giovedì 4 aprile 2013

FORME EVOLUTIVE DELL'ANIMA: Mostra di SCULTURA dell'artista MONICA MARANGON


** Inaugurazione sabato 13 Aprile 2013 ore 18,30 **





"Le forme prendono vita e nascono come un piccolo seme che germoglia... Le forme danzano d'amore Divino e lucente per dar vita all'essenza essenziale..Le forme sono il puro essere interiore in continua evoluzione!"


Per noi osservatori, in un tempo che vive di simboli senza saperli riconoscere come tali, senza saperli cioè allontanare dalla propria vita quel tanto che basta da saper giudicare di essi, queste sculture ci riportano invece al significato originario del simbolo, alla sua capacità di rappresentare i sentimenti del nostro essere al mondo esprimendone un possibile significato universale. Meditare su di essi significa accedere a quel significato, comprenderlo e dargli un senso per la nostra vita.
Per l’artista Monica Marangon queste sculture significano certo di più. Ma a noi questo basta, anzi è già molto, ed è il valore di queste opere.
 




Monica Marangon ha trovato nella pittura e nella scultura una vera e propria espressione che le permette di animare ogni suo pensiero conscio ed inconscio, non trascura però nella sua ricerca artistica in continua evoluzione anche l'arte di dare forma ad un oggetto, la scultura, usando materiali grezzi come il legno, il marmo e l'argilla..
Forme sinuose, altre più geometriche, vibranti di colore materia.. Forme che occupano uno spazio, e nel contempo lo creano.


   

 *la mostra sarà allestita in Libreria dal giorno 13 aprile al giorno 25 aprile 2013



 

mercoledì 3 aprile 2013

PECORANERA.. di Devis Bonanni

 ...Quante volte avete detto, o pensato

"AL DIAVOLO: MOLLO TUTTO E ME NE VADO A VIVERE DA SOLO, FUORI DA TUTTO QUESTO CAOS!!" ...?

Bene, c'è chi l'ha fatto sul serio. Invidiatelo o chiamatelo pazzo, ma Devis Bonanni ha trovato il senso d
ella sua vita:
 
Tra le montagne della Carnia, la straordinaria storia di un ventenne e della sua scelta di vita coraggiosa e controcorrente

 ***
 
Ha solo vent’anni Devis, quando in lui scocca la scintilla: vivere altrimenti è possibile. All’inizio è solo un sentimento, un’aspirazione, che a poco a poco si trasforma in concreto progetto di vita. Inizia così la sua avventura: da un piccolo orto senza aver mai visto prima una pianta di pomodoro, coltivando patate e cereali per ritrovare un contatto più immediato con la Natura e realizzare una prima, rudimentale forma di autosufficienza alimentare, accompagnata da uno stile di vita semplice ed ecosostenibile. Passa un po’ di tempo e a chi prevede che presto si stancherà di tutto ciò risponde con un atto irrevocabile: a 23 anni si licenzia dall’impiego come tecnico informatico e si trasferisce in una casetta prefabbricata riscaldata da una stufa a legna per dedicarsi a tempo pieno a quella che battezza “vita frugale”. Sono gli anni della crociata solitaria, caratterizzati da avventure e disavventure di ogni tipo, da episodi epici e tragicomici. Sono gli anni in cui nasce e matura un rapporto simbiotico con la Natura e i suoi elementi. E proprio quando le forze sembrano esaurirsi e l’entusiasmo delle prime stagioni vacilla, in Devis matura la convinzione che non potrà proseguire oltre senza condividere con altri il suo cammino.

“Si definisce pecora nera della famiglia o di un gruppo di conoscenti un individuo che ha imboccato una cattiva strada o che non soddisfa le aspettative degli altri componenti.” Pecoranera potrebbe essere solo l’espressione di un disagio generazionale, di una frattura già vista tra genitori e figli, tra il boom economico e la decrescita felice. Ma nel libro c’è anche altro: proposta e non protesta, tensione positiva proiettata nel futuro, un percorso di crescita individuale che si snoda in una mescolanza di anarchia contadina e sensibilità ecologica.


