I libri ci danno un diletto che va in profondità,
discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi
con una sorta di familiarità attiva e penetrante.
~ Fernando Pessoa
Tutti i libri del mondo non ti danno la felicità, però in segreto ti rinviano a te stesso.
Lì c'è tutto ciò di cui hai bisogno, sole stelle luna. Perché la luce che cercavi vive dentro di te.
La saggezza che hai cercato a lungo in biblioteca ora brilla in ogni foglio, perché adesso è tua.
~ Herman Hesse
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
~ Daniel Pennac
Il filo che lega questi quindici racconti è
sempre l'amore, nelle sue molteplici e talora nascoste espressioni,
amore mai inteso in modo tragico, ma sempre pienamente vissuto. Amore
per la moglie, la ragazza amata sin dai banchi del ginnasio; amore per
chi soffre trincerandosi dietro una dura scorza; amore per la natura,
per la spensieratezza della giovinezza, per i figli, per il suo lavoro,
per tutti i suoi ricordi. Amore che profuma sempre di vita e che non
cessa con la morte.
Gli Atridi, Saffo, Ulisse e Penelope, Achille, Elena, Antigone.
Agamennone. Tutti i personaggi della storia, della letteratura e della
mitologia greca tornano a parlarci di noi. Un libro che rinfresca
spiritosamente la memoria a chi ha frequentato il mondo classico e la
suscita in chi lo conosce poco. Questo è il libro di Eva Cantarella
'L'Amore è un dio'
L’origine di questo libro è una trasmissione radiofonica, “Sex and the
polis”, dove Eva Cantarella si è divertita a fare quello che forse aveva
sempre desiderato: raccontare attualizzando storie di uomini e di donne
che continuano a somigliarci.
"L'amore. Cominciamo da qui,
parliamo d'amore. Ma per farlo dobbiamo ricordare che anche i sentimenti
hanno una storia. Tutto cambia nel tempo, persino questo sentimento che
una retorica tanto facile quanto ingannevole ci spinge a considerare
immutabile. Dimentichiamo allora la concezione romantica e cerchiamo di
capire che cos'era l'amore per i greci, cerchiamo, addentrandoci in un
mondo lontano, di cogliere i diversi volti di quell'amore. Innanzitutto,
per i greci l'amore era un dio di nome Eros. Un dio armato, che con il
proprio arco scoccava frecce spesso mortali. Chi ne veniva colpito non
aveva scampo: si innamorava. Ma Eros non era solo sentimento, era anche
desiderio sessuale..."
“Lo conobbi al Pireo… Parole, risate, balli, ubriacature,
preoccupazioni, quiete conversazioni al tramonto, occhi sgranati che mi
fissano con tenerezza e disprezzo, come se mi dessero ad ogni istante il
benvenuto, come se ad ogni istante mi dicessero addio, per sempre”. …
“Sicuramente il cuore dell’uomo è una fossa chiusa di sangue, e quando
si apre corrono ad abbeverarsi e a riprendere vita tutte le
inconsolabili ombre assetate… Corrono a bere il sangue del nostro cuore,
perché sanno che altra risurrezione non esiste. E più avanti di tutti
corre oggi Zorba con le sue grandi falcate, e scansa le altre ombre,
perché sa che è per lui oggi la commemorazione. Facciamo tutto quanto è
in noi perché riviva ancora per un po’ questo crapulone, beone,
lavoratore instancabile, donnaiolo e zingaro. L’anima più grande, il
corpo più saldo, il grido più libero che abbia mai conosciuto in vita
mia”.
Torna su carta il personaggio che è diventato noto per l’interpretazione
id Antony Queen nel film che porta questo titolo. L’originale su carta
era il romanzo “Le avventure di Alexis Zorba” di Nikos Kanzantzakis che
ora Crocetti Editore pubblica nella traduzione dello stesso
editore, Nicola Crocetti, mantenendo il titolo del film – perché ormai
è così che è noto nel mondo (”Zorba il greco”, Crocetti Editore, pp
384, 15 E) – e però offrendo ai lettori una versione italiana preziosa,
innanzitutto perché per la prima volta direttamente dal greco – essendo
anche la stessa lingua madre di Crocetti – visto che la precedente,
comunque esaurita era una traduzione ma dall’inglese. E poi c’è il
romanzo, la sua storia piena di fascino e potenza umana, racconto di
amicizia, falimento,amore per la vita.
LA TRAMA:
Basil è uno scrittore inglese che ha ereditato una modesta proprietà,
una miniera in disuso, su un'isola greca; durante il viaggio per
raggiungerla conosce Zorba, un greco di mezza età, pieno di vitalità e
innamorato della vita, anche se incostante negli affetti e nelle azioni.
