martedì 5 agosto 2014

Effetti Naturali...


Come 'femmina', da qualche anno uso dei cosmetici, e da qualche tempo cerco di stare attenta ai cosmetici naturali che non fanno male alla pelle.. Dopo i cosmetici, la stessa preoccupazione  l’ho applicata anche agli shampoo: solo 'roba' naturale.  

Se non fosse per un piccolo particolare , scoperto non appena, dopo la doccia, ho posato il phon. Avrò pure rispettato i miei capelli, ma nonostante l’etichetta promettesse profumo di mimosa e miele, la mia testa era in pratica una candela alla citronella.
Per carità eh, ho passato la serata alla sagra di paese e di zanzare neanche l’ombra, ma non è esattamente il massimo avere la chioma odorosa di candelotto alla citronella anti-zanzara..


                     Oggi si recensiscono dei libri 'naturali'.




In teoria e in pratica

 C’è una cosa che ci viene naturale, forse è la cosa che più ci viene naturale: respirare. Ecco, metti il caso che la cosa più naturale fosse invece artificiale: Ricardo Piglia, argentino, ha scelto quest’idea per titolare un suo capolavoro: Respirazione artificiale, dove, tra le trame che si ramificano perfettamente lungo il libro, si respira ciò che tende a soffocare qualsiasi impulso naturale: l’oppressione. Non è un caso, visto il luogo e il tempo in cui il libro fu scritto.

Ora, per tornare a me e ai miei capelli, un libro di tutt’altro genere. Una guida pratica, cioè, per chi si mette in testa non uno shampoo alla citronella ma l’idea di farsi da sé i cosmetici usando ingredienti soltanto naturali. Attenzione, però, Cosmesi naturale pratica non è solo questo: è anche un manuale sull’alimentazione, su certi prodotti che si trovano in vendita al supermercato, e non si fa mancare neanche qualche ricetta di cucina.


Dall’inizio alla fine

Per chiudere, natura dal principio alla fine. Ovvero: prima dalla nascita,dall’inizio della vita. Crearla artificialmente, la vita, viene visto come una specie di sacrilegio da alcuni, come un argomento troppo delicato da altri. Philip Ball, che ha la passione di scrivere di scienza, in Non è naturale ha voluto spiegarci che la diffidenza, che a volte diventa ripugnanza, verso l’argomento è cosa “recente”. Nei miti e nelle leggende, di vita artificiale, ce n’è in abbondanza. E poi ci racconta come stanno scientificamente le cose, al momento.

Infine la fine. Lo so, non è il massimo chiudere una lettera con l’immagine della morte, ma, che ci vogliamo fare, purtroppo è naturale. C’è un tipo di morte che però non lo è per niente: l’omicidio. E c’è un tipo di omicidio che viene percepito come uno dei picchi degli atti contro natura: l’uccisione del padre. Grazie per il fuoco di Benedetti è un bel romanzo che si ficca nella testa del figlio, che ha questa voglia, e ce lo spiega per bene eh, il perché, tanto per bene che siamo quasi tentati di dirgli: “Ma sì, fallo”. Lo farà?

I PENSIERI OZIOSI DI UN OZIOSO: libro per un’oziosa vacanza ☼




Estate, tempo di riposo e di ozio: quale migliore lettura allora di un libro come quello di Jerome K. Jerome che ci propone oziose riflessioni?

Un libro con questo titolo
I pensieri oziosi di un ozioso: libro per un’oziosa vacanza 
sembra adattarsi perfettamente allo stile vacanziero di questi giorni; eppure, sebbene potrebbe all’apparenza evocare disimpegno e relax, riserva delle sorprese. E ciò fa piacere a chi, pensa che l’estate non debba per forza essere il momento in cui si stacca completamente il cervello. Tutto, dalla televisione al cinema, passando per l’editoria, suggerisce frivolezza e superficialità ad ogni costo. Come se pensieri un po’ più profondi potessero rovinare il divertimento.