 "In questa nuova vita non ci sono domeniche. Le settimane non segnano più il passo. E' la natura a scandire il tempo. Non dovremmo portare più orologi al polso, come cappi al collo"
 - Devis Bonanni -

Riso e Pianto.. Recensioni d' Aprile...


Lo scorso weekend ci siamo ricordati di due nomi oltre ogni altro: Jannacci e Califano. Jannacci mi riporta all’infanzia, a mio nonno che cantava Vengo anch’io. No tu no e io che poi scoprivo pezzi come Silvano. Di Califano mi pice tanto tanto Annamaria. M’accorgo solo ora che fu capace di scrivere testi come quello di Io nun piango o di parlare di un uomo che invecchia e è consapevole che per lui non ci saranno altre occasioni d’amare, ma anche di far ridere imprecando in romanesco con Piercarlino.

Allora si può dire che qualcosa li ha accomunati, Jannacci e Califano: l’aver affrontato il comico e il tragico, che nella vita si mescolano. Non è da tutti saper gestire entrambi.

Quasi non avevo scelta per la recensione di oggi: piangiamo e ridiamo. Alternativamente o nello stesso momento.





 Alternativamente

Prima le cose serie (anche se il comico ben fatto è cosa seria). Un cadavere lo è. In Neanche i cani però di tragico prima di tutto c’è questo: chi è colui che è il cadavere. Non solo: anche coloro che raccontano la sua storia. C’è un noi collettivo, di emarginati totali della società, che ci fa sapere come quell’uomo sia arrivato a esser morto. È questa la tragicità che ha contribuito: disperazione degli uni, indifferenza degli altri.
Visto che di libri parliamo, non possiamo non chiamare in causa il genere letterario che ha nome tragedia. Se una di tragedia non ti basta, e vuoi la garanzia della firma, non c’è niente di meglio forse che il Mammut delle tragedie shakespeariane. Tra Romeo, Riccardo III, Otello e il suo mostro dagli occhi verdi, ne avrai per un po’ di condizioni dell’animo esasperate.

I cechi probabilmente ci riderebbero su. Per lo meno questo è quello che viene da pensare con Fatti il tuo paradiso. Mariusz Szczygiel (fammi sapere poi se ce l’hai fatta a leggere il cognome), un giornalista polacco, s’è ficcato tra il popolo ceco, c’ha vissuto per un po’, se l’è gustato per bene, ha gustato soprattutto quello che più di tutti lo contraddistingue: il senso dell’umorismo. Di fronte a qualsiasi cosa, anche la più tragica.

***

 Nello stesso tempo

Ora due casi di unione di comico e tragico. Il primo è un caso umano. Marty Feldman fu comico. E nell’esserlo gli fu di giovamento la faccia assurda, dagli occhi sporgenti e storti e il naso abbozzato. Ma quella faccia comica derivò da qualcosa di tragico. Robert Ross lo racconta; in più racconta l’infanzia, quando c’era da stare attenti a non farsi rubare i vestiti, i conflitti coi genitori, le fughe a Parigi, il vizio di alcool e droghe, e tutto il resto che della sua vita è riuscito a raccontare.
Per ultimo, il più celebre nostro ritratto comico del piccolo impiegato sfruttato e deriso. Paolo Villaggio inventò il personaggio di Fantozzi attraverso la penna, e solo dopo, con Salce, ne fece una saga. Fantozzi, Rag. Ugo è una trilogia: ci son dentro i primi tre romanzi del ragioniere “prototipo del tapino, ovvero la quintessenza della nullità”.

