giovedì 3 gennaio 2013

Gli Inizi.

Questa volta la fine e l’inizio dell’anno hanno coinciso per me con altri termini e altri inizi. Nel giro di un mese sono cambiate più cose che nel corso dell’intero 2012. Certe trasformazioni me le son trovata davanti già fatte, e non mi era richiesto altro se non adeguarmi. Altre invece sono state proposte.
Tutto questo è accaduto in contemporanea con i mesi finali del 2012, perciò il 2013 si apre per me con nuove, bellissime, prospettive. Ho pensato che certi cambiamenti ti capitano indolori, altri ti costringono a tirar fuori la voglia di cambiare, anche se non ne avevi affatto l’intenzione. Comunque stiano le cose, c’è questo di buono: che è ancora tutto da fare, come sarà fatto dipende in buona parte da te, e sei costretto a reinventarti, il che non annoia di certo ed è una delle esperienze più sane e creative.

Oggi, che in più è il 3 gennaio, mi è sembrata una buona idea parlare di inizi
 


Si parte da zero

L’inizio di un libro, visto che qua di libri prima di tutto si parla, si chiama incipit, come sai. Bene, c’è un libro che dell’incipit ne fa materia di narrazione. Di 10 incipit per essere precisi. In Se una notte d’inverno un viaggiatore, Calvino ha immaginato un fantomatico Lettore che incappa in un libro di cui può leggere solo l’inizio, questo libro lo fa incappare in una Lettrice, e i due lettori continuano a incappare in romanzi che cominciano soltanto, senza proseguire. Ovviamente non succede per caso, c’è una trama dietro, come in ogni buon libro che si rispetti, anche in un libro che si compone di altri libri incompleti.
Ci sono uomini che nascono al principio di un secolo, in una città che è la culla di un genere musicale, di quel genere vedono in prima persona il nascere, lo prendono su di sé, ne incarnano l’inizio, lo fanno loro, e lo portano avanti con uno stile del tutto personale, contribuendo in maniera storica al suo sviluppo. Un uomo così si chiamava Louis Armstrong, detto Satchmo, la città in cui nacque e visse nei primi anni era New Orleans, e il genere musicale che gli sbocciò di fronte era il jazz.
Per andare a un inizio più recente, che, ora sappiamo, ci avrebbe coinvolto tutti, si può intraprendere il Ritorno al piccolo regno, un regno informatico rafforzatosi fino a dominare costumi e abitudini. In questo libro si ripercorrono gli inizi delle idee e dei progetti pratici di Steve Jobs, e di chi, assieme a lui, mise in piedi quello che oggi è un impero, più che un regno: la Apple. Per capire da dove vengono quei dispositivi di cui volente o no sei a conoscenza, e che magari hai tra le mani.

Tabula rasa

Ora non pensiamo all’iniziare ma al riniziare. Metti che hai sessantuno anni, che hai vissuto sempre ancorato a un ideale, ne hai fatto praticamente la tua prima guida nell’azione. Poi le circostanze ti costringono a rivedere tutto. E questo è solo l’inizio (per restare in tema), perché quel riconsiderare le proprie idee porterà fino al riconsiderare il proprio intero passato, e a dover fare tabula rasa e ricominciare. A sessantuno anni, ripeto. Succede a Feliks Zhukovski, in Per fare la frittata. Dove impariamo che “per fare la frittata bisogna rompere le uova”. Ne avevo il sospetto.
Infine, gli inizi delle relazioni. Anzi, partiamo dalla fine. Infatti in La fotografia Penelope Lively fa sì che, quando il rapporto è ormai finito, non per esaurimento del sentimento ma perché lei non c’è più, lui trovi una fotografia che lo obbliga a capire qualcosa che non aveva mai capito. Deve rivivere e indagare il principio di quell’amore, seguirne le linee attraverso cui si è trasformato nel tempo, e imporsi di cominciare a considerarlo in maniera del tutto diversa da prima.

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