Jerome Klapka Jerome, il geniale autore di 'Tre uomini in barca' e 'Tre uomini a zonzo', partendo dall’elogio di una certa forma di pigrizia 

“È impossibile godere la pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio lavoro da compiere. Non è affatto divertente non far nulla quando non si ha nulla da fare. Perdere il tempo diventa una mera occupazione, allora, e un’occupazione tra le più affaticanti. L’ozio, come i baci, per esser dolce deve essere rubato.“ 

lascia scorrere la penna sui più svariati e universali temi (l’innamoramento, il tempo, la timidezza, la povertà, la memoria...) con l’ironia e la lucidità che lo contraddistinguono. Ed è sorprendente accorgersi di quanto le sue riflessioni, nate più di un secolo fa, siano attuali. Segno che fosse un grande conoscitore della natura umana, o che, forse, evolversi in alcuni campi sia per l’uomo impossibile.

La raccolta I pensieri oziosi di un ozioso è dedicata alla sua pipa, compagna di ozio dell’autore, ed è composta da quattordici articoli indipendenti tra di loro..

***

 

martedì 22 luglio 2014

Formaggi ed equazioni.

Venerdì scorso, non ero al lavoro, mi trovavo in un letto che non era il mio, immobile e imperturbabile agli eventi. Il mio isolamento mentale viene rotto da un dialogo che mi prende. Apro gli occhi e mi ritrovo ad ascoltare i discorsi della mia compagna di 'cameretta' col marito: un uomo e una donna di circa sessantacinque anni. Si parlava di formaggi magri. O quasi.

“Gianni, come te lo devo di’. La robiola c’ha il 32% di grassi!”
“Ma la Luisa ha detto di no. Dice che è magra.”
“No oh Gianni! La ricotta è magra, la robiola no. È che Luisa a ‘ste cose non ce guarda. Io c’ho guardato. La robiola dell’Eurospin, vabè, c’ha il 35% di grassi, quella Osella il 32… quella del Lidl non so, quella non c’ho guardato.”
“Ma..”
“No Gianni! Luisa non ce guarda. La robiola non è come la ricotta che qualsiasi prendi è uguale. Non è magra. Se la robiola è X, la ricotta è Y“.
Silenzio del signor Gianni, riflessivo di fronte all’equazione. Poi, fuoriesce la sentenza finale: “Sarà cuscì”.


E dopo il “sarà così” conclusivo di Gianni, ripercorriamo questo denso dialogo ospedaliero con qualche recensione.. 




Trentadue
Partiamo dai latticini, scatenanti la foga della canuta signora. In Lombardia la pànera è la crema di latte, la panna, diciamo. E Foscolo, sulla base di questo, chiamò Milano PaneròpoliHans Tuzzi lo sapeva, come sa tante altre cose con la sua ricca cultura, e c’ha ambientato un romanzo, dove vivono in tanti e succedono cose, si è sereni dopo una cattiva azione, ovunque trionfano impazienza e Vanagloria, e ci si diverte, in mezzo a tutto questo, ebbene sì, finisce che ci si divertono un po’ tutti, tu, Hans Tuzzi e quegli individui fittizi che sono i personaggi.
Seconda tappa del dialogo, quel trentadue difeso con le unghie e coi denti dalla professionista di percentuali (senonché, 10 minuti dopo la chiusura di Gianni, l’ho vista controllare allo smartphone e sentita dire: “Ah no, c’ha il 26%”). Trentadue sono gli anni in cui lascia il mondo il povero D.D., proclamatosi per anni egregio scrittore, ma l’amico filologo che ci trascina nella ricostruzione della sua vera vita scopre che quello che sta ricostruendo sono Vita e morte di un giovane impostore.