venerdì 29 marzo 2013

Dal Giappone... Qualche titolo per conoscere meglio i SAMURAI**



L'altra sera mi sono imbattuta nell’epica pellicola di Akira Kurosawa, 'Kagemusha'..Un filmone del 1980 che dura ben oltre due ore, e che narra le dinamiche sociali degli antichi guerrieri giapponesi altrimenti conosciuti come SAMURAI. Un tema affascinante che però può non tenerti incollato allo schermo per tutto quel tempo; ma i codici di comportamento e lealtà che disciplinavano la vita di questi personaggi -anche molto spirituali-, sono uno stimolo ad approfondirne la conoscenza, ecco allora un po’ di titoli che vi suggerisco per conoscere meglio la cultura del Giappone e le sue tradizioni; chissà, magari anche la tenacia di Murakami da lì qualcosa ha attinto inconsciamente..



 Un primo spunto è certamente 'Hagakure. Il libro segreto del samurai', un must della letteratura nipponica che riporta le “istruzioni” di vita di un maestro al suo allievo durante 7 anni di permanenza in un monastero buddhista. Ma un altro riferimento sicuro è l’autore Leonardo Vittorio Arena, saggista specializzato nel genere che ci propone diversi titoli: 'Il pennello e la spada- La via del samurai', un saggio sulla religiosità e gli stratagemmi mentali per sopravvivere alle sfide anche nella vita contemporanea; e anche lo speciale storico 'Samurai. Ascesa e declino di una grande casta di guerrieri' e poi 'Il coraggio del Samurai' incentrato sull’arte dell’introspezione e la cultura della meditazione. Un ulteriore volume che ci riporta a questo autore italiano è 'Il libro dei cinque anelli' di Miyamoto Musashi, tradotto da Arena;è un vero e proprio trattato di strategie di combattimento che, come vuole la tradizione giapponese, parte innanzitutto dall’atteggiamento interiore...

Le recensioni di Pasqua...


Che siamo cattolici o meno, che lo vogliamo o meno, la Pasqua ci coinvolgerà. Sappiatelo!
Uova di cioccolato, colombe e teneri agnellini...




 - Le cento migliori ricette di Pasqua, Emilia Valli: nel nostro Paese, certe feste significano ormai una certa cucina. Natale uguale tortellini e panettone, Carnevale uguale castagnole, Pasqua uguale agnello e colomba. Un libro di cucina non poteva mancare alla lista. Per chi avrà ospiti a casa, o per chi non avrà ombra di ospiti ma avrà voglia di farsi qualche bel piatto che nel resto dell’anno non è solito prepararsi, ecco queste ricette. Sono cento. Siete a posto per una ventina di Pasque almeno.

- La città dei ladri, David Benioff: siamo a Leningrado, siamo a settant’anni di distanza da adesso, ci sono la guerra, i tedeschi, la fame. Non è esattamente lo scenario migliore in cui uno vorrebbe trovarsi a vivere. Ma Benioff riesce a scriverci su un romanzo divertente e intelligente. Anche grazie a un espediente che è ciò che m’ha permesso d’infilare il libro tra quelli pasquali. Quest’espediente ha un nome: uova. E potrà salvare la vita e un giovane ladro affamato e un giovane disertore amante della letteratura.

- Quasi due, Hamid Ziarati: Pasqua è anche colomba. Quella di questo romanzo non è dolce, glassata, non ha mandorle addosso, né viene da ore di lievitazione. Quella di questo romanzo è una colomba vera, l’animale. Sono più colombe anzi, sono i colombi del gioco che a Teheran certi ragazzini amano fare. E se qualcuno si prende la libertà di uccidere un tuo colombo, a te, ragazzino di Teheran, può anche venire in mente di rispondere con una bomba fatta in casa. Questo è solo l’inizio.