Man mano che gli si svela il carattere di Zorba, Basil ne resta
affascinato, e tramite lui scopre le gioie della vita, con esiti
tragici: la vedova di cui si innamora morirà uccisa dal padre del
ragazzo da lei rifiutato, suicidatosi dopo aver visto Basil entrare di
notte nella casa di lei. Sorte simile toccherà a Hortensia, che Zorba
nel frattempo ha sposato. Anche il progetto di Zorba per il recupero
della miniera di Basil naufragherà miseramente, anche perché lui stesso,
inviato in città per procurare, con i fondi di Basil, del materiale per
costruire una teleferica, si dà alla bella vita e torna con vari regali
ma senza materiale. Tutto ciò, però, non scalfirà che superficialmente
la determinazione di Zorba nell'affrontare la vita con passione e
ottimismo. Nella scena finale, Basil gli annuncia la sua imminente
partenza e la promessa di ritrovarsi un giorno, ma Zorba, senza
illusioni, dice che non lo rivedrà più, e che il tentativo di recuperare
la miniera è stato "un disastro, ma bellissimo". Infine Basil gli
chiede di insegnargli il sirtaki, che più volte aveva provato a ballare
da solo, senza esito.
Si chiama Bibliotaptap ed è un progetto lanciato dall’organizzazione
internazionale Biblioteche senza Frontiere, in partenariato con un
discreto numero di associazioni haitiane e con il sostegno dell’Unione
Europea.
Perché l’iniziativa della quale vi stiamo parlando è proprio una
biblioteca su ruote, che prende il nome dai Tap Tap (che in lingua
locale significa “presto, presto”) i taxi collettivi che fanno parte
dell’immaginario haitiano per eccellenza, e promette di diventare un
nuovo elemento caratteristico. Il primo Bibliotaptap, è stato inaugurato
nella regione di Port-au-Prince, il 12 luglio 2012, ma il servizio è
destinato ad estendersi ad una vera e propria “squadra” di vetture
bookmobile service. Ben tre infatti i Bibliotap che saranno messi in
servizio prima di gennaio prossimo.
Splendidamente istoriati da artisti haitiani e ricolmi di libri, i
veicoli in questione sono stati appositamente adattati per stimolare
l’immaginazione e raggiungere anche i punti più impervi del paese,
favorire le occasioni di lettura e riflessione e dare una buona
accellerata alla ricostruzione. In poche parole, una realtà dai grandi
numeri, destinata a crescere ancora...
15.000 le persone che hanno accesso alla Bibliotaptap
ogni mese, 3.600 le ore di lettura e attività letteraria svolta ogni
anno, 20 i villaggi remoti raggiunti e 40 le associazioni haitiane che
supportano il progetto.
Le BiblioTaptaps sono molto di più che librerie mobili, si tratta di
luoghi, posizionati lungo le strade e vicino agli agglomerati isolati,
nei quali le persone possono incontrarsi, discutere e intavolare
dibattiti.
Che fine fanno i libri che nessuno vuole? Quelli che neanche le
biblioteche si prendono la briga di tenere in archivio? Nei casi più
felici vengono impiegati in installazioni artistiche, come quella creata
in Federation Plaza a Melbourne quest’estate con il titolo “Literature
vs. Traffic” (la letteratura contro il traffico) dal collettivo
artistico Luzinterruptus
specializzato in performance che abbelliscono gli ambienti pubblici
grazie all’uso della luce. Un modo (già testato a New York) per
celebrare il solstizio d’estate, che si è svolto in concomitanza con il
festival delle luci e i suoi spettacoli collaterali.
Ben diecimila volumi -in teoria da buttare al macero, perchè dai
contenuti ormai sorpassati- cosparsi di piccole luci LED, hanno prodotto
un fiume nelle strade della città, che piano piano, lungo l’intero mese
di giugno, si è preso sempre più spazio fino ad occupare un’intera
piazza, rubando il prezioso territorio al traffico delle macchine (e al
suo rumore, aggiungo io!). Ma non certo penalizzando passanti! Che hanno
avuto un’occasione d’oro per percepire da molto vicino le potenti
vibrazioni della parola scritta, e in tutta calma hanno potuto
sfogliare, sbirciare, annusare, soppesare… insomma, il sogno di tutti i
topi di biblioteca e dei frequentatori accaniti -piccoli e grandi- delle
librerie di tutto il mondo!
Cosa ne pensate voi?
Chiunque sia veramente appassionato di letteratura da sempre, magari
avendo cominciato fin da piccolo divorandosi decine di libri di
avventura di fantascienza o di terrore, da Jules Verne a Wells, passando
per Poe e Lovecraft e approdando, perché no, a Bjorn Larsson e Roald
Dahl, sa bene che la lettura è un gesto magico che offre la possibilità
di vivere altre storie, altre vite, di essere qualcun altro :) cosa c'è di più bello di una via di fuga temporanea, di un modo per evadere dalla routine con un costo limitato? Affezionarsi a dei personaggi, non vedere l'ora di tornare a casa dal lavoro per continuare la lettura di quel libro che 'piace proprio tanto'... cosa c'è di meglio?