Gianni

Chiudiamo col signor Gianni. Gianni come Gianni Tetti, uno scrittore italiano che ha alle spalle una raccolta di racconti, e da poco è tornato con un romanzo chiamato Mette pioggia. C’è uno scirocco che soffia incessante, e “qualcuno da qualche parte ha detto che quando c’è quello scirocco vuol dire che c’è il diavolo in giro”. In effetti succedono strane cose in Sardegna. Senza dimenticare il fatto che sembra essere l’ultima settimana a disposizione per l’umanità.



martedì 8 luglio 2014

Recensioni di Luglio ** :-)


Pronto?
-È una voce di donna, di mezza età, umana.-
Continua: “Parlo con la signora Bordignon?”
Ci penso: “Sì, (mi pare) sono io”.
Da questo momento la voce cambia. Da donna di mezza età umana, anche con un tono personale, riconoscibile, che se avesse chiamato casa sua, anziché casa mia, le avrebbero risposto: “Ah sì, mamma, ciao, dimmi”, diventa voce metallica, di corpo estraneo.
Chiamo per il sondaggio tal dei tali, i suoi dati saranno trattati tal dei tali, ai fini tal dei tali…”. Una serie di domande sulla mia situazione lavorativa attuale, con quel tono di voce alla Robocop, terribile, che è rimasta monotona durante l’intera conversazione telefonica, che è sembrata tra esseri di due specie diverse: una animata, l’altra inorganica. Ho pensato a quante volte quella donna nelle ultime ore, in un giorno, o in una settimana, o nell’ultimo mese, avesse dovuto ripetere quelle stesse domande al telefono. Una ripetizione tale da darle sembianze vocali robotiche.



Parliamo di ripetizione.

Colazioni e decenni
Tu vivi e ogni giorno che vivi diventa qualcosa di diverso dal giorno precedente, giusto? Bene. Immagina che non sia più così, non a livello giornaliero ma decennale. Immagina che ogni decennio che vivi si azzeri e si ripeta da capo. Succede in Splendido visto da qui di Walter Fontana, dove si esiste in una condizione da sedativo, ovvero di non-paura-del-futuro-perché-il-concetto-di-futuro-quasi-non-esiste. E non scordiamo la cura con cui Fontana ha ricreato i dettagli di ogni età.
Dopo la ripetizione di decenni, la ripetizione di azioni. Le abitudini, la routine, quei gesti e modi che sono nostri usualmente. Prova a pensare di applicare sopra alle azioni che ripeti tutti i giorni uno sguardo diverso, filosofico o simile, uno sguardo che ti faccia scorgere aspetti di quelle azioni che non avresti mai pensato di considerare se non avessi adottato quello sguardo filosofico o simile. Per farlo fai Colazione da Socrate con Robert Rowland Smith.


Considera una situazione di scontri, considera che questi scontri si ripetano continuamente nel tempo e che perciò questa situazione sia durevole. Cosa si crea nonostante gli scontri e le frizioni che gli scontri scatenano? Equilibrio. Dove succede? Attorno a te. Quando? Ogni giorno. Che sto dicendo? Che la scrittrice premio Nobel Doris Lessing ha scritto un libro, magari meno noto ma non meno degno di nota dei suoi altri, su tutto questo, e si chiama Shikasta.


***

Regole e principi
Se hai una regola da seguire correntemente, correntemente eseguirai ciò che la regola prescrive. Quindi ripeterai ciò che la regola prescrive, ok? Ad esempio: regola di muovere i piedi sul selciato secondo un certo schema. Metti che sia una Voce a dirti le Regole da seguire pedissequamente, fino quasi a esser visto come folle. Metti che in più sei un bambino: sei in una delle storie dell’Età inquieta della Starobinec, ottima scrittrice russa contemporanea.

Per finire, ripetiamo l’intera storia umana. Da quando non c’era mezzo segno di civiltà, e ti avrebbero potuto chiamare Alce, o Agnello, dall’istinto cosiddetto animale. L’ultimo romanzo di Carlo D’Amicis, Quando eravamo prede, ci piazza in un bosco primigenio e ci dà fattezze di bestie, per poi replicare la storia umana, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui non abbiamo più “una sapienza naturale che ci guidi, ma nello stesso tempo ci ritroviamo spesso sopraffatti da reazioni istintive” e ci muoviamo “tra un luminoso progresso che ci innalza allo stato di semidei e un oscurantismo che ci sprofonda verso meccanismi primordiali”.