- Un potolo di Pasqua, I.M.B. e Clia: spesso mi dimentico dei più giovani, di quelli parecchio giovani. Non ho voluto dimenticarmene stavolta. A ricordarmelo sarà stata la mail che ho ricevuto un paio di giorni fa, di una madre alla ricerca di libri da leggere la sera al piccolo figlio (già, a quanto pare l’usanza non è morta). Fatto sta che eccola qua, una bella storia da leggere o da far leggere ai bambini. Motore del racconto: scovare l’uovo di Pasqua più bello dell’universo.

- Boccamurata, Simonetta Agnello Hornby: dico sinceramente com’è andata la scelta di questo libro per le recensioni pasquali. ho pensato: “Quale libro ti viene in mente per Pasqua?...Uno di Simonetta Agnello Hornby… per l’agnello”.Banale, ma azzeccato..E


... A Tutti!


giovedì 28 marzo 2013

Gli inganni letterari....



Otto brevi cortometraggi d'animazione creati in Francia per mettere in luce i paradossi del mondo dell'editoria contemporanea e di gran parte dei suoi più clamorosi successi fabbricati a tavolino.




Ecco la fortunata formula de “Gli inganni letterari” (un titolo che nell’originale francese suona in maniera piuttosto esplicita “Les Supercheries Littéraires”), progetto creato da Joseph Beauregard, Pascal Mouneyres e Joris Clerté, con il sostegno di France Télevision, opera di Doncvoilà Production su Studio-4.0, in partnership con Le Monde e France Culture.
Un goloso insieme di episodi realmente accaduti, che chiamano in causa alcuni fondamentali meccanismi di “falsificazione” dell’ambiente, mettendo in luce gli imbrogli svelati, in certi casi volutamente, in altri un po’ meno, e tratteggiando il “dietro le quinte” di alcune macchinazioni editoriali davvero poco nette.
I cortometraggi sono divisi così:
  • episodio 1. Come provare che i critici non sanno leggere.
  • episodio 2. Come fabbricare il diario del più grande dittatore della storia.
  • episodio 3. Come creare uno scrittore trash.
  • episodio 4. Come scrivere un libro choc sull’immigrazione.
  • episodio 5. Come rendere famoso uno scrittore che non esiste.
  • episodio 6. Come creare un guru autore di best-seller.
  • episodio 7. Come creare un pittore auto-distruttivo.
  • episodio 8. Come editare un manoscritto che non esiste.
Invenzioni che hanno quasi sempre per protagonisti giovani e maledetti autori dall’infanzia complicata, a volte morti prematuramente, nei casi in cui ci si trovi davanti ad opere create di sana pianta e naturalmente postume, o meglio ancora, scritte da personaggi completamente diversi dalla maschera che si appiccica sullo scrittore. Il risultato, illustrato da semplici ed incisive figurine senza volto, è una critica feroce, che fa morir dal ridere.
Uno spirito ironico e dissacrante al limite del cinico, riassunto in una breve presentazione del progetto, liberamente tradotta, che vi riportiamo qui di seguito:

" Come diventare un perfetto truffatore letterario in 8 lezioni? Tra i diari di Hitler, un inedito di Rimbaud, un giovane scrittore transessuale davvero trash… Alcuni dei più grandi colpi editoriali degli ultimi decenni sono in realtà imbrogli, capaci di ingannare il pubblico e i critici. La serie smonta i meccanismi di queste storie vere, che si sono infine mostrati a tutti. Otto lezioni simpatiche e ritmate che invitano lo spettatore a tirare in prima persona i fili del falso."

la Musa dei Preraffaelliti...


La Confraternita dei Preraffaelliti è stata una corrente artistica della pittura vittoriana (XIX secolo) nata nel settembre del 1848, sviluppatasi ed esauritasi in Gran Bretagna. Ascrivibile alla corrente del simbolismo, può essere definita - insieme al raffinato simbolismo di Klimt ed alle forme del liberty - l'unica trasposizione pittorica del decadentismo.
Tra i suoi esponenti principali Dante Gabriel Rossetti, William Trost Richards, William Hunt, Ford Madox Brown, John Everett Millais, William Morris, Edward Burne-Jones ed il tardivo John William Waterhouse.

