscono, anche a futura memoria, ciò che quanto ad usi alimentari, di utile e prezioso ci hanno lasciato i nostri avi. Si tratta se così vogliamo interpretarla, di una raffinata forma di cultura tradizionale riferita ad usi apparentemente semplici ma in realtà perfezionati da secoli di esperienze, di memorie, che la fretta a volte dissennata dei nostri tempi, rischia di disperdere nell’oblio.Sono usi contenuti nelle nostre stesse radici (quello che oggi si definisce il nostro DNA) senza il quale ogni individuo perde storia, identità, appartenenza, per ridursi ad
entità anonima in un mondo di anonimi.


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martedì 10 giugno 2014

Il caldo gioca brutti scherzi...


Tratto da una storia vera: Inizio anni '90, estate, una madre con i due bambini sta tornando a casa dal supermercato, è stanca. Entra nel condominio in cui abita, trova l’ascensore libero, vi s’infila, posa le buste della spesa, i bambini lì accanto. L’ascensore si ferma, la donna esce, vede la porta di casa socchiusa. “I ladri!”, pensa. Corre al piano terra confusa, bussa alla porta dell’inquilino carabiniere, lo allerta, lui chiama in centrale, arrivano tre o quattro colleghi con pistola, salgono veloci, trovano la porta socchiusa, sentono le voci dentro, irrompono nell’appartamento con le armi in pugno… si trovano di fronte gli occhi spalancati di un marito e una moglie allibiti. Legittimi proprietari dell’appartamento invaso.
La donna aveva sbagliato piano.

Oggi si parla di furti.



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M’hanno ripulito
I ladri a casa dei Ransome ci sono stati davvero, e l’hanno lasciati Nudi e crudi: l’hanno ripuliti. Del tutto. Pure la pirofila con lo sformato è scomparsa.Casa vuota. Bennett (che non nominavo da un po’, ogni tanto fa bene farlo) aveva sempre voluto scrivere un dramma che fosse su un palco vuoto. Poi questo dramma è diventato un romanzo, che parte da un furto totale per far scattare un incastro di colpi di scena che svela quel che prima del furto era sempre restato velato.

Ora istruzioni su Come rubare un missile cruise e vivere felici da un giornalista, germanista e traduttore di autori come Kafka e Zweig. Questo libro è un serrato avvicendamento di situazioni paradossali, inaspettate, episodi erotici, grotteschi, arabi, hippies ed ex nazisti. Protagonisti due coppie con due ladri: da una parte un ladro protettore e una prostituta, dall’altra un ladro apprendista e una cassiera di un cinema porno. Si parte rubando una cassa da un automezzo militare visto passare per caso. Si finisce molto lontano.

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Chiudo biblicamente. Il settimo comandamento dice Non rubare, e Guido Rossi, un giurista, con Paolo Prodi, l’ha scelto come titolo del libro con cui ha voluto capire cos’è successo nel tempo al concetto di furto, raccontarcelo e spiegarci così com’è che siamo arrivati alla situazione in cui siamo adesso, per cui diciamo che una sorta di furto legalizzato è pienamente vivo e attivo più che mai. Ed ecco perché poi sentiamo parlare di crisi.

mercoledì 4 giugno 2014

Post 'difettosi' per libri altresì Meravigliosi



Django Reinhardt nacque nel 1910. Dodici anni dopo ricevette come regalo un banjo, sei anni dopo ancora la sua roulotte s’incendiò e la sua gamba destra e la sua mano sinistra non ne uscirono troppo bene. Da quel giorno la mano sinistra difettò dell’uso di due dita, e la chitarra non sembrava più il passatempo più accessibile. 

Non vi dico questo perché oggi sono in vena di tragicità, perchè in realtà questo mercoledì 4 giugno è iniziato bene..Vi dico questo perché invece Reinhardt suonò in seguito come mai prima di allora, i inventò una tecnica sua per compensare il difetto, diede vita a quello che oggi chiamiamo 'Jazz Manouche' (o Gipsy Jazz), e viene considerato ancora uno dei più grandi chitarristi jazz che ci abbiano dato in dono la loro bravura.


Andiamo con alcune recensioni di libri che hanno dei difetti dentro, 
che si superano però, niente panico.

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Mancanze e risvolti
Laura Di Falco è stata una donna dall’animo sempre deciso, anche ad andar contro a chi la donna la voleva un po’ menomata. Oltre a questo, è stata una scrittrice che ha avuto l’appoggio di autori quali Montale e Brancati, per dirne due soltanto. Non è molto nota, ma la si sta giustamente ripubblicando, e in quest’opera buona di ripubblicazione rientra pure Le tre mogli, che mette al centro un uomo che ha un difetto fisico, se ne infischia, e accumula non solo ricchezza, ma pure più spose.

In Dieci dicembre di George Saunders c’è un racconto che credo capiti raramente di avere il beneficio di leggere. Quando Saunders scrive un racconto riesce a diventare completamente un altro, anche linguisticamente intendo, e questo già non è da tutti. Anzi, questo direi che è qualcosa che solo gli scrittori in stato di grazia riescono a fare. Ebbene, in Le ragazze Semplica, dove tutti difettano di qualcosa, anche certe ragazze usate in un modo da restarci sbalorditi, Saunders è in un assoluto stato di grazia.



Scienziati
Di Oliver Sacks ne avrete di sicuro già sentito parlare. C’è un suo libro che, col tema di oggi, cade a fagiolo, calza a pennello, è la morte sua, quello che volete voi. L’occhio della mente parla di casi concreti di uomini e donne che improvvisamente hanno avuto una mancanza legata all’occhio, dal musicista che non vede più, allo scrittore che non riconosce più le parole, a Sacks stesso che non riconosce le facce. Cosa escogita il nostro cervello per ovviare? No, non cercare di indovinare, non potete nemmeno immaginarlo.

Altro scienziato che la scienza la racconta in un modo che non puoi da lei non farti allettare: Jim Al-Khalili. Nella Fisica del diavolo  si occupa di ciò di fronte a cui la logica pare difettare, i paradossi che troviamo belli pronti in natura. Ma è proprio quando la mente sembra difettare che deve fare uno sforzo in più e allora ha la possibilità d’allargarsi. Il difetto è solo apparente, non è vero che certi rompicapo fisici sono insolubili, c’è una spiegazione e possiamo formularla e capirla.


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