***

martedì 1 luglio 2014

Cronache dall' orto.


L’altra mattina, alzatami di buon’ora e subito a sistemare un pò il mio mini/mono/micro appartamento, col caldo e la finestra aperta, ho sentito chiare delle voci. Quelle dei vicini che lavoravano l’orto. Marito e moglie. La voce di lui, più presente, è diventata una sorta di TG live. In 5 minuti gli ambiti giornalistici li abbiamo toccati un po’ tutti.
Siamo partiti con la cronaca nera più recente: certi omicidi familiari, con commenti d’incredulità spontanea (“Ma cossa ghe sarà passà per la testa??!!”). Abbiamo proseguito con la politica, e ce n’è stato per tutti. Siamo passati per lo sport, trattando i Mondiali in corso (“Balotelli in primis poi critiche a Buffon e alla moglie per non so quale motivo; infine, riassuntivo: “Sta gente prende massa schei”).
Abbiamo terminato con un po’ di cronaca rosa locale, familiare (disquisendo prima sul ragazzo nuovo della vicina di casa: “Ma di chi è parente?”.. E poi pettegolezzi a tutto spiano su gente che ancora, per fortuna, non conosco..

 Oggi facciamo un TG anche noi.



C’è pure la bianca
Seguiamo la scaletta del vicino, partiamo con la cronaca. Quella nera. Quando Emmanuele Carrère seppe che Jean-Claude Roman aveva ucciso moglie, figli e genitori, e che aveva mentito a tutti negli ultimi 18 anni decise di incontrarlo. Fu una conoscenza che lo turbò e cambiò, lo portò a occuparsi per sette anni della stesura di L’Avversario , che non seppe bene come impostare fino a quando scelse di non mettersi fuori dai fatti: “ho scritto il libro alla prima persona. Penso che questa scelta mi abbia salvato la vita, non esagero”.

La cronaca nera sta anche in Mani buone per impastare,  firmata Slawka G. Scarso. Cronaca nera di fatto o cronaca nera potenziale, perché ciò che intesse i racconti che si succedono è una sensazione di tensione, di tragedia che potrebbe scoppiare, basterebbe giusto un movimento in più del capo, un’altra parola detta dal vicino o convivente. E poi c’è la rubrica dell’Amministratore del Cuore, della rivista Visto e Rivisto, che dispensa consigli, diciamo, pratici.


Luca Rastello s’è occupato di cronaca, anche giudiziaria, in passato con inchieste e reportage. Da poco ha pubblicato un romanzo, che si chiama I buoni, e tratta brutalmente certe ombre del sociale. Certe ombre di certo sociale, quello che ha trame taciute ma chiare col potere sporco, e ha un’etica interna di soprusi e ricatti. I buoni del romanzo sono quelli della comunità In punta di piedi, nella quale Rastello opera uno scoperchiamento progressivo fino a un ribaltamento radicale.

***
Sport e cultura
Ora, sport. E attualità. Perché Futebol ci racconta in particolare il calcio brasiliano. Ma non è un resoconto delle imprese del Brasile o un ritratto collettivo dei calciatori più forti, no, è il racconto di aspetti del calcio che mai si vedono. Perlomeno da qua. Alex Bellos, che nella vita ha studiato matematica e di matematica ha scritto con successo, ha scritto anche questo libro calcistico, che gli è valso vari premi, tra cui il British Book Awards, come libro sportivo dell’anno. È un’alternanza di tinte fosche e divertimento, e di personaggi disparati.

Infine, inserto culturale. Musicale, precisamente. Ho scelto questo campo perché sta per arrivare la bella biografia di Coltrane, Al posto della libertà, scritta da Vittorio Giacopini. È una biografia ma non solo, perché attraverso la figura di Coltrane si sviluppa un libro che è più in generale su chi ha sete di sperimentare continuamente, e usa l’arte che pratica come il mezzo principale per sviluppare in senso migliore la propria persona.