 ***

 Ma chi è la donna ritratta in due dei quadri più famosi dell'ottocento? Chi fu la Musa di questa corrente? Chi si cela dietro l'Ofelia di John Everett Millais e in Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti? Cosa sappiamo di questa enigmatica figura femminile? Odoya, casa editrice che ha fatto della sperimentazione e del racconto il proprio punto di forza, grazie all'autrice Lucinda Hawksley ci svela la storia di Elizabeth Siddal, pittrice, poetessa di talento e modella per anni messa in ombra dalla sua rovinosa relazione con Rossetti, aspettò per nove anni che lui la sposasse ma arrivò al matrimonio devastata dal laudano e da una misteriosa malattia. Il fascino di una donna il cui volto rimarrà per sempre nella storia dell'arte.













' LIZZIE SIDAL. Il volto dei Preraffaelliti '
di Hawksley Lucinda


***

 Elizabeth Siddal (1829-1862), poetessa, pittrice e modella, si lasciò alle spalle la miseria degli slum di Southwark per diventare uno dei volti più celebri dell'Inghilterra vittoriana. Oggi, anche coloro che ignorano il suo nome ne riconoscono i delicati lineamenti nella fragile Ofelia di John Everett Millais e nella serafica Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti, due dei quadri più celebri dell'Ottocento. La sua immagine tormentata dalla bellezza sospesa e malinconica rappresenta universalmente l'incarnazione del movimento preraffaellita, impersonandone perfettamente l'idea di femminilità. L'attrazione tra Lizzie e Rossetti diede inizio a nove anni di agonia sentimentale, durante i quali la donna aspettò disperatamente che il suo amante la sposasse, mentre Rossetti passava dall'adorazione possessiva al desiderio di nuove relazioni. Al momento del loro matrimonio Lizzie era minata dalla dipendenza da laudano e da una misteriosa malattia. Distrutta dalla gravidanza di una bambina nata morta e dai tradimenti del marito, la Siddal si tolse la vita poco prima di compiere 33 anni. La toccante ma vivace biografia di Lucinda Hawksley riesce finalmente a sottrarre questa indimenticabile figura di donna dall'ombra di Rossetti, portandola alla luce e all'attenzione che merita. Lizzie Siddal fu infatti anche una poetessa e artista talentuosa, descritta dallo scrittore e critico John Ruskin come un genio equiparabile a pittori come J.M.W. Turner e G.F. Watts. Prefazione di Barbara Tomasino.

mercoledì 27 marzo 2013

Libri & stanze da letto ...


Mi diceva un'amica che negli ultimi giorni ha cambiato tre letti nel giro di tre notti. 
Tre camere da letto diverse. Non è in viaggio, né ha deciso di darsi all’ ”amore libero”. 
Venerdì scorso è finita a dormire nella mansarda di un’amica, che è poi la sua dimora. Sabato ha optato per il letto del  fratello, che ora vive a Milano, domenica invece non le è sembrato male sdraiarsi su quello della sorella, che non era da nessun’altra parte, era a casa, ma aveva fatto la stessa scelta che avevo fatto lei la notte prima: guanciale del  fratello. 
Strano? Non tanto:
per quanto riguarda me, quando in casa ci sono letti liberi che non siano il mio, mi butto su quelli piuttosto che sul solito materasso. Ho l’impressione di dormire meglio.
Detto ciò, questa sorta di gioco dell’oca dei letti ci porta alla recensione di oggi. Che ci fa proseguire il gioco, entrando in camere da letto varie e non nostre.


 ***

Di casa e di hotel

Partiamo con uno che molti chiamerebbero Maestro. Non sto per consigliarti i Vangeli, bensì un romanzo di spionaggio, con gran dosi d’ironia e movimento, e dialoghi magistrali, come Elmore Leonard, ormai si sa, è in grado di giostrare. E questa giostra procede sempre più rapidamente, ingarbuglia e tende le cose fino alla soluzione finale, che esplode proprio là, Su nella stanza di Honey.