Balla questo bambino di Remy Charlip così come ballava il protagonista di ' Fortunatamente' (anch’esso
edito da Orecchio acerbo). Il primo danza al ritmo delle fusa del suo
unico specialissimo gatto, il secondo in balia di accidenti fortunosi
quando non. Entrambi flessuosi si chinano, avvolgono, s’allungano e
distendono, compiono capriole e balzi. Ma con una sostanziale
differenza, Fortunatamente era tutto un grand jeté solitario, qui si tratta di un pas de deux
in cui un ballerino esperto vorrebbe che un ballerino per nascita,
quale è il suo gatto, s’adattasse alla coreografia da lui pensata: Stai
ben dritto, girati un po’, resta fermo, lasciati portare. Il bimbo
insiste, gli prepara un carretto per trasportarlo, vorrebbe costringerlo
in un maglione, gli prepara addirittura un bel lettino. La
confusione all’inizio sembra dettata da un fraintendimento: non si
tratta di un peluche, ma di un gatto vero. Morbido, sì, soffice,
certamente, ma vivo eccome! Quel gatto è assolutamente il suo gatto e
perciò deve fare quello che lui gli ordina.
Ma non funziona, non va e non va, Mio
Miao è un gatto e in quanto tale danza seguendo una musica che è sua
propria e che pochi altri sentono, uno solo ascolta. Tutto sta a
mettersi nella pelle degli altri, proprio come ha fatto in una fortunata
e bizzarra giornata Peter, il protagonista de L'Inventore di sogni
di Ian Mc Ewan: entrato nella pelle del proprio gatto ronfante scopre
come sia fastidioso essere afferrati e portati da una stanza all’altra o
come sia complessa la giornata altrui, sebbene sembri semplicissima.
Non è sempre possibile entrare materialmente nella pelle degli altri ma
qualcosa si può provare a fare in questo senso.
Perché se nelle pagine a sinistra, in
maiuscolo (talvolta grassetto della voce del bimbo) su un fondo giallo
si stagliano ben ferme e in nero le parole del bimbo, esplicato il punto
di vista (che ingenuamente e teneramente altro non vuol significare se
non: ti adoro e sei il mio unico specialissimo gatto) si passa all’altra
campana, sulla destra, stesso sfondo giallo intenso, stesso maiuscolo
deciso, stavolta rosso, del gatto.
E per chi abbia anche solo avuto
un’unica occasione di accarezzare un gatto dalla testa lungo la schiena
fino alla punta della coda pensando di avergli donato la gioia più
intensa per poi vederlo scappar via all’inseguimento di un pezzetto di
carta smosso dall’aria sarà chiaro: i gatti amano, amano profondamente, e
per questo loro saper amare sanno qual è il limite da non valicare per
restare sé stessi, per godere delle proprie abitudini, per andar fieri
delle proprie capacità, per potersi fidare e essere degni di fiducia. E
Mio Miao non lesina i miagolii per spiegarsi per bene: “[e] se voglio
dormire|mi trovo un nascondiglio|dove nessuno possa|gridarmi: ora
ti piglio”; “mi piace quel che mangio|mangio quel che mi piace|gioco
quando mi va”.
È un albo che parla con grazia questo Mio Miao, il mio unico specialissimo gatto fatto dal testo di Sandol Stoddard
e dalle illustrazioni di Remy Charlip (ballerino oltre che autore di
libri per bambini).
Mio Miao è adatto a bambini
dai tre anni in su, le parole del bimbo e del gatto arrivano forti e
chiare anche se i genitori potrebbero trovarsi un po’ smarriti dinanzi a
bimbi che affermano con aria decisa: “hai visto, mamma? Posso mangiare
quando mi pare e dormire dove voglio io!”. Smarriti sì, ma sorridenti
giacché in fondo il punto di vista del gatto alla ricerca
dell’indipendenza e dell’affermazione di sé rimane condivisibile, è
quello dei bambini è sempre un altro punto di vista.
PICCOLA LIBRERIA ANDERSEN: tra Tempo, Spazio & Libro
Saranno premiate le foto più divertenti ed originali :D
1° PREMIO- 1 copia libro 'Il monte del cattivo consiglio' di Amos Oz, ed. Feltrinelli
2° PREMIO- 1 copia libro 'L'ultima riga delle favole' di M. Gramellini, ed. TEA
3° PREMIO- 1 copia libro 'Il Piccolo Principe' di A. De Saint Exupery ed. Bompiani
.. per tutti i partecipanti ci sarà l'iscrizione al CLUB DEL LETTORE
TENACE (tessera e vari omaggi+ newsletter con le novità recensite in
anteprima), e l'esposizione in Libreria fino al 30 Dicembre 2012.