***

 

giovedì 12 giugno 2014

*Presentazione libro: 'ABBECEDARIO DI CUCINA VENETA', con gli autori A. Sandri- M. Falloppi

 Piccola Libreria Andersen & Trattoria La Caissa presentano

I Libri: 'Cibo per l'anima ..
 E non solo!'
***

Martedì 24 Giugno 
ore 20,00
***

Incontro con gli autori
Amedeo Sandri e Maurizio Falloppi

 'ABBECEDARIO DI CUCINA VENETA .Racconti e ricette di Economia domestica'

presso Trattoria Caissa, Corso Mazzini 104 - Marostica (VI)

***


*Ingresso libero, segue degustazione risotto alla ciliegia accompagnato da Vespaiolo Doc di Breganze*





..Il nuovo lavoro del celebre maestro di cucina Amedeo Sandri, integrato nel testo dalla sua versione in inglese, è frutto di una pluridecennale esperienza e di amorevole cura per la tradizione della cucina vicentina e veneta. Sandri, con l’esperto sommelier Maurizio Falloppi rivisitano percorrendoli dalla A alla Z, gli usi della cucina rurale vicentina contribuendo così a tramandare memoria di consolidate e non casuali abitudini culinarie ed enogastronomiche.
Così facendo ci restituiscono, anche a futura memoria, ciò che quanto ad usi alimentari, di utile e prezioso ci hanno lasciato i nostri avi. Si tratta se così vogliamo interpretarla, di una raffinata forma di cultura tradizionale riferita ad usi apparentemente semplici ma in realtà perfezionati da secoli di esperienze, di memorie, che la fretta a volte dissennata dei nostri tempi, rischia di disperdere nell’oblio.Sono usi contenuti nelle nostre stesse radici (quello che oggi si definisce il nostro DNA) senza il quale ogni individuo perde storia, identità, appartenenza, per ridursi ad
entità anonima in un mondo di anonimi.


***

martedì 10 giugno 2014

Il caldo gioca brutti scherzi...


Tratto da una storia vera: Inizio anni '90, estate, una madre con i due bambini sta tornando a casa dal supermercato, è stanca. Entra nel condominio in cui abita, trova l’ascensore libero, vi s’infila, posa le buste della spesa, i bambini lì accanto. L’ascensore si ferma, la donna esce, vede la porta di casa socchiusa. “I ladri!”, pensa. Corre al piano terra confusa, bussa alla porta dell’inquilino carabiniere, lo allerta, lui chiama in centrale, arrivano tre o quattro colleghi con pistola, salgono veloci, trovano la porta socchiusa, sentono le voci dentro, irrompono nell’appartamento con le armi in pugno… si trovano di fronte gli occhi spalancati di un marito e una moglie allibiti. Legittimi proprietari dell’appartamento invaso.
La donna aveva sbagliato piano.

Oggi si parla di furti.



 ***
M’hanno ripulito
I ladri a casa dei Ransome ci sono stati davvero, e l’hanno lasciati Nudi e crudi: l’hanno ripuliti. Del tutto. Pure la pirofila con lo sformato è scomparsa.Casa vuotaBennett (che non nominavo da un po’, ogni tanto fa bene farlo) aveva sempre voluto scrivere un dramma che fosse su un palco vuoto. Poi questo dramma è diventato un romanzo, che parte da un furto totale per far scattare un incastro di colpi di scena che svela quel che prima del furto era sempre restato velato.

Ora istruzioni su Come rubare un missile cruise e vivere felici da un giornalista, germanista e traduttore di autori come Kafka e Zweig. Questo libro è un serrato avvicendamento di situazioni paradossali, inaspettate, episodi erotici, grotteschi, arabi, hippies ed ex nazisti. Protagonisti due coppie con due ladri: da una parte un ladro protettore e una prostituta, dall’altra un ladro apprendista e una cassiera di un cinema porno. Si parte rubando una cassa da un automezzo militare visto passare per caso. Si finisce molto lontano.