In Due storie sporche la camera da letto è il luogo in cui succede quello che la facciata esterna, di una coppia o di sé, non può mostrare. È solo una volta chiuse le porte che qualcuno si dà a ciò che realmente desidera. Nelle vite costruite da Alan Bennett, la stanza da letto diventa l’unico spazio in cui ci si esprime onestamente con se stessi. Che si tratti di una vedova di una certa età, o di un marito e di una moglie apparentemente innamorati.

Se sono a volte gli uomini a cambiar continuamente stanza, è vero anche il contrario: ci sono stanze che continuamente cambiano uomini. Quelle di un albergo ad esempio. Tommaso Pincio ha costruito un Hotel a zero stelle e quattro piani, dove incontriamo Melville, Landolfi, Wallace, Borroughs, Kerouac, e altri. Con l’invito al lettore “a costruirsi un proprio albergo, o una propria dimora (se preferisce), con i suoi ospiti, con i suoi percorsi, con i suoi personali inferni e paradisi”.


Se si è in due

La stanza da letto è un luogo intimo. Condividerla con qualcuno richiede intimità. Il Leo di Tondelli non se la sente: continuamente in viaggio, varia camere come varia città, e ha deciso che non vuole vivere con Thomas. Camere separate, a migliaia di chilometri di distanza, e non se ne parli più. Ché la serenità non è cosa della sua vita, e avere un posto privato in cui ritirarsi è sempre utile, se non necessario.

Quando si è sposati non c’è scelta, non ho mai sentito di qualcuno che proponesse al coniuge camere separate. La condivisione del letto può diventare un inferno, soprattutto se tu sei il marito, sei uno scrittore che sostiene che la coppia si basi solo su interessi egoistici, hai perso la memoria, non sai chi sia la donna che dice di essere tua moglie, questa donna ti racconta di te e di voi, ma mente, e forse neanche tu sei sincero. Sono quei Piccoli crimini coniugali che accadono ogni giorno in ogni casa (o quasi).


sabato 23 marzo 2013

Piccola Libreria Andersen & Associazione Culturale ESPERYA

Piccola Libreria Andersen è lieta di ospitare un seminario di Astrologia Psicologica condotto da Clara Tozzi ,
* Evento organizzato dall' Associazione Culturale ESPERYA *

***



"DA CHE LUNA VIENI?"

la Luna ci 'parla' del legame con la madre, dell'attaccamento, delle emozioni che hanno caratterizzato la nostra infanzia e di come ci siamo sentiti protetti, dell'eredità familliare, dei nostri bisogni più intimi e profondi. Descrive la nostra relazione fondamentale e quali imprinting ci ha dato, per diventare poi la base emotiva che ci sostiene nella vita.

Verrà esplorato il significato di ogni segno della Luna, collegandolo ai miti femminili che sono presenti nella nostra psiche, alla ricerca di una comprensione della capacità di autonutrimento che possiamo attivare quando diventiamo coscienti dei nostri bisogni emotivi. 
Si lavorerà anche, in un lavoro di gruppo, sulla Luna personale delle persone che parteciperanno.

Il seminario si terrà DOMENICA 21 APRILE 2013, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (*con una pausa per il pranzo) presso Piccola Libreria Andersen

L'incontro è organizzato dall' Associazione ESPERYA, il costo è di € 70 + € 10 tessera associativa. Per informazioni e prenotazioni si prega di contattare: 
e-mail: esperya@esperya.org
ccell. 338/5327277- 329/8049961

E' gradita prenotazione entro il 15 Aprile p.v.