(Profezia Maya permettendo) ;)
termine concorso *MERCOLEDI' 14 NOVEMBRE*
potete inviare le vostre foto alla Fan Page della Libreria su facebook, oppure inviandole all'indirizzo mail: piccolalibreriaandersen@yahoo.it
Sapevate che il libro ha un incredibile “potere curativo”? E che questo “potere” viene utilizzato attraverso una recentissima tecnica che si può effettuare personalmente (per i disagi più leggeri) o attraverso un esperto (per quelli più gravi)?
Spesso, è sufficiente trovare il libro giusto per avere delle indicazioni, un consiglio, un’ idea, per risolvere un problema o, almeno, per capire come affrontarlo.
La Biblioterapia o Libroterapia , cioè la terapia con i libri,
è un metodo già molto conosciuto ed usato in Inghilterra, che sta
prendendo sempre più piede anche in Italia, e che nasce con lo scopo di individuare le proprie difficoltà personali,e riconoscendole, imparare a gestirle.
Insomma, i libri “curano” l’anima, ma ovviamente come per i farmaci non tutti i libri sono adatti e vanno scelti con criterio. Ogni “malattia” ha la sua cura e il suo libro adatto e specifico! Due recenti pubblicazioni: La scienza ha studiato e testato con prove di laboratorio l’effetto positivo di questa terapia, soprattutto per quanto riguarda l’ansia e la depressione” sia in passato che recentemente. E da pochissimo anche la rivista “Behaviour Research and Therapy” ha voluto pubblicare questi ulteriori e recenti studi, riconfermando irisultati già ottenuti nel 2003 e riportati sul “Journal of Clinical Pychology”. Qualche indicazione per applicare la Biblioterapia:
La lettura può aiutare a riconoscere e a focalizzare il disagio. Attraverso le “autobiografie”
(per esempio) si può capire che alcuni tipi di malessere
sono comuni a tante persone che poi ce l’hanno fatta, e attraverso
il confronto, ritrovare la speranza e la voglia di combattere.
La “auto- lettura”
aiuta moltissimo, in tutte quelle situazioni in cui non c’è un
grave problema psicologico, ma una di quelle tante difficoltà del
quotidiano che tutti noi dobbiamo affrontare, dandoci un input in più,
una chiave di lettura, una interpretazione .
Ed infine
La lettura va effettuata con calma, dolcemente, lasciando che le parole scritte si “sedimentino” nel cuore e nella mente, ricollegando ciò che si è letto con ciò che si vive. E far “germogliare” il tutto, nel tempo, come piccole piantine.Un proverbio cinese, infatti, dice: “Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca”.
Nati Per Leggere+ Piccola Libreria Andersen= liste sempre aggiornate dei testi consigliati da questo bellissimo Progetto per Genitori & Bambini :)
Qualche titolo suggerito per voi e i vostri figli:
Oggi
c’è una bella fila dal dottore! Tanti pazienti in attesa di essere
visitati. C’è una tenera pecorella, una placida gallina, un coccodrillo
goloso con il mal di denti, un elefante maldestro con un chewing-gum
nella proboscide e poi un lupo con il mal di pancia… Il bravo dottore
visita tutti e a tutti dispensa buoni consigli. Quando però è il momento
di guardare nella pancia del lupo, be’, la sorpresa è in arrivo! Una
favola buffa che ribalta una situazione tipica: il bambino ha paura del
dottore. Questa volta, invece, è il dottore che dovrebbe stare più
attento mentre visita i pazienti!
Fissando
il volto di chi lo circonda, il bambino impara a decodificare
espressioni, umori e intenzioni. Ecco perché i sei volti fotografati in
Guarda che faccia! costituiscono un ottimo avvio al rapporto di amicizia
con i libri: il bambino sa già che le facce possono comunicare gioia,
stupore, rabbia, sofferenza e, attraverso il libro, compie l'importante
passaggio dall'oggetto reale all'immagine che lo rappresenta.
Piccolo
blu e piccolo giallo adorano giocare insieme. Ma quando si abbracciano
diventano verdi. Un classico della letteratura dell'infanzia.
Achille
è un somarello che non ha più amici con cui giocare perché lui vuole
solo giocare a chi arriva primo e perché? Perché vince sempre. Un giorno
una lumaca lo sfida. Achille accetta sapendo che vincerà facilmente.
Immaginate la sua sorpresa quando all'arrivo trova la lumaca che lo
aspetta. Achille è incredulo, è una lumaca davvero veloce. Ma sarà
davvero una sola? Età di lettura: da 5 anni.
ADESIONE UFFICIALE DI PICCOLA LIBRERIA ANDERSEN al Progetto NPL
*copia/incolla indirizzo seguente*