 ***
Chiudo biblicamente. Il settimo comandamento dice Non rubare, e Guido Rossi, un giurista, con Paolo Prodi, l’ha scelto come titolo del libro con cui ha voluto capire cos’è successo nel tempo al concetto di furto, raccontarcelo e spiegarci così com’è che siamo arrivati alla situazione in cui siamo adesso, per cui diciamo che una sorta di furto legalizzato è pienamente vivo e attivo più che mai. Ed ecco perché poi sentiamo parlare di crisi.

mercoledì 4 giugno 2014

Post 'difettosi' per libri altresì Meravigliosi



Django Reinhardt nacque nel 1910. Dodici anni dopo ricevette come regalo un banjo, sei anni dopo ancora la sua roulotte s’incendiò e la sua gamba destra e la sua mano sinistra non ne uscirono troppo bene. Da quel giorno la mano sinistra difettò dell’uso di due dita, e la chitarra non sembrava più il passatempo più accessibile. 

Non vi dico questo perché oggi sono in vena di tragicità, perchè in realtà questo mercoledì 4 giugno è iniziato bene..Vi dico questo perché invece Reinhardt suonò in seguito come mai prima di allora, i inventò una tecnica sua per compensare il difetto, diede vita a quello che oggi chiamiamo 'Jazz Manouche' (o Gipsy Jazz), e viene considerato ancora uno dei più grandi chitarristi jazz che ci abbiano dato in dono la loro bravura.


Andiamo con alcune recensioni di libri che hanno dei difetti dentro
che si superano però, niente panico.

***
Mancanze e risvolti
Laura Di Falco è stata una donna dall’animo sempre deciso, anche ad andar contro a chi la donna la voleva un po’ menomata. Oltre a questo, è stata una scrittrice che ha avuto l’appoggio di autori quali Montale e Brancati, per dirne due soltanto. Non è molto nota, ma la si sta giustamente ripubblicando, e in quest’opera buona di ripubblicazione rientra pure Le tre mogli, che mette al centro un uomo che ha un difetto fisico, se ne infischia, e accumula non solo ricchezza, ma pure più spose.

In Dieci dicembre di George Saunders c’è un racconto che credo capiti raramente di avere il beneficio di leggere. Quando Saunders scrive un racconto riesce a diventare completamente un altro, anche linguisticamente intendo, e questo già non è da tutti. Anzi, questo direi che è qualcosa che solo gli scrittori in stato di grazia riescono a fare. Ebbene, in Le ragazze Semplica, dove tutti difettano di qualcosa, anche certe ragazze usate in un modo da restarci sbalorditi, Saunders è in un assoluto stato di grazia.



Scienziati
Di Oliver Sacks ne avrete di sicuro già sentito parlare. C’è un suo libro che, col tema di oggi, cade a fagiolo, calza a pennello, è la morte sua, quello che volete voi. L’occhio della mente parla di casi concreti di uomini e donne che improvvisamente hanno avuto una mancanza legata all’occhio, dal musicista che non vede più, allo scrittore che non riconosce più le parole, a Sacks stesso che non riconosce le facce. Cosa escogita il nostro cervello per ovviare? No, non cercare di indovinare, non potete nemmeno immaginarlo.

Altro scienziato che la scienza la racconta in un modo che non puoi da lei non farti allettare: Jim Al-Khalili. Nella Fisica del diavolo  si occupa di ciò di fronte a cui la logica pare difettare, i paradossi che troviamo belli pronti in natura. Ma è proprio quando la mente sembra difettare che deve fare uno sforzo in più e allora ha la possibilità d’allargarsi. Il difetto è solo apparente, non è vero che certi rompicapo fisici sono insolubili, c’è una spiegazione e possiamo formularla e capirla.


***

mercoledì 21 maggio 2014

** Umoristi a Marostica 2014- DIRITTI/ RIGHTS **












***

Il nuovo catalogo della Mostra degli UMORISTI A MAROSTICA-2014
disponibile in Libreria, insieme ai volumi delle mostre precedenti..

