sabato 16 novembre 2013

Soldi, soldi e Recensioni....


Immaginati a un’asta, immagina che ti piazzino di fronte un quadro mastodontico di cui si può dire ad esempio che è un capolavoro e basta. Immagina che ti chiedano 85 milioni di dollari per portartelo a casa. E immagina che qualcuno sostenga di averne di più, e qualcun altro alzi ancora la posta, e un terzo rilanci, un quarto vada oltre, e così via, fino a quando non risuoni nell’aria tesa della stanza la cifra “centoquarantadue milioni e quattrocentomila dollari”. È quello che è successo pochi giorni fa con il trittico di Francis Bacon Three Studies of Lucian Freud, che ha spodestato L’urlo di Munch dal trono dell’opera d’arte più costosa mai venduta all’asta. 
142,4 milioni di dollari
 è una quantità di soldi di cui non riesco ad aver coscienza. Resta una cifra scritta. Oggi ho voluto cercare di dar più consistenza al denaro abbondante. Con cinque libri.



Esempi e guide 
John Pierpont Morgan avrebbe potuto comprare quel trittico senza batter ciglio. Infatti d’opere d’arte, volumi antichi e belle cose si circondò. I musei di New York ancora ringraziano. Hans Tuzzi in Morte di un magnate americano ha ricostruito gli ultimi 10 giorni di vita di questo ricco esagerato, che all’America diede pure un’ancora di salvezza e floridi futuri sviluppi. Uomo d’affari granitico, Tuzzi lo coglie nel momento in cui non è concesso a nessun uomo rifiutare di desistere.  
Mohsin Hamid ha scritto un libro per aspiranti Morgan. Hai presente quei manuali di auto-aiuto che ti dicono “puoi farcela, devi credere nelle tue possibilità?”. Ecco, Hamid ne ha preso lo stile per farne un romanzo divertente e intelligente. Si rivolge a un tu generico, in un luogo anonimo, perché quell’Asia emergente del titolo lungo potrebbe essere in realtà qualsiasi luogo. Capitolo dopo capitolo ti dà dritte per arricchirti immensamente, gestire l’amore ed elevarti socialmente. Ma è davvero questo che vuole insegnarti? 
C’è poi chi ci sta già, in un ambiente ben agiato. Come la Bella di giorno di Joseph Kessel. Bellissimo libro che da molto non veniva pubblicato, per fortuna è tornato. La bella Séverine è la moglie di un chirurgo, frequenta gente abbiente ed elegante, e di giorno, dalle 14 alle 17, è una prostituta. Quando arrivarono polemiche per il contenuto del romanzo, Kessel rispose: “Bella di giorno espone il dramma dell’anima e della carne. Non parlare altrettanto liberamente dell’una come dell’altra, mi pare impossibile. 

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Risparmio e spreco 
Ora tutti fuori dalla fiction. Paolo Legrenzi è uno psicologo. Che c’entra col denaro? ti chiedi? Ebbene, c’entra, perché il signor Legrenzi da un po’ di tempo proprio su quello, psicologicamente parlando, s’è focalizzato. E ha scritto I soldi in testa, che, ci tiene a precisare, “non è un libro di economia”. I soldi in testa ci fa vedere “cosa succede alla nostra mente quando ha a che fare con i soldi”, e dove sbaglia, se i soldi, prima di tutto, vuole risparmiare. Chi fa ben altro e spreca è una certa parte dell’impenditoria italiana. E neanche i soldi propri, ma quelli degli altri. Marco Cobianchi ha studiato per anni come le industrie italiane utilizzano gli aiuti di Stato che ricevono, ed è giunto a una conclusione: “Quello che l’Italia fa è dare aiuti di Stato assolutamente inutili”. La Fiat, le fonti assimilate, Alitalia, i cinepanettoni e il film delle Winx, i campi da golf onnipresenti in Sicilia e gli skilift in montagna. In Mani bucate il panorama è vasto, la perdita dello Stato pure.

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