Clara Tozzi è una studiosa di astrologia umanistica ed evolutiva. Tiene conferenze, seminari, corsi e svolge attività di consulenza. Fa parte del gruppo docenti di Eridanoschool, Scuola Italiana di Astrologia Psicologicaed Umanistica, per cui scrive articoli sul sito e sulla rivista Albatros. Collabora con le attività del Centro Astrologico di Bologna.


giovedì 21 marzo 2013

..Libri On The Road.. E autostoppisti.


Mi sono ricordata dell’esistenza del mitfahrgelegenheit
 Se magna? No.
 Se conosci il tedesco lo saprai bene. Si tratta di una pratica a quanto pare molto diffusa in Germania: la condivisione della propria auto per un viaggio che si ha intenzione di fare. Devi andare da, che so, Hannover a Berlino, non vuoi prendere il treno, ti piace il viaggio in auto, sei disposto a salire a bordo con uno sconosciuto alla guida, un po’ come accade quando si è disposti a mettersi sul ciglio di una strada e alzare il dito pollice (evitando di sbagliarsi col dito medio. Anche se dalle nostre parti questo aumenterebbe le possibilità che si fermi qualcuno)? Bene, il mitfahrgelegenheit è fatto apposta. Anche in Italia si tenta di organizzarsi in questo senso, ma siamo ben lontani dalla vivacità con cui la realtà è viva in Germania.
Io l’autostop l’ho fatto una sola volta, a 16 anni, per spostarmi da un bagno all’altro del lungomare di Jesolo. Robe grosse.
Oggi ci riprovo con qualche libro che ci porti avventurosamente e avventatamente sulla strada.



In autostop

L’autostop è tra le migliori prospettive se vivi a New York, sei molto giovane e sola. E è il solo mezzo a disposizione se sei pure senza soldi. Mezzo per cosa? Per raggiungere la Costa occidentale, approdare in California, improvvisare matrimoni della durata di ore, e lanciarsi a testa bassa a mo’ di ariete in una vita instabile con cambiamenti di persone e situazioni continui. Paula Fox non è mai stata una pivella al riguardo.
L’autostop è tra le migliori prospettive anche se sei un’anziana che fino a qualche minuto fa viaggiava dentro una roulotte che si è staccata dall’auto in cui si trovano tua figlia, genero e nipoti. Ed è la prospettiva più appetibile se sei un’anziana su una roulotte senza traino e hai il vizio di concederti facilmente agli sconosciuti. Soprattutto a quelli giovani. Nelle Vacanze di un serial killer questo è solo l’inizio dell’eccesso che governa il romanzo.

Con un argomento come l’autostop e il prender di petto la strada, non avessi messo questo libro mi avrebbero arrestata: Sulla strada di Kerouac. C’è ancora qualcuno là fuori che non l’ha letto, questo è certo. Sal Paradise e Dean Moriarty sono ormai due di quei personaggi letterari che sono sempre meno letterari e sempre meno personaggi, e più uomini. Tanto sono diventati di comune conoscenza. Se non l’hai ancora fatto, fossi in te non aspetterei oltre a farmi questo viaggio con loro.


Motociclette e camionisti

Infine altri due libri on the road, ma senza autostop e con altri mezzi. Nel primo in motocicletta. Robert M. Pirsig attraversò su due ruote gli Stati Uniti, con suo figlio, e quello che accadde finì in parte nello Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, un libro che è un diario di viaggio, un mix di riflessioni su filosofi, cura della moto, educazione, viaggio, e l’uomo com’è, ad esempio prima e dopo che sia sottoposto a elettroshock, come accadde proprio a Pirsig.
Nel Manifesto dei cosmonisti, i cosmonisti sono l’equivalente dei nostri camionisti e le loro navette spaziali i nostri tir. Siamo in un futuro imprecisato in cui si viaggia tranquillamente nello spazio, ci sono anche lì stazioni di servizio, e c’è una lista precisa di regole per la convivenza civile in questi luoghi intergalattici. Lista che è appunto il manifesto che dà il titolo al libro di Mikael Niemi.