Il tema scelto per la 46ª Rassegna di Umoristi A Marostica è "Diritti, inviolabili e universali"


.. La dedica di Silver per me!!

.. E la dedica del fumettista Alex, dalla Romania

martedì 20 maggio 2014

Libri per la Festa della Mamma -(Emanuela)- ..In ritardo


Non potevo esimermi per par condicio. E anche perché lo faccio con piacere.
Classe 1956, non tanto alta ,come me, attualmente bionda dopo un passato di capelli neri, mantenere la casa è il suo mestiere, gli oggetti particolari da collezione la sua passione, la cura dei 3 grossi cani - e il gatto- un’altra questione.


Si chiama Emanuela, per gli amici Manuela- senza la 'E'-  per mio padre, solamente, Manu, per me e mio fratello mamma, per i cani ' Esemplare Alfa' o Capobranco.
Ha fermezza, si ride insieme spesso, è dispensatrice di motti secondo lei popolari che in realtà nessuno conosce, ha la pazienza e l’intelligenza di mantenere la calma quando chi le è accanto, come me, si prende il lusso di perderla.

Con ritardo per la Festa della Mamma, accenno così alla mia, e vi consiglio 5 libri a 
 tema.



Con e senza
A. M. Homes dice che l’esser madre prevede spesso questo: voler prendere qualcosa dai propri figli, consumarli in un certo senso, ed è quello che Jody sente che sua madre fa. Sua madre che è madre adottiva. E va dalla psicologa allora, che è Claire, ma neanche lei sta tanto bene, perché è una madre che ha dovuto fare una rinuncia e ci fa ancora i conti. In un paese di madri insinua un’ossessione in progressione, senza lasciar da parte quell’ironia che per la Homes permette di parlare delle cose in maniera più seria.
Mary è invece portatrice di una maternità intraspecie. In che senso? Nel senso che i suoi figli li ha avuti da rapporti con alieni, ed è a loro che pensa quando è in viaggio verso altre galassie per lavoro. È una “terrana” esperta in comunicazione con gli extraterrestri, che siano farfalle o indefinite intelligenze.Memorie di un’astronauta donna è considerato da molti il miglior romanzo di un’ottima scrittrice scozzese, Naomi Mitchison, usa un futuro inventato per parlare di diversità e c’infila dentro anche la questione della maternità.


Poi c’è Brooklyn senza madre. Portò il successo a Jonathan Lethem, che di Brooklyn è figlio e ne fu orfano per un po’. Finché non ci tornò e scrisse questo bel romanzo, che è un po’ un noir. Abbiamo al centro Lionel Essrog.Caratteristiche particolari: sindrome di Tourette. Il che a Lethem serve per 3 cose: sovvertire il genere, perché al posto di un pacato detective stile Humphrey Bogart c’è quest’uomo privo di controllo; dare una metafora di una certa condizione umana e della condizione di scrittore, il cui mestiere è governare le parole; linguisticamente dar briglia sciolta a sfoghi e giochi di parole.


Madri da alimentare
Georges Simenon e sua madre non si scambiarono mai troppe parole, né troppa comprensione. Due semi-estranei che condussero vite parallele. Quando Simenon seppe dal medico che a sua madre, Henriette, mancava poco tempo, andò a trovarla all’ospedale. Lei disse: “Perché sei venuto Georges?”, non parlarono neanche allora, ma si scrutarono. C’era il tentativo di capire.Lettera a mia madre è il libro in cui Simenon parla di sé senza il filtro della fiction. E quello per cui ricevette più lettere, di protagonisti di rapporti materni quasi identici al suo.
 
Infine, un titolo con cui affrontare il tema della maternità nella maniera più seria. Non so se te la senti… Pasta Madre ti racconta cos’è questo lievito che dà un sapore in più a pane, focacce, dolci, dispensa dritte su come crearlo, rivitalizzarlo e mantenerlo in vita (come fosse un figlio, sì), fornisce variegate ricette, e fa tutto con lo stile di un racconto